|
Prima la fuga di gas, poi l’esplosione che ha sventrato l’ultimo
piano di una palazzina: miracolosamente, non ci sono stati morti
né feriti. L’edificio dichiarato inagibile. Sgombrate cinque
famiglie. Sulla vicenda aperta un’inchiesta. Un’anziana signora
accende la stufa a metano. Esce. Al ritorno, non s’accorge del
gas che avvolge l’abitazione. Apre la luce, viene investita
dall’esplosione. Che non fa vittime né feriti, ma incrina la
stabilità del terzo piano d’una palazzina abitata da cinque
famiglie. Lo stabile è stato dichiarato inagibile. Gli sfollati,
una decina in tutto, hanno trovato accoglienza presso parenti ed
amici. Sulla vicenda ha avviato un’inchiesta la Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari. Sarebbe potuta
essere una strage. Come nei giorni scorsi a Foggia, dove un
palazzo è venuto giù per l’esplosione seguita ad una fuga di
gas. Gli investigatori lo dicono chiaramente. A cambiare il
corso delle cose, un pizzico di fortuna, che ha preservato
Cassano da nuovi lutti. Un tranquillo martedì di paura: sono da
poco passate le nove. La signorina R. O., 64 anni, rientra a
casa. La donna vive da sola in un appartamento al terzo piano
d’una palazzina di via Francesco Bruno, di fronte ai cancelli
dell’istituto professionale di stato per l’agricoltura. Il gran
freddo consiglia d’accendere la stufa sistemata in corridoio ed
alimentata a metano. Poi, un salto dalla vicina, a bere un caffè
e scambiare quattro chiacchiere. Passa mezz’ora. L’orologio non
segna ancora le dieci. R. O. fa ritorno. Rientrando, non
s’accorge dell’odore di gas che invade ormai l’appartamento. Il
clic dell’interruttore della luce precede il boato. L’esplosione
squarcia i muri perimetrali. Che non cadono sol perché, come in
un gioco d’incastri, impercettibilmente schiacciati e tenuti in
piedi dal peso del solaio. Sollevatosi e poi adagiatosi sulle
colonne portanti, ormai libere. Il botto è la chiamata per
i soccorsi. I primi ad arrivare sono i Carabinieri. Il tenente
Giorgio Feola ed il maresciallo Vincenzo Bianco salgono e
ridiscendono le scale a rotta di collo. Bussano a tutte le
porte. Portano fuori, al sicuro, gli inquilini impauriti, per lo
più anziani. Tra di loro, non ci sono morti né feriti. Solo
paura. Anche R. O., protagonista dell’incredibile storia, è
illesa. Per lei, neppure un graffio: salvata dal non essere la
sua abitazione già completamente satura di gas. Qualcuno
vorrebbe fermarsi, o tornare indietro, per mettere in salvo
preziosi e ricordi. Non si può: c’è il rischio di crollo. I
Carabinieri portano a termine l’evacuazione, accompagnando gli
sfollati nella palestra del vicino Istituto professionale,
prontamente messo a disposizione dalla dirigenza scolastica. Li
aiutano gli uomini della Polizia Municipale ed una squadra di
Vigili del Fuoco, giunti da Castrovillari. Saranno proprio loro,
più tardi, a spiegare che l’accaduto è da ricondurre ad una fuga
di gas. Sull’origine dell’esplosione si continuerà ad indagare:
il sostituto procuratore Sandro Cutrignelli ha infatti avviato
un’indagine conoscitiva, demandando ad un perito il compito di
accertare cause e dinamica degli eventi. Intanto, la palazzina
di via Francesco Bruno è stata sottoposta a sequestro
giudiziario e dichiarata inagibile. Il sindaco di Cassano,
Gianluca Gallo, nel pomeriggio di ieri, con un’ordinanza ne ha
ordinato lo sgombero. Per il ritorno alla perduta normalità,
saranno necessari radicali interventi di ristrutturazione. Non
si esclude la demolizione dell’intero terzo piano. Sarebbe
potuta essere una strage. È stato un tranquillo martedì di
paura.
Gianpaolo Iacobini |