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L’antenna della discordia: l’ex sindaco Senise
attacca Palazzo di città e chiede le dimissioni
dell’assessore municipale all’ambiente.
<<Sulla vicenda dell’antenna, nonostante il
sequestro disposto dalla magistratura, il Comune è
latitante>>. Roberto Senise è il sindaco, oggi ex,
che qualche anno fa fu piegato dalla volontà
popolare: a lui, che aveva in mente di piazzare una
centrale termoelettrica nelle campagne di Doria, i
doriani risposero con la rivolta, convincendolo che
forse, all’idea della centrale, sarebbe stato meglio
rinunciare. Forse forte di quell’esperienza, e di
scelte che non rinnega e di cui, appena può,
riafferma la validità, l’ex primo cittadino
cassanese s’appella proprio alla volontà popolare di
cui, a suo dire, un’altra amministrazione comunale,
quella attuale retta da Gianluca Gallo, non terrebbe
conto. Il popolo sarebbe quello della Sibari. Al
posto della centrale, l’antenna destinata a
rilanciare nella Piana l’eco dei telefonini mobili
di terza generazione.
Afferma Roberto Senise: <<La battaglia per la
rimozione dell’antenna dal centro abitato, portata
avanti dai ragazzi e dall’associazione “Cittadini a
Sibari”, cui va la mia solidarietà per l’iniziativa
civile e democratica intrapresa, è vanificata da
un’amministrazione comunale insensibile e da un
assessore all’ambiente incapace di risolvere il
problema. Nonostante le rassicurazioni di
consiglieri ed amministratori, infatti, dopo sei
mesi l’antenna è ancora al suo posto. Come a Doria
ai tempi della centrale, forse sbagliando, oggi a
Sibari si deve rispettare la volontà popolare.
L’assessore comunale all’ambiente, in poarticolare,
dovrebbe spendersi per far prevalere il principio di
precauzione>>. Secondo Senise, Bruno non avrebbe
fatto né l’una né l’altra cosa. <<S’adegui presto>>,
è il consiglio. <<Altrimenti non gli resterà che
prendere atto del fallimento e rassegnare le
dimissioni>>.
Gianpaolo Iacobini |