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Il Governo taglia i fondi per la ricerca scientifica ed il
controllo dell’inquinamento elettromagnetico. Sembrano notizie
lontane. Uno legge il giornale e pensa che saranno “fatti loro”.
Poi torna a casa, si mette in pantofole e s’accorge del guaio: i
cavoli sono amari. Non soltanto per “loro”, ma per tutti.
Così pare essere, ad esempio, per l’inquinamento
elettromagnetico. La scienza non ha saputo ancora spiegare, con
certezza, come esattamente esso si manifesti ed in che misura
incida sulla salute umana. Per la Sibaritide, un problema
lontano. Poi, d’improvviso, il risveglio angosciato: una società
di telefonia mobile, come già tante altre prima, giunge a Sibari
per installare un’antenna dei servizi di terza generazione.
Dicono i tecnici: tecnologia pulita, dunque l’impianto si può
piazzare pure tra case e scuole. Il paese insorge. Stavolta non
ci sta. S’accende la polemica. L’antenna della discordia: le
autorizzazioni ci sono, la gente non la vuole. Intanto, la
Procura della Repubblica sequestra tutto, ipotizzando il reato
di getto pericoloso di cose. Il Municipio, chiamato in causa dai
cittadini, prova a mediare. <<Vedremo quel che si può fare>>,
ripetono a più riprese il sindaco ed i consiglieri comunali, di
ogni colore ed estrazione politica. Poi, però, uno legge il
giornale e s’accorge: cavoli amari. La notizia viene dall’Emilia
Romagna: i fondi stanziati nel 2001 attraverso la finanziaria
approvata dal Governo Amato sono scomparsi. Nessuno sa dire che
sorte sia toccata loro. Sembrano spariti nel nulla: sarebbero
dovuti servire per l’adeguamento delle strutture e la formazione
del personale addetto al controllo dell’inquinamento
elettromagnetico di Regioni e Comuni. <<Regioni, Comuni e
Agenzie regionali per la prevenzione e l’ambiente – denuncia da
Bologna Guido Tampieri, assessore all’ambiente della Regione
Emilia Romagna – non hanno ricevuto fino ad oggi nemmeno un
euro, pur in presenza di accordi tra Regioni ed Anci. Ora quelle
risorse scompaiono del tutto: è l’ennesimo taglio indolore
operato sulla salute della gente>>. Ma come è andata davvero?
Ricostruzione probabile: nel 2001 parte dei proventi derivanti
dalla vendita delle licenze dei cosiddetti telefonini di terza
generazione finisce in un fondo destinato a sostenere le ricerca
nel settore dei campi elettromagnetici. Altra parte viene invece
impiegata per fronteggiare l’emergenza da mucca pazza. L’anno
dopo, con proprio decreto, la Presidenza del Consiglio dei
Ministri stabilisce la ripartizione dei finanziamenti residui.
Finalità: attività di studio e ricerca nel settore dei campi
elettromagnetici, realizzazione di una rete di monitoraggio
dell’elettromagnetismo, promozione di nuove tecnologie nel campo
dei sistemi radianti, adeguamento delle strutture di
monitoraggio e formazione del personale. Invece, niente. Il
prossimo 27 d’ottobre, a Roma, le Regioni d’Italia incontreranno
il Governo per capire come rimediare.
Italiani brava gente: un popolo di santi, poeti, navigatori ed
antenati.
Gianpaolo Iacobini |