|
Linea ferroviaria ionica: <<E’ una rete secondaria>>. Lo
sostiene il Governo, che chiama in causa la Regione Calabria.
321 chilometri di binario unico non elettrificato. Corrono lungo
la dorsale ionica calabrese, da Sibari a Melito Porto Salvo.
Adesso, a gran voce, se ne denuncia l’esclusione dai grandi
progetti ed il rischio di un probabile dimensionamento. Troppo
tardi: il destino è già stato scritto. Da mesi, forse anni.
Nella più sconvolgente indifferenza di molti fra i tanti che
dovrebbero parlare per una Calabria senza voce. Niente di nuovo,
dunque. Il Governo lo aveva di recente confermato davanti al
Parlamento, definendo le ferrovie ioniche come una rete
secondaria ed individuando nella Regione Calabria la titolare di
ogni competenza al riguardo. A ricostruire la questione è
d’aiuto un’interrogazione parlamentare, quella presentata il 5
maggio scorso dalla deputata Laura Cima. Calabrese? No,
piemontese, nata ed eletta a Torino, tra le fila dei Verdi.
Scriveva l’onorevole Cima, rivolgendosi al Ministero delle
infrastrutture: <<Il tratto ferroviario ionico, a seguito di un
processo di irresponsabile degrado ed abbandono, versa in uno
stato di inefficienza tale da costringere le popolazioni a non
poter utilizzare il suddetto trasporto ed a migrare forzatamente
sul versante tirrenico. Nel territorio in questione non esistono
autostrade né superstrade decenti. Resta la ferrovia, che però è
stata esclusa dalla rete nazionale e derubricata a rete
secondaria complementare non abilitata ai servizi diretti di
lunga percorrenza interni al Paese>>. L’interrogazione si
chiudeva con l’invito al Governo a riconsiderare le proprie
scelte, magari reinserendo il corridoi ferroviario ionico nella
rete nazionale. Era di maggio. Sei mesi dopo, a metà novembre,
la risposta dell’esecutivo Berlusconi. Affidata al
sottosegretario ai trasporti, Nino Sospiri. Dalle sue parole,
solo conferme. <<Nell’accordo di programma quadro per sistema di
infrastrutture di trasporto sottoscritto nel 2002 con la Regione
Calabria – ribadisce il sottosegretario – non è previsto alcun
piano di elettrificazione e raddoppio della tratta Sibari –
Melito Porto Salvo. L’Apq prevede la velocizzazione del tratto
Catanzaro lido – Melito. Al riguardo, si evidenzia che nel
tratto in questione sono in corso le progettazioni per la
realizzazione dei sottopassaggi ed i lavori di posa in opera di
nuovi scambi nelle stazioni. Nella tratta Sibari – Melito sono
in corso di realizzazione interventi di potenziamento e
manutenzione straordinaria per un importo globale di circa 12
milioni di euro, programmati per il triennio 2002 – 2004>>. Per
la ionica e le sue rotaie, nient’altro. <<Per quanto di
competenza del Ministero delle infrastrutture – precisa Sospiri
– si conferma che la tratta Sibari – Melito non è inclusa nei
programmi infrastrutturali a livello nazionale>>. Motivazioni:
<<Tale opera – spiega ancora il sottosegretario – non è stata
inserita nella rete infrastrutturale di interesse nazionale. Non
è stata considerata neanche nel programma delle infrastrutture
strategiche di preminente interesse nazionale>>. Conclusioni:
<<Confermata pertanto l’appartenenza dell’opera alla rete
secondaria, risulta di competenza della Regione Calabria
definire un eventuale piano di utilizzo della citata
infrastruttura, secondo le esigenze di mobilità di persone e
merci e di accessibilità del territorio servito dalla tratta in
questione>>. Dimenticata da Dio e dagli uomini. Adesso anche
dalle Ferrovie. È la Calabria ionica.
Gianpaolo Iacobini |