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Lunedì 15 Novembre 2004

Cassano – Ferriti di zinco, ritardi per la bonifica


Ferriti di zinco: in forte ritardo la procedura di bonifica e risanamento delle discariche abusive di Cassano e Cerchiara. L'iter che riporta alla speranza: praticamente fermo. Non muove un passo ormai da tempo. Nel frattempo, il problema rimane, la paura e le morti sospette crescono.  Tutto per colpa loro. Loro sono le ferriti di zinco, scarti della lavorazione del ciclo industriale dell'ex Pertusola sud di Crotone, qualificati come rifiuti speciali. E pericolosi. Ammassati nei campi della Piana di Sibari per risparmiare sui costi di smaltimento nelle discariche autorizzate.  Di ferriti, a Cassano e dintorni, ce ne sarebbero almeno 30.000 tonnellate. Giacciono immobili a contrada Prainetta, cuore di contrada Garda, sugli argini del torrente Sciarapotolo, a ridosso della cerchiarese masseria  Chidichimo. Solo il vento e la pioggia hanno la forza di spostarle, ma questo è un male: l'acqua, sostengono gli esperti, trascina le ferriti fino a confonderle, probabilmente, con le falde acquifere. Il vento, invece, ne solleva le particelle più leggere, depositandole anche a chilometri di distanza. Loro: sono lì dal gennaio del 1997, quando i Baschi Verdi della Guardia di Finanza le individuarono. Nessuno quasi se ne ricorda più. Ogni tanto diventano argomento da polemica politica, ma passa in fretta. Lo Stato aveva promesso la bonifica: non è ancora arrivata.  Le ferriti di zinco. A loro sono dedicate ripetute ordinanze dell'Ufficio del Commissario per l'emergenza rifiuti in Calabria, interi piani d'azione, addirittura più d'un decreto legge. Il più importante quello con cui, nel 2002, venne approvato il programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale. Cassano e Cerchiara, come pure Crotone, sfortunata terra d'adozione della Pertusola sud, c'erano: destinatarie delle strategie di bonifica e liberazione da ferriti di zinco e cromo. C'erano, ci sono ancora. Quel che manca è la bonifica.  A che punto è lo stato dell'opera? Le risposte in un rapporto, predisposto nel maggio del 2004 dal settore bonifiche del Ministero della sanità. Anzitutto, i luoghi e la sventura che li avvolge: <<Nelle discariche localizzate nei Comuni di Cassano e Cerchiara sono ammassate, senza precauzione alcuna, centinaia di tonnellate di ferriti. Il suddetto materiale rappresenta un pericolo per la dispersione delle particelle ad opera del vento e per l'inquinamento prodotto al terreno ed alle falde acquifere. In quest'ultimo caso, il continuo dislavamento ad opera degli agenti naturali può portare a disperdere nel sottosuolo quote rilevanti di elementi tossici>>. Il dramma, tuttavia, è che non c'è voce ufficiale in grado di confermare o smentire se questo sia davvero successo nel corso degli anni e con quali effetti. Neppure il Ministero della sanità. Per i terreni, impossibile sapere: <<Le informazioni ambientali disponibili - attesta il Ministero - sono molte scarse. Attualmente in Calabria è presente un solo snodo di una rete di monitoraggio del suolo>>. Dove? <<In provincia di Reggio Calabria>>. Questo per i campi. E per gli uomini? Solo suggestioni, fondate quanto terrificanti. <<Non sono disponibili dati di epidemiologia ambientale - recitano gli atti di un convegno di studio di epidemiologia ambientale, organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità e svoltosi a Roma sempre nel maggio scorso - per i Comuni di Cassano e Cerchiara>>. Però: <<La città di Crotone - rivelano i documenti catalogati negli archivi dell'Istisan - ha fatto registrare, tra il 1988 ed il 1997, un significativo incremento della mortalità per mesotelioma pleurico>>.  La bonifica: gli interventi si snodano secondo una progettazione articolata in tre livelli. Si comincia dal <<piano della caratterizzazione>>, ovvero dalla <<raccolta e sistemazione dei dati esistenti, caratterizzazione del sito e formulazione  preliminare del modello concettuale>>. Secondo stadio: progetto preliminare, con la <<presentazione e valutazione delle investigazioni e delle analisi svolte per la caratterizzazione del sito e definizione qualitativa degli obiettivi da raggiungere per la messa in sicurezza e bonifica o ripristino del sito>>. Infine, il progetto esecutivo: <<Descrizione di dettaglio delle tecnologie scelte, degli interventi da realizzare e dei controlli post operam>>. Ritorna l'interrogativo: a che punto è lo stato dell'opera? Alla data del maggio 2004, gli interventi in corso di realizzazione risultano essere, testualmente, <<la messa in sicurezza dei siti di Cassano e Cerchiara>>. Ed il resto? <<Sono stati approvati il piano di caratterizzazione dei siti della Pertusola e della Montedison a Crotone, e quelli dei siti inquinati di Cerchiara e Cassano>>. Dettagli sulla successiva fase esecutiva? Non pervenuti.  Intanto loro, le ferriti di zinco, restano a far compagnia al popolo di Calabria. 

Gianpaolo Iacobini

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