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Seconda Categoria Gir. “A” 6° Giornata Doria - Albidona 4-0
Al 2° Diego Golia - Al 7° Cirigliano - Al 46° Diodati - Al 60°
Carlomagno
Doria – Guardia, Oliveto, Diodato(al 74° Selvaggi), Vito,
Santagada( al 58° Pesce), Scarano, Giordano, Golia D.(47° A.
Golia), Carlomagno, Cirigliano, De Filpo. All. Giovazzini
Albidona – Paladino F.sco, Aurelio I°, Russo(al 46° Lizzano),
Arvia(al 74° Aurelio II°), Middonno, Liguori, Laino L., Laino
G.(al 50 Vuoto), Buongiorno, Russo S., Dramisino. All. De Marco
Arbitro: Sellaro di Rossano
Cassano – Poker del Doria che travolge in casa l’Albidona. Anche
la società doriana ha ricordato, insieme alla squadra ospite, l’indimenticato
amico ed ex tecnico Franco Lione, scendendo in campo col lutto
al braccio e osservando prima della gara un minuto di silenzio.
Partita senza storia e iniziata subito in discesa per i ragazzi
di mister Giovazzini a segno in avvio con Diego Golia il cui
tiro finisce laddove non può arrivare il portiere Paladino e
cinque minuti dopo con Cirigliano che mette dentro dalla corta
distanza. L’uno due stordisce i ragazzi di mister De Marco che
stentano ad organizzare una risposta che si concretizza solo con
tiri da fermo e dalla distanza che si rivelano però innocui.
Sono comunque sempre i padroni di casa a fare la partita con
diverse incursioni che non trovano però sbocchi in avanti. Più
frizzante la ripresa che si apre con un assolo di Cirigliano che
dal fondo pennella per l’accorrente Diodati che testa deposita
dentro la palla del terzo gol. Gioca sul velluto il Doria che
macina gioco e azioni che trovano sfogo nella quarta marcatura
finalizzata al 60° dal furetto Carlomagno. Flebile e poco
incisiva la reazione degli ospiti che si materializza al 63°
con una sventola da fuori di Liguori e due minuti dopo con una
saetta di Lizzano salvata coi piede dal portiere di casa
Guardia. Gli ultimi due acuti della gara: Al 76° è Antonio
Golia, entrato nella ripresa, a sventagliare di poco sulla
traversa mentre ad un minuto dalla fine è Buongiorno per gli
ospiti a destreggiarsi bene ma la conclusione è da dimenticare.
Leonardo Guerrieri |