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Ferriti di zinco: in forte ritardo la procedura di bonifica e
risanamento delle discariche abusive di Cassano e Cerchiara.
L'iter che riporta alla speranza: praticamente fermo. Non muove
un passo ormai da tempo. Nel frattempo, il problema rimane, la
paura e le morti sospette crescono. Tutto per colpa loro.
Loro sono le ferriti di zinco, scarti della lavorazione del
ciclo industriale dell'ex Pertusola sud di Crotone, qualificati
come rifiuti speciali. E pericolosi. Ammassati nei campi della
Piana di Sibari per risparmiare sui costi di smaltimento nelle
discariche autorizzate. Di ferriti, a Cassano e dintorni,
ce ne sarebbero almeno 30.000 tonnellate. Giacciono immobili a
contrada Prainetta, cuore di contrada Garda, sugli argini del
torrente Sciarapotolo, a ridosso della cerchiarese masseria
Chidichimo. Solo il vento e la pioggia hanno la forza di
spostarle, ma questo è un male: l'acqua, sostengono gli esperti,
trascina le ferriti fino a confonderle, probabilmente, con le
falde acquifere. Il vento, invece, ne solleva le particelle più
leggere, depositandole anche a chilometri di distanza. Loro:
sono lì dal gennaio del 1997, quando i Baschi Verdi della
Guardia di Finanza le individuarono. Nessuno quasi se ne ricorda
più. Ogni tanto diventano argomento da polemica politica, ma
passa in fretta. Lo Stato aveva promesso la bonifica: non è
ancora arrivata. Le ferriti di zinco. A loro sono dedicate
ripetute ordinanze dell'Ufficio del Commissario per l'emergenza
rifiuti in Calabria, interi piani d'azione, addirittura più d'un
decreto legge. Il più importante quello con cui, nel 2002, venne
approvato il programma nazionale di bonifica e ripristino
ambientale. Cassano e Cerchiara, come pure Crotone, sfortunata
terra d'adozione della Pertusola sud, c'erano: destinatarie
delle strategie di bonifica e liberazione da ferriti di zinco e
cromo. C'erano, ci sono ancora. Quel che manca è la bonifica.
A che punto è lo stato dell'opera? Le risposte in un rapporto,
predisposto nel maggio del 2004 dal settore bonifiche del
Ministero della sanità. Anzitutto, i luoghi e la sventura che li
avvolge: <<Nelle discariche localizzate nei Comuni di Cassano e
Cerchiara sono ammassate, senza precauzione alcuna, centinaia di
tonnellate di ferriti. Il suddetto materiale rappresenta un
pericolo per la dispersione delle particelle ad opera del vento
e per l'inquinamento prodotto al terreno ed alle falde
acquifere. In quest'ultimo caso, il continuo dislavamento ad
opera degli agenti naturali può portare a disperdere nel
sottosuolo quote rilevanti di elementi tossici>>. Il dramma,
tuttavia, è che non c'è voce ufficiale in grado di confermare o
smentire se questo sia davvero successo nel corso degli anni e
con quali effetti. Neppure il Ministero della sanità. Per i
terreni, impossibile sapere: <<Le informazioni ambientali
disponibili - attesta il Ministero - sono molte scarse.
Attualmente in Calabria è presente un solo snodo di una rete di
monitoraggio del suolo>>. Dove? <<In provincia di Reggio
Calabria>>. Questo per i campi. E per gli uomini? Solo
suggestioni, fondate quanto terrificanti. <<Non sono disponibili
dati di epidemiologia ambientale - recitano gli atti di un
convegno di studio di epidemiologia ambientale, organizzato
dall'Istituto Superiore di Sanità e svoltosi a Roma sempre nel
maggio scorso - per i Comuni di Cassano e Cerchiara>>. Però:
<<La città di Crotone - rivelano i documenti catalogati negli
archivi dell'Istisan - ha fatto registrare, tra il 1988 ed il
1997, un significativo incremento della mortalità per
mesotelioma pleurico>>. La bonifica: gli interventi si
snodano secondo una progettazione articolata in tre livelli. Si
comincia dal <<piano della caratterizzazione>>, ovvero dalla
<<raccolta e sistemazione dei dati esistenti, caratterizzazione
del sito e formulazione preliminare del modello concettuale>>.
Secondo stadio: progetto preliminare, con la <<presentazione e
valutazione delle investigazioni e delle analisi svolte per la
caratterizzazione del sito e definizione qualitativa degli
obiettivi da raggiungere per la messa in sicurezza e bonifica o
ripristino del sito>>. Infine, il progetto esecutivo:
<<Descrizione di dettaglio delle tecnologie scelte, degli
interventi da realizzare e dei controlli post operam>>. Ritorna
l'interrogativo: a che punto è lo stato dell'opera? Alla data
del maggio 2004, gli interventi in corso di realizzazione
risultano essere, testualmente, <<la messa in sicurezza dei siti
di Cassano e Cerchiara>>. Ed il resto? <<Sono stati approvati il
piano di caratterizzazione dei siti della Pertusola e della
Montedison a Crotone, e quelli dei siti inquinati di Cerchiara e
Cassano>>. Dettagli sulla successiva fase esecutiva? Non
pervenuti. Intanto loro, le ferriti di zinco, restano a
far compagnia al popolo di Calabria.
Gianpaolo Iacobini |