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Domenica 28 Novembre 2004

Sibari – L’Agenzia del Demanio rivendica la proprietà del canale.


Il canale Stombi trova un padrone: l’Agenzia del Demanio ne rivendica la titolarità. Anche i canali hanno un padre. Quello dello Stombi, dispettoso rigagnolo che unisce al mare aperto le darsene del porto turistico sibarita, si chiama Agenzia del Demanio. La novità in una lettera.  Scene da un riconoscimento di paternità. Sul finire di maggio la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari apre un’inchiesta sullo Stombi. Indagano Carabinieri e Guardia Costiera. Coordina il giovane pubblico ministero Baldo Pisani. Sostengono gli investigatori: dal 1991 lo Stombi è un canale di nessuno, perchè nessuno più detiene né paga la necessaria concessione. Non per lo scolo delle acque, men che meno per la navigabilità. Ancora: non sono rispettate le condizioni di sicurezza. Il naufragio, che la sorte ha sempre evitato, potrebbe essere dietro l’angolo. La Procura appone i sigilli e sequestra. Prima il canale, poi anche le porte vinciane. Ad agosto il sequestro viene revocato. Il divieto di navigazione resta. Il canale e le porte vengono restituite ai legittimi proprietari: il primo all’Agenzia del Demanio, le seconde alla società “Maltauro”. I dirigenti dell’impresa veneta scendono in Calabria, incontrano i magistrati, riconoscono le proprie responsabilità paterne, accettano di farsi carico di interventi di manutenzione straordinaria sulle porte vinciane. Resta, orfano disconosciuto, lo Stombi. Passano poche settimane. Ai primi d’ottobre, l’ingresso ufficiale nella famiglia demaniale: l’Agenzia del Demanio prende carta e penna e scrive al sindaco di Cassano, ai tecnici del Ministero delle Infrastrutture, agli uffici della Procura castrovillarese. Ed ammette: quel canale ci appartiene. Nella missiva c’è spazio pure per alcune considerazioni sul passato recente. Spiccano quelle concernenti il ruolo giocato nella vicenda dal Consorzio di bonifica “Sibari – Crati”: diverse opere, afferma l’Agenzia, sarebbero state realizzate alla foce e lungo il tratto terminale dello Stombi in assenza della necessaria concessione. Si configurerebbero dunque quali esempi presunti di occupazione abusiva di aree demaniali. Per riparare al torto, l’Agenzia chiede un congruo risarcimento, demandando al Comune di Cassano il compito di quantificare il dovuto.

Se ne riparlerà probabilmente nei prossimi giorni, calcolatrice alla mano.

Gianpaolo Iacobini

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