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Si concluderà oggi alle ore 17, con il saluto finale, la "Festa
Migrantes" organizzata dalla parrocchia di San Giuseppe e dalla
Caritas parrocchiale. Accanto a don Francesco Faillace, parroco
di Sibari, c'è Franco Ferrarese, colui che ha fortemente voluto
la nascita del "Centro di ascolto" Caritas dedicato al giovane
sibarita prematuramente scomparso, Francesco Sangineto. La festa
è iniziata ieri pomeriggio con una partita di calcio tra i
ragazzi dell'Azione cattolica e i ragazzi della comunità Saman
di Cassano. Proseguirà oggi con il seguente programma: alle 11
celebrazione eucaristica, alle 12.30 preghiera ecumenica, alle
13 pranzo comunitario dalle 15 alle 17 danze e alle 17 saluto
finale. «La Chiesa italiana ogni anno nella terza domenica di
novembre ci dice Franco Farrarese - propone alle comunità, ai
gruppi, alle istituzioni la celebrazione della Giornata
Nazionale delle Migrazioni. È la più antica Giornata da
celebrarsi: risale al 1914 allorquando una marea di italiani dal
sud e dal nord della Penisola e delle isole lasciavano nazione,
paese e famiglia per emigrare in cerca di lavoro. Forse si
ripetevano da noi le scene che sappiamo ripetersi oggi nei paesi
donde partono migliaia di uomini, donne, bambini pronti ad
affrontare viaggi costosi e pericolosi per raggiungere il
"sognato paradiso terrestre" delle terre europee. Forse si
respirava anche allora dai nostri connazionali, che si
stanziavano oltreoceano o nelle nazioni europee ricche di
risorse e di lavoro, quel clima di sospetto e di diffidenza che
sovente respirano i numerosi immigrati appena mettono piede in
Italia. Noi come comunità parrocchiale di Sibari afferma
ancora Ferrarese - guardiamo ad essa con ottimismo avendola
preparata con zelo, speranza e interesse per promuovere nei
cittadini e nei fedeli una convinta sensibilizzazione al
fenomeno migratorio che non può non aprire a problematiche molto
attuali che la società civile e la Chiesa sono chiamate ad
affrontare con coraggio, con lungimiranza e con fede. Ricordo
subito che il fenomeno migratorio non si chiama unicamente
immigrati esteri in Italia e migranti italiani all'estero, ma
comprende anche i settori dei fieranti e circensi, dei Rom e
Sinti (zingari) e dei marittimi e aeroportuali».
Giacinto De Pasquale |