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Rifiuti ed affini: in scadenza l’appalto per la raccolta e
smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Palazzo di città al
lavoro: avviati contatti e trattative. Resta al momento senza
prospettive, invece, il futuro della discarica cassanese. La
cronaca comincia con alcuni dati e una distinzione, da tenere
bene a mente. Prima questione: in città il servizio di raccolta
dei rifiuti solidi urbani è affidato ad una ditta privata, la “Femotet”,
di Castrovillari. Il contratto che lega il Comune alla società
castrovillarese, prorogato tre mesi fa, scadrà a fine dicembre.
Secondo problema: i rifiuti finiscono in discarica, ma
l’impianto cittadino è ormai saturo. Quattro mesi ancora, poi
non si saprà dove smaltire l’immondizia. Tra le possibilità, la
realizzazione di una nuova buca oppure, in alternativa, il
conferimento alle discariche di Crotone. Con rilevanti
ripercussioni, tuttavia, sulle tasche dei contribuenti. Vicende
che s’intrecciano, fino a divenire un solo nodo. Inestricabile.
Nei giorni scorsi, Palazzo di città ha deciso di affrontare il
toro e prenderlo per le corna. Almeno per uno: negli uffici del
Comune, infatti, per discutere dell’affidamento del servizio di
raccolta e smaltimento della spazzatura, si sono ritrovati il
sindaco, Gianluca Gallo, e l’assessore all’ambiente, Roberto
Bruno, assistiti dal segretario generale, Vincenzo Iannuzzi. Con
loro, i vertici della “Sibaritide spa”: il presidente, Aldo
Palopoli, e l’amministratore delegato, Vincenzo Calfa. L’idea
del Municipio: girare alla “Sibaritide”, società mista di cui
l’ente cassanese è azionista, al pari degli altri Comuni della
Piana, oltre che la gestione della differenziata, anche quella
dei rifiuti solidi urbani e del materiale ingombrante. Sarebbe
invece affidata ad altra ditta la manutenzione del verde
pubblico. I costi: secondo Palazzo di città, complessivamente
82.000 euro al mese, non un centesimo in più. La “Sibaritide”,
che vedrebbe trasferirsi nei propri organici anche i 28 operai
attualmente in forza alla “Femotet”, s’è mostrata prudente e
possibilista. Possibile che dica di sì, accettando la gestione,
per un anno, dell’intero sistema dei rifiuti cassanesi. Restano
però da limare dettagli sostanziali ed importanti. La raccolta
degli ingombranti, ad esempio, richiederebbe, a detta dei
vertici dell’azienda sibarita, maggiori investimenti. Il Comune
prova a parare il colpo, ed a tenere stretti i cordoni della
borsa, offrendo in comodato gratuito, quale ricovero di
automezzi e strutture, l’autoparco comunale. Così da ridurre i
costi per i viaggi di camion ed autocompattatori. Il confronto
continua: altri appuntamenti sono già in programma. All’ordine
del giorno, pure la sperimentazione del servizio di raccolta del
materiale umido, ovvero scarti di macellazione e simili. Rimane
avvolto invece dalle nebbie il destino della spazzatura
prodotta: dove andrà a finire? Nella Calabria che battaglia
contro i termovalorizzatori e gli impianti di selezione, la
monnezza viene smaltita nelle discariche controllate. Quella di
Cassano, secondo i tecnici, ha i giorni contati. Al massimo,
altri quattro mesi d’attività. Con le speranze di vita
accorciate drasticamente dalla decisione dell’Ufficio del
commissario di far confluire in città i rifiuti provenienti da
altri tre centri della provincia cosentina: San Vincenzo La
Costa, San Benedetto Ullano, Montalto Uffugo. Il Municipio ha,
da mesi ormai, sottoposto all’Ufficio del commissario un
progetto per la realizzazione di una terza buca nelle campagne
di Lauropoli, senza però ricevere le dovute autorizzazioni. I
lavori necessari porterebbero comunque via diverse settimane,
quasi venti. In prospettiva, l’emergenza è dunque già arrivata.
Rimedi: con qualche piccolo accorgimento, il tempo a
disposizione potrebbe bastare per saturare una buca e crearne
un’altra. In caso contrario, non resterebbe che provvedere ad un
trasferimento dei rifiuti nelle discariche di Crotone.
Controindicazioni: l’elevato costo del trasporto, che finirebbe
con l’incidere sulle tariffe municipali. Anche di questo si
discuterà, ma non si sa ancora quando. Ed intanto il toro, anche
con un corno solo, continua a pungere.
Gianpaolo Iacobini |