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Non c’è dubbio. Nessuno ormai più lo nega: la soluzione
definitiva ai mali di Marina deve passare per le vie della
politica. Cronaca, allora, di quello che è stato detto e fatto
negli ultimi due mesi. La cronistoria si apre con le
parole Rosetta Console, assessore provinciale al turismo, nella
seconda metà degli anni ’80 assessore municipale a Cassano. E’
il 4 agosto 2004: <<Ci sono voluti trent’anni – esordisce
Rosetta Console – perché la magistratura cominciasse ad
occuparsi seriamente di Marina. Confidiamo nell’operato dei
giudici, affinché sappiano rendere giustizia agli utenti del
villaggio e ad un territorio ricco di risorse da valorizzare e
non, piuttosto, da vilipendere, per mezzo di campagne
denigratorie ingiustificate>>. Segue assunzione d’impegni: <<Mi
adopererò da subito - promette quel giorno l’assessore Console –
per chiedere con urgenza un tavolo di concertazione con tutti i
soggetti interessati, al fine di portare a definitiva soluzione
il problema>>. Il 6 d’agosto tocca al consigliere provinciale
Luigi Garofalo. Il capogruppo dell’Udeur presenta
un’interrogazione, rivolta al presidente della giunta
provinciale, Mario Oliverio, ed al presidente dell’assemblea
consiliare, Francesco Principe. <<Chiedo di sapere – interroga
Garofalo – quali iniziative il presidente e la giunta intendano
adottare per attivare con urgenza un tavolo di concertazione con
i soggetti interessati alla risoluzione della vicenda>>. Infine,
l’ultimo giorno d’agosto, il caso Marina approda in consiglio
comunale. Resoconto della seduta: s’attende la relazione
dell’assessore all’urbanistica, Lorenzo Di Vincenzo, ma la
parola passa subito ai consiglieri. Il socialista Gianni Papasso
contesta la decisione. <<L’amministrazione comunale – dice – s’è
chiusa a riccio, ma noi vigileremo affinché la gravosità dei
problemi non ricada sugli utenti del villaggio>>. Segue accurata
disamina dei mali storici della cittadella delle vacanze:
spiagge senza vie d’accesso, servizi inefficienti, pinete
all’apparenza privatizzate come gli impianti sportivi al
servizio d’una lottizzazione su cui grava il peso d’un infinito
contenzioso tra Comune e lottizzatori. S’apre il confronto. Il
socialriformista Stefano Petrosino rilancia le tesi targate Uil,
insistendo sulla necessità d’individuare lo strumento di
gestione del villaggio. Luigi Adduci, Ds, rimarca il bisogno
d’accertare le paternità dell’attuale degrado e propone:
<<Reinvestire a Marina quota parte dei tributi derivanti dal
villaggio>>. Nel mezzo dei tre interventi, accenti critici su
tempi e modi dell’operato della Procura. Replica il sindaco
Gianluca Gallo: <<È nostra intenzione risolvere la questione.
Chi ha proposte, le avanzi nella competente commissione
consiliare. Noi punteremo alla risoluzione del contenzioso e,
successivamente, alla scelta degli strumenti di gestione>>. Era
il 31 d’agosto. Poi, più niente. Marina aspetta ancora la
soluzione politica.
Gianpaolo Iacobini |