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Sabato 23 Ottobre 2004

Cassano – Il consiglio approva: via libera a debiti fuori bilancio e salvaguardia degli equilibri finanziari.


Ci sono volute quattordici ore. Alla fine, la maggioranza di centrodestra, sostenuta dalle civiche “Unione per il rinnovamento” e “Impegno democratico”, ha portato a casa il riconoscimento dei debiti fuori bilancio ed il riequilibrio di bilancio, lasciandosi così alle spalle il tortuoso sentiero degli strumenti contabili Cronaca d’una maratona. Il consiglio inizia attorno alle dieci del mattino di giovedì. Ed è subito battaglia: le opposizioni di centrosinistra sollevano eccezioni procedurali e pregiudiziali. Il più combattivo è il socialista Gianni Papasso, che lamenta l’inconsistenza delle valutazioni compiute da revisori dei conti e maggioranza. La mattinata vola via, sull’eco della relazione introduttiva dell’assessore alle finanze, Anthony Gioia. Nient’altro. Tutto il resto, rinviato al pomeriggio. Si riparte dai debiti fuori bilancio: più di cento pratiche, esaminate una per una. In aula l’assessore Gioia porta i debiti maturati successivamente alla dichiarazione del dissesto, risalente al 1992. In dodici anni, nuovi debiti per circa 450.000 euro. Pendenze per altri due milioni e mezzo di euro, ante dissesto, vengono invece rinviate alla disciolta Commissione straordinaria di liquidazione, di cui in molti pronosticano la ricostituzione. Le minoranze, che con le loro critiche mostrano di non credere alla resurrezione, propongono un’altra soluzione: il ricorso alla procedura straordinaria di risanamento, con l’insediamento di una nuova Commissione che, insieme agli amministratori, operi per ricostruire l’ammontare della voragine finanziaria in cui è cascato il Comune di Cassano.  Riconosciuti i debiti extra bilancio, tocca alla salvaguardia degli equilibri. È già sera. Ancora Gioia: <<La situazione finanziaria comunale è allarmante. Non esiste una bussola della verità. Se l’evasione tributaria dovesse rimanere attestata sugli attuali livelli, per il nostro Comune non ci sarà futuro. Dobbiamo pensare a come reperire le risorse necessarie a garantire l’espletamento dei servizi essenziali e la copertura delle passività pregresse. Senza l’aiuto di tutti, non ce la faremo>>. E’ l’appello per un’intesa di solidarietà comunale: le opposizioni rispondono con accenti diversi. Il diessino Luigi Adduci non risparmia critiche. Chiede il controllo della Corte dei Conti affinché <<emergano cause e responsabilità dell’attuale situazione finanziaria>>. Poi, però, annuncia la propria astensione. Quasi una mano tesa, in segno di collaborazione. Lo segue il verde Salvatore Caruso. <<Non ci sono le condizioni per approvare il riequilibrio>>, tuona invece Franca Peruzzi, sponda Margherita. Identico il giudizio del gruppo consiliare socialista, cui s’aggiunge il socialriformista Stefano Petrosino. Tocca al sindaco. <<Siamo intenzionati – dice Gianluca Gallo – a normalizzare lo stato delle casse dell’ente, seguendo un iter concordato con la Prefettura ed il Ministero degli Interni>>. Incalza il centrosinistra: sarà impossibile rimettersi in sesto ed osservare il rispetto del Patto di stabilità. A rischio, s’aggiunge, anche gli stipendi lo stipendio di dicembre e la tredicesima dei dipendenti comunali. <<Non so se sarà così – replica Gallo – ma qualora ciò dovesse accadere, non sarebbe certo per colpa del voto di stasera>>.  Si va dunque al voto: il riequilibrio passa con tredici voti a favore, sei contrari, due astensioni. È mezzanotte: il consiglio va a dormire.

Gianpaolo Iacobini

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