|
Chiusura
liceo linguistico: solidarietà dei genitori al presidente del
Consiglio Antonio Golia. Sipario ancora aperto dunque attorno
alla vicenda della mancata istituzione, per insufficiente numero
di alunni, della prima classe del corso ad indirizzo linguistico
attivo in città da oltre un decennio. I segnali d’allarme erano
stati lanciati in estate dai genitori degli alunni che
chiamavano in causa l’amministrazione comunale che tramite
l’assessore alla pubblica istruzione, Daniela Colonna,
prontamente si attivava presso l’Ufficio scolastico regionale
unitamente al Preside dei Licei, Aldo Viola, per la risoluzione
positiva della vertenza. Missione che si rivelò poi, purtroppo,
infruttuosa e senza sbocchi. Sull’amaro epilogo della storia
intervenne successivamente il presidente dell’Assemblea comunale
Antonio Golia il quale, tardivamente coinvolto, esprimeva in un
comunicato dai toni “forti” tutto il suo rammarico sull’esito
della vicenda puntando l’indice in particolare contro il
Dirigente scolastico dei Licei al quale non lesinava aspre
critiche per non aver, ad avviso di Golia , “collaborato fino in
fondo” e per avere liquidato la questione riconducendola alla
mancanza di numeri e di una rete di collegamento. La “dura”
presa di posizione del presidente del Consiglio scatenava però
reazioni e censure a più voci molte delle quali non condivise
dai genitori i quali oggi scendono in campo al fianco del
numero uno del consesso civico. Questi, in una lettera,
stigmatizzano l’equilibrio e la correttezza istituzionale
mostrata sulla questione da Golia e dall’Amministrazione
comunale. Dal generale al particolare. “Egregio Presidente,
esordisce la missiva, vogliamo manifestarle la nostra
solidarietà per gli avvenimenti di cui è stato ingiustamente
vittima. Sentiamo il dovere di comunicarle che nessuna opinione
pubblica ha censurato le sue affermazioni e che Lei e
l’Amministrazione comunale, prosegue la lettera dei genitori,
avete fatto tutto ciò che era nelle vostre possibilità. per
evitare che svanisse dopo undici anni di attività il corso ad
indirizzo linguistico”. Si prosegue. “Ha compreso il disagio di
noi genitori ma soprattutto la confusione dei nostri figli i
quali, rilevano, solo pochissimi giorni prima dell’inizio
dell’attività scolastica hanno saputo che occorreva iscriversi
ad altri indirizzi scolastici. In coda alla missiva gli ultimi
dubbi mai fugati sull’infausto esito della vicenda “che seppur
a malincuore, chiosano i genitori, non possiamo fare altro che
accettarla”.
Leonardo Guerrieri |