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Lunedì 01 Novembre 2004

Cassano – Presto un’isola ecologica sperimentale


Presto in città un’isola ecologica per la raccolta differenziata dei rifiuti. Funziona così: immaginate uno spiazzo d’una città qualsiasi. Al centro di questa fetta di terra disegnate con lo sguardo un container colorato, con tante feritoie. In ognuna di queste, lasciate un tipo diverso di rifiuti: da una parte la carta, dall’altra il vetro, dall’altra ancora quel che resta. La diabolica macchina pesa la spazzatura ingurgitata e rilascia uno scontrino, con su scritto “Arrivederci e grazie”. Nelle città vere, quello scontrino vale poi come sconto sulla tassa pagata per i rifiuti solidi urbani. A Cassano, invece, il sogno si fermerà a metà: il servizio sarà attivo solo in via sperimentale. È questa l’isola ecologica che il Comune cassanese, d’intesa con la Sibaritide spa, intende realizzare nella piazza senza nome su cui s’affacciano i licei cittadini, il plesso scolastico “Corrado Alvaro” e la scuola media “Biagio Lanza”. L’iniziativa, curata dall’Ufficio municipale ambiente, è promossa dall’assessorato comunale all’ambiente, diretto dall’assessore Roberto Bruno. La postazione, abilitata a ricevere vetro, carta, plastica e multimateriale, sarà resa operativa nel volgere di poche settimane. Ad ogni tot di spazzatura depositata, il cittadino si vedrà consegnare uno scontrino, attestante l’avvenuto deposito. Il pezzo di carta, in teoria, dovrebbe servire ad ottenere in seguito uno sconto sui tributi, ma questo, almeno per il momento, non avverrà a Cassano, dove l’isola ecologica, alla sua prima uscita, vivrà una fase sperimentale.  Altre notizie dalla galassia ambientale: il servizio di raccolta differenziata sarà a breve potenziato anche attraverso il potenziamento delle postazioni di raccolta presenti sul territorio comunale. Inoltre, Palazzo di città è già pronto all’acquisto di ottanta cassonetti nuovi di zecca, da destinare ai rifiuti solidi urbani. Una goccia nel mare: i cassonetti dislocati ai quattro angoli del Comune sono circa ottocento, la gran parte dei quali, soprattutto quelli piazzati nelle contrade rurali e nel villaggio turistico di Marina di Sibari, ridotti a mal partito e resi fetidi dall’impossibilità di procedere ad una loro periodica ripulitura, ma anche e soprattutto dall’incuria dei pochi che in quei cassonetti riversano di tutto, dall’olio sfuso alle carcasse d’animali.  Riflessione: mancano i controlli, fanno difetto sensibilità, informazione ed educazione ambientali. Domanda: a quando gli uni e le altre?

Gianpaolo Iacobini

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