|
S’intravede
uno spiraglio in fondo al tunnel in cui è precipitato uno dei
più importanti insediamenti nautici del Mediterraneo coi suoi
2.400 posti barca: i Laghi di Sibari. Stamani saranno nelle
stanze della procura della repubblica di Castrovillari gli
avvocati dell’impresa Maltauro di Vicenza per dialogare col
sostituto procuratore Baldo Pisani. Il pm che tra primavera ed
estate ha sequestrato prima il canale Stombi (il 24 maggio
perché insicuro) che lega il porto turistico con lo Ionio, poi
(il 29 giugno) le “porte vinciane” che separano la darsena
interna ai Laghi con lo Stombi e le pompe idrovore cui è
affidato il compito di gestire il livello dell’acqua della
darsena per impedire l’allagamento del villaggio. A parere della
guardia costiera e dei consulenti nominati dalla procura, le
due strutture non svolgevano al meglio i compiti. Ecco perché il
pm ne ha deciso il sequestro. Ad agosto, infine, i sigilli al
depuratore dei Laghi anch’esso malfunzionante. Intanto, un altro
ciclone colpiva l’altra mega lottizzazione della costa sibarita:
Marina di Sibari. L’11 agosto la procura ha dissequestrato
Stombi, “porte vinciane” e pompe, affidando il canale al Demanio
marittimo e le altre due alla Maltauro. Contestualmente, ha
ordinato a Demanio e impresa alcuni interventi per rendere di
nuovo efficienti le tre realtà. Ecco perché oggi i legali della
Maltauro saliranno le scale del Tribunale. La procura si dice
pronta a collaborare per la soluzione del caso. Il passo della
ditta veneta apre uno squarcio d’azzurro importante per il
futuro di pompe e porte, mentre il silenzio assordante che
rimane sullo Stombi impedisce d’affrontare il vero problema dei
Laghi porto turistico e insediamento nautico: la chiusura
dell’unico collegamento via mare con lo Ionio. Perché nessuno si
fa avanti? Dove sono finiti i soggetti interessati e “già con i
soldi in mano” annunciati a fine agosto?
Domenico Marino |