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Lunedì 18 Ottobre 2004

Sibari - Inquinamento elettromagnetico, tagliati i fondi


Il Governo taglia i fondi per la ricerca scientifica ed il controllo dell’inquinamento elettromagnetico. Sembrano notizie lontane. Uno legge il giornale e pensa che saranno “fatti loro”. Poi torna a casa, si mette in pantofole e s’accorge del guaio: i cavoli sono amari. Non soltanto per “loro”, ma per tutti.  Così pare essere, ad esempio, per l’inquinamento elettromagnetico. La scienza non ha saputo ancora spiegare, con certezza, come esattamente esso si manifesti ed in che misura incida sulla salute umana. Per la Sibaritide, un problema lontano. Poi, d’improvviso, il risveglio angosciato: una società di telefonia mobile, come già tante altre prima, giunge a Sibari per installare un’antenna dei servizi di terza generazione. Dicono i tecnici: tecnologia pulita, dunque l’impianto si può piazzare pure tra case e scuole. Il paese insorge. Stavolta non ci sta. S’accende la polemica. L’antenna della discordia: le autorizzazioni ci sono, la gente non la vuole. Intanto, la Procura della Repubblica sequestra tutto, ipotizzando il reato di getto pericoloso di cose. Il Municipio, chiamato in causa dai cittadini, prova a mediare. <<Vedremo quel che si può fare>>, ripetono a più riprese il sindaco ed i consiglieri comunali, di ogni colore ed estrazione politica. Poi, però, uno legge il giornale e s’accorge: cavoli amari. La notizia viene dall’Emilia Romagna: i fondi stanziati nel 2001 attraverso la finanziaria approvata dal Governo Amato sono scomparsi. Nessuno sa dire che sorte sia toccata loro. Sembrano spariti nel nulla: sarebbero dovuti servire per l’adeguamento delle strutture e la formazione del personale addetto al controllo dell’inquinamento elettromagnetico di Regioni e Comuni. <<Regioni, Comuni e Agenzie regionali per la prevenzione e l’ambiente – denuncia da Bologna Guido Tampieri, assessore all’ambiente della Regione Emilia Romagna – non hanno ricevuto fino ad oggi nemmeno un euro, pur in presenza di accordi tra Regioni ed Anci. Ora quelle risorse scompaiono del tutto: è l’ennesimo taglio indolore operato sulla salute della gente>>. Ma come è andata davvero? Ricostruzione probabile: nel 2001 parte dei proventi derivanti dalla vendita delle licenze dei cosiddetti telefonini di terza generazione finisce in un fondo destinato a sostenere le ricerca nel settore dei campi elettromagnetici. Altra parte viene invece impiegata per fronteggiare l’emergenza da mucca pazza. L’anno dopo, con proprio decreto, la Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilisce la ripartizione dei finanziamenti residui. Finalità: attività di studio e ricerca nel settore dei campi elettromagnetici, realizzazione di una rete di monitoraggio dell’elettromagnetismo, promozione di nuove tecnologie nel campo dei sistemi radianti, adeguamento delle strutture di monitoraggio e formazione del personale. Invece, niente. Il prossimo 27 d’ottobre, a Roma, le Regioni d’Italia incontreranno il Governo per capire come rimediare.

Italiani brava gente: un popolo di santi, poeti, navigatori ed antenati.

Gianpaolo Iacobini

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