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Mercoledì 24  Novembre 2004

Cassano – Fuga di gas in un palazzo, sventrato l’ultimo piano


Prima la fuga di gas, poi l’esplosione che ha sventrato l’ultimo piano di una palazzina: miracolosamente, non ci sono stati morti né feriti. L’edificio dichiarato inagibile. Sgombrate cinque famiglie. Sulla vicenda aperta un’inchiesta. Un’anziana signora accende la stufa a metano. Esce. Al ritorno, non s’accorge del gas che avvolge l’abitazione. Apre la luce, viene investita dall’esplosione. Che non fa vittime né feriti, ma incrina la stabilità del terzo piano d’una palazzina abitata da cinque famiglie. Lo stabile è stato dichiarato inagibile. Gli sfollati, una decina in tutto, hanno trovato accoglienza presso parenti ed amici. Sulla vicenda ha avviato un’inchiesta la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari. Sarebbe potuta essere una strage. Come nei giorni scorsi a Foggia, dove un palazzo è venuto giù per l’esplosione seguita ad una fuga di gas. Gli investigatori lo dicono chiaramente. A cambiare il corso delle cose, un pizzico di fortuna, che ha preservato Cassano da nuovi lutti. Un tranquillo martedì di paura: sono da poco passate le nove. La signorina R. O., 64 anni, rientra a casa. La donna vive da sola in un appartamento al terzo piano d’una palazzina di via Francesco Bruno, di fronte ai cancelli dell’istituto professionale di stato per l’agricoltura. Il gran freddo consiglia d’accendere la stufa sistemata in corridoio ed alimentata a metano. Poi, un salto dalla vicina, a bere un caffè e scambiare quattro chiacchiere. Passa mezz’ora. L’orologio non segna ancora le dieci. R. O. fa ritorno. Rientrando, non s’accorge dell’odore di gas che invade ormai l’appartamento. Il clic dell’interruttore della luce precede il boato. L’esplosione squarcia i muri perimetrali. Che non cadono sol perché, come in un gioco d’incastri, impercettibilmente schiacciati e tenuti in piedi dal peso del solaio. Sollevatosi e poi adagiatosi sulle colonne portanti, ormai libere.  Il botto è la chiamata per i soccorsi. I primi ad arrivare sono i Carabinieri. Il tenente Giorgio Feola ed il maresciallo Vincenzo Bianco salgono e ridiscendono le scale a rotta di collo. Bussano a tutte le porte. Portano fuori, al sicuro, gli inquilini impauriti, per lo più anziani. Tra di loro, non ci sono morti né feriti. Solo paura. Anche R. O., protagonista dell’incredibile storia, è illesa. Per lei, neppure un graffio: salvata dal non essere la sua abitazione già completamente satura di gas. Qualcuno vorrebbe fermarsi, o tornare indietro, per mettere in salvo preziosi e ricordi. Non si può: c’è il rischio di crollo. I Carabinieri portano a termine l’evacuazione, accompagnando gli sfollati nella palestra del vicino Istituto professionale, prontamente messo a disposizione dalla dirigenza scolastica. Li aiutano gli uomini della Polizia Municipale ed una squadra di Vigili del Fuoco, giunti da Castrovillari. Saranno proprio loro, più tardi, a spiegare che l’accaduto è da ricondurre ad una fuga di gas. Sull’origine dell’esplosione si continuerà ad indagare: il sostituto procuratore Sandro Cutrignelli ha infatti avviato un’indagine conoscitiva, demandando ad un perito il compito di accertare cause e dinamica degli eventi. Intanto, la palazzina di via Francesco Bruno è stata sottoposta a sequestro giudiziario e dichiarata inagibile. Il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, nel pomeriggio di ieri, con un’ordinanza ne ha ordinato lo sgombero. Per il ritorno alla perduta normalità, saranno necessari radicali interventi di ristrutturazione. Non si esclude la demolizione dell’intero terzo piano. Sarebbe potuta essere una strage. È stato un tranquillo martedì di paura.

Gianpaolo Iacobini

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