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Non
vi sono certezze. Solo indiscrezioni: la Commissione
straordinaria di liquidazione, organo deputato a gestire il
dissesto del Comune di Cassano, avrebbe rispedito a Palazzo di
città le pratiche debitorie da questi inviatile nelle settimane
scorse. In parole povere: vi sarebbero debiti, risalenti al
passato, per un ammontare pari a quasi due milioni e mezzo di
euro. Palazzo di città contava di vederli ripianati a spese
dello Stato. La Commissione straordinaria di liquidazione,
tuttavia, avrebbe deliberato, sulla scorta di motivazioni
tecniche e giuridiche, di non poterli ammettere a godere di tale
beneficio. Se così davvero dovesse essere, quei debiti, da
considerarsi tecnicamente debiti fuori bilancio, rientrerebbero
nel recinto del dissesto, gravando dunque sulle già fragili
finanze municipali. Fino a ieri, solo indiscrezioni. Da ieri
anche l’oggetto di un interpellanza consiliare, presentata da
Gianni Papasso, vicesegretario regionale dello Sdi e presidente
del gruppo consiliare dello Sdi. Scrive Papasso: <<Interpello il
sindaco per sapere se risulti a verità che la Commissione
straordinaria di liquidazione abbia restituito, senza
accoglierle, le pratiche che lo stesso primo cittadino non ha
inteso far riconoscere al consiglio comunale quali debiti fuori
bilancio, considerandoli partite da inserire nella massa
debitoria del dissesto. Chiedo inoltre di conoscere la natura
dei provvedimenti che, qualora la notizia rispondesse al vero,
l’amministrazione comunale intenderà adottare per salvaguardare
gli equilibri di bilancio>>. Nient’altro. Il resto è l’eco di
una conversazione che corre sul filo del telefono. <<Ho appreso
di questa situazione – spiega Papasso – ed ho ritenuto doveroso
fugare qualsiasi dubbio ed incertezza: solo il sindaco può dirci
come stiano realmente le cose e se le indiscrezioni abbiano
fondamento. Certo, se così fosse, il Comune potrebbe trovarsi di
fronte all’obbligo di dover farsi carico di debiti per quasi due
milioni e mezzo di euro e procedere all’adozione di nuovi,
ulteriori provvedimenti per la salvaguardia degli equilibri di
bilancio>>. Intermezzo squisitamente politico: <<Al momento
dell’approvazione del riequilibrio di bilancio – ricorda il
capogruppo consiliare dello Sdi – avevamo diffidato il sindaco
ed il consiglio comunale dall’approvare una delibera che ci
sembrava poggiare su dati non rispondenti alla realtà, poichè
viziata dal mancato riconoscimento di ingenti partite debitorie.
Di tali anomalie abbiamo informato anche il Prefetto di
Cosenza>>. Si chiude con una considerazione di carattere
tecnico. <<Pare – chiosa Papasso - che tra i debiti che
potrebbero essere riaffidati alle cure del Municipio ve ne
sarebbero molti derivanti da sentenze. Tali pratiche, se
successive al 31 dicembre 2001, potrebbero essere addossati
interamente al Comune ed alle sue casse. La questione è seria.
Urge chiarezza>>.
A Palazzo di città, adesso, la parola.
Gianpaolo Iacobini |