bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Giovedì18 Novembre 2004

Cassano. Ammonio nell'acqua, respinto il ricorso di un'azienda Il Tar dà ragione a Gallo -«Quei lavori erano necessari»


Cassano ­ Il Tribunale amministrativo regionale calabrese (Tar), sede di Catanzaro, (Luigi Antonio Esposito presidente, Giovanni Iannini relatore e Giuseppe Chinè referendario), nell'udienza di camera di consiglio dell'11 novembre scorso, ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dalla Isb Spa, una delle società lottizzatrici del villaggio turistico "Marina di Sibari", avverso l'ordinanza contigibile e urgente, la n° 96 del 06 agosto scorso, emessa dal primo cittadino del comune di Cassano Ionio. Il Tar, ancora una volta, con una propria pronuncia, ha dato ragione all'ente cassanese e non ha concesso la sospensiva.
Il tribunale amministrativo regionale, accogliendo appieno le tesi sostenute dall'avvocato Roberto Falvo, difensore di fiducia del comune di Cassano, ha ritenuto non fondati i motivi addotti dalla società Isb, che in giudizio era rappresentata dall'avvocato Emilio Franzese, del foro di Castrovillari. Il 27 settembre scorso l'Isb aveva presentato al Tribunale amministrativo calabrese un proprio ricorso per l'annullamento, previa sospensione, della ordinanza contigibile e urgente emessa dal sindaco di Cassano il 6 agosto. Ordinanza, questa, che era stata emessa dopo che da alcune analisi chimiche, effettuate dal personale Arpacal, era emerso che l'acqua del villaggio turistico di contrada Salicetta conteneva un quantitativo elevato di ammonio e che quindi non poteva essere consumata per fini umani. Si era creata all'interno del villaggio una situazione che imponeva, a dire del sindaco, un immediato intervento per di scongiurare qualsiasi pericolo di infezione per le migliaia di utenti erano presenti a Marina di Sibari. Il primo cittadino cassanese, con il proprio atto, ordinò "i lavori necessari a eliminare i pericoli che minacciavano l'incolumità dei "vacanzieri" di Marina di Sibari.  Questa ordinanza è stata impugnata dalla società lottizzatrice. L'Isb si è costituita in giudizio affidando la stesura del ricorso, depositato il 22 ottobre scorso, all'avvocato Emilio Franzese.
I motivi per cui l'Isb chiedeva, previa sospensione, l'annullamento dell'ordinanza erano, tra gli altri, l'eccesso di potere per carenza dei presupposti ed eccesso di potere per violazione degli artt. 6,7,8,9 della Convenzione di Lottizzazione, la violazione da parte dell'Ente, nell'emissione della ordinanza contingibile, degli artt. 7 e 8 della L. 241/90 e l'eccesso di potere per ingiustizia manifesta in relazione al principio di imparzialità ed omesso avviso di ricorribilità. L'amministrazione comunale della città delle Terme, con una delibera di giunta, la n°103 del 28 ottobre scorso, ha affidato la sua difesa all'avvocato Roberto Falvo, buon conoscitore della "questione" Marina di Sibari e autore, tra l'altro, di uno "studio" sulla reale situazione del villaggio che è stato posto anche all'attenzione della Procura di Castrovillari. Giovedì scorso l'udienza. Il Tar Calabria, nell'udienza in camera di consiglio, alla luce del dettagliato, preciso e circostanziato controricorso prodotto dall'avvocato Roberto Falvo, ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dall'Isb. Un altro punto a favore dell'Ente cassanese.

Antonio Iannicelli

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info





 

 

 

 

 

 

 

 

 


 



 

 

 

 


 

 

 


 

|top|

© Copyright 2002 - 2004  Web Study - Gaetano Zaccato www.zaccato.it