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Circa tremila gli extracomunitari presenti nella Sibaritide. Lo
rivelano le stime fornite dalla Caritas parrocchiale di Sibari
durante la giornata dei migranti. Extracomunitari. Uomini e
donne provenienti per lo più dai paesi dell’Europa dell’Est, ma
anche da Pakistan, India e Bangladesh, oltre che dal Nord
Africa. Sarebbero in tremila, tra regolari ed irregolari. Sparsi
nel triangolo racchiuso tra le città di Corigliano, Trebisacce e
Cassano. Il dato, tecnicamente frutto di un’attendibile
proiezione fondata sul numero e tipologie di interventi
umanitari censiti nel corso di un anno di attività, è emerso
durante la celebrazione della giornata Migrantes. A renderlo
noto, gli uffici della Caritas parrocchiale di Sibari. Tra
fredde cifre e caldi sentimenti: la giornata Migrantes.
L’evento, organizzato dai volontari del centro Caritas
“Francesco Sangineto”, presieduto da padre Lazzaro Longobardi,
s’è tenuto a Sibari nei giorni scorsi. All’appello alla
solidarietà lanciato da don Franco Faillace, con i suoi giovani
dell’Azione Cattolica animatore della manifestazione, il paese
ha risposto in coro. Forte e chiaro, nel segno della
fratellanza. Significativo anche l’abbraccio riservato dalla
comunità sibarita agli ospiti della vicina comunità terapeutica
“Saman”, che hanno ricambiato l’affetto impartendo una sonora
lezione calcistica, sul rettangolo di gioco, agli sbarbatelli
capitanati da don Faillace. Alla Santa Messa, officiata in una
gremita chiesa di Sant’Eusebio proprio da don Faillace, ha fatto
seguito il pranzo comunitario, al quale hanno preso parte
centinaia di persone, accolte e salutate anche dal sindaco di
Cassano, Gianluca Gallo. Nella magnifica cornice, riscaldata da
un tiepido sole, hanno trovato spazio gli extracomunitari della
Piana. Quelli che le istituzioni ancora fingono di non vedere,
ma che sono in realtà già l’anima, purtroppo spesso sfruttata,
di importanti settori dell’economia locale. Secondo le stime in
possesso della Caritas parrocchiale sibarita, sarebbero in
tremila, regolari ed irregolari, concentrati nel triangolo
racchiuso tra i comuni di Corigliano, Trebisacce e Cassano. La
gran parte di essi, impiegata come forza lavoro nelle aziende
agricole della Sibaritide, vivrebbe in appartamenti e casolari
fatiscenti. A loro è rivolto l’impegno del centro “Francesco
Sangineto”. <<Da gennaio ad oggi – spiega Franco Ferrarese, uno
dei responsabili della Caritas parrocchiale – abbiamo eseguito
2653 interventi in favore di cittadini extracomunitari. Le
istituzioni ci sostengono poco, forse perché non sono ancora
riuscite a cogliere appieno l’entità del fenomeno. Ci sostiene
il gran cuore del volontariato. Riceviamo continui aiuti dal
Banco Alimentare di Cosenza, da alcune Caritas parrocchiali
lombarde, da due associazioni catanzaresi, la “Sacro Cuore” e la
“Madre Teresa”. È così che riusciamo ad andare avanti ed a
sopperire alle esigenze primarie di migliaia di persone. Da
ultimo, abbiamo stabilito un collegamento con un istituto rumeno
per minori: inviamo in Romania il necessario al sostentamento di
centinaia di bambini>>. Da gennaio ad oggi: in meno di
undici mesi, distribuiti oltre mille chili di biscotti,
altrettanti di riso, duemila di pasta. E poi, ancora, duemila
litri di latte, trecento chili di omogeneizzati, migliaia di
paia di scarpe e di capi di vestiario. Le nuove frontiere della
povertà: passano anche per la Sibaritide.
Gianpaolo Iacobini |