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Domenica 03 Ottobre 2004

Sibari –Si attende ancora una soluzione politica per il villaggio turistico


Non c’è dubbio. Nessuno ormai più lo nega: la soluzione definitiva ai mali di Marina deve passare per le vie della politica. Cronaca, allora, di quello che è stato detto e fatto negli ultimi due mesi.  La cronistoria si apre con le parole Rosetta Console, assessore provinciale al turismo, nella seconda metà degli anni ’80 assessore municipale a Cassano. E’ il 4 agosto 2004: <<Ci sono voluti trent’anni – esordisce Rosetta Console – perché la magistratura cominciasse ad occuparsi seriamente di Marina. Confidiamo nell’operato dei giudici, affinché sappiano rendere giustizia agli utenti del villaggio e ad un territorio ricco di risorse da valorizzare e non, piuttosto, da vilipendere, per mezzo di campagne denigratorie ingiustificate>>. Segue assunzione d’impegni: <<Mi adopererò da subito - promette quel giorno l’assessore Console – per chiedere con urgenza un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati, al fine di portare a definitiva soluzione il problema>>. Il 6 d’agosto tocca al consigliere provinciale Luigi Garofalo. Il capogruppo dell’Udeur presenta un’interrogazione, rivolta al presidente della giunta provinciale, Mario Oliverio, ed al presidente dell’assemblea consiliare, Francesco Principe. <<Chiedo di sapere – interroga Garofalo – quali iniziative il presidente e la giunta intendano adottare per attivare con urgenza un tavolo di concertazione con i soggetti interessati alla risoluzione della vicenda>>. Infine, l’ultimo giorno d’agosto, il caso Marina approda in consiglio comunale. Resoconto della seduta: s’attende la relazione dell’assessore all’urbanistica, Lorenzo Di Vincenzo, ma la parola passa subito ai consiglieri. Il socialista Gianni Papasso contesta la decisione. <<L’amministrazione comunale – dice – s’è chiusa a riccio, ma noi vigileremo affinché la gravosità dei problemi non ricada sugli utenti del villaggio>>. Segue accurata disamina dei mali storici della cittadella delle vacanze: spiagge senza vie d’accesso, servizi inefficienti, pinete all’apparenza privatizzate come gli impianti sportivi al servizio d’una lottizzazione su cui grava il peso d’un infinito contenzioso tra Comune e lottizzatori. S’apre il confronto. Il socialriformista Stefano Petrosino rilancia le tesi targate Uil, insistendo sulla necessità d’individuare lo strumento di gestione del villaggio. Luigi Adduci, Ds, rimarca il bisogno d’accertare le paternità dell’attuale degrado e propone: <<Reinvestire a Marina quota parte dei tributi derivanti dal villaggio>>. Nel mezzo dei tre interventi, accenti critici su tempi e modi dell’operato della Procura. Replica il sindaco Gianluca Gallo: <<È nostra intenzione risolvere la questione. Chi ha proposte, le avanzi nella competente commissione consiliare. Noi punteremo alla risoluzione del contenzioso e, successivamente, alla scelta degli strumenti di gestione>>. Era il 31 d’agosto. Poi, più niente. Marina aspetta ancora la soluzione politica.

Gianpaolo Iacobini

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