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Domenica 03 Ottobre 2004

Sibari – La lunga estate calda del villaggio turistico


Marina di Sibari diventa un villaggio sotto sequestro lo scorso 2 d’agosto. Già il 28 luglio s’erano avute le prime avvisaglie dell’estate calda: quel giorno, sigilli all’impianto fognario. Reato ipotizzato: pericolo d’inondazione. Agli inizi del nuovo mese, invece, sotto sequestro finisce l’intera cittadella delle vacanze Il sostituto procuratore Baldo Pisani tira le somme di mesi d’indagini, culminate nell’acquisizione delle relazioni dell’Arpacal. In quelle carte si legge: l’acqua che sgorga dai rubinetti di Marina è inquinata. Da ammonio e streptococchi fecali. Scatta il sequestro, vistato anche dal Procuratore capo, Agostino Rizzo. Reato ipotizzato: adulterazione e contraffazione colposa di sostanze alimentari, nella specie l’acqua destinata al consumo umano. Nel registro degli indagati vengono iscritti i nomi dei legali rappresentanti delle tre società lottizzatrici che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari indica come le legittime proprietarie della rete idrica: Isb, Sifin ed Intersibari. All’indomani del blitz di Procura e forze dell’ordine, il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, emana due ordinanze. Con la prima reitera e specifica il divieto d’utilizzare l’acqua ad uso umano. Con la seconda impone alle società lottizzatrici di adoperarsi in tempi certi per sistemare fogne ed acquedotto. Passano due settimane. Archiviato il Ferragosto, il pubblico ministero Pisani sigla il provvedimento che mette fine al sequestro. È un decreto di restituzione con imposizione di prescrizioni. I Carabinieri della stazione di Sibari eseguono: prima notificano l’atto agli interessati, nelle mani dei legali rappresentanti delle società Sifin, Isb ed Intersibari, quindi provvedono a rimuovere i sigilli senza tuttavia distruggere il cartello che avvisava dello stato di sequestro del villaggio. Semplicemente, si cambia. E Marina diventa, testualmente, <<villaggio restituito con imposizione di prescrizioni>>. Quali? Lo specifica il decreto targato Pisani. Ne sono destinatarie le tre società lottizzatrici. A loro il sostituto procuratore ordina di adoperarsi per rendere batteriologicamente pura l’acqua nel complesso turistico sibarita e regolarizzare gli impianti per lo scolo delle acque che, in virtù di carenze e malfunzionamenti, determinano l’allagamento periodico del villaggio.  Ritorno alla normalità. Tempo concesso: i trenta giorni già invano trascorsi.

Gianpaolo Iacobini

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