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Ci sono volute quattordici ore. Alla fine, la maggioranza di
centrodestra, sostenuta dalle civiche “Unione per il
rinnovamento” e “Impegno democratico”, ha portato a casa il
riconoscimento dei debiti fuori bilancio ed il riequilibrio di
bilancio, lasciandosi così alle spalle il tortuoso sentiero
degli strumenti contabili Cronaca d’una maratona. Il consiglio
inizia attorno alle dieci del mattino di giovedì. Ed è subito
battaglia: le opposizioni di centrosinistra sollevano eccezioni
procedurali e pregiudiziali. Il più combattivo è il socialista
Gianni Papasso, che lamenta l’inconsistenza delle valutazioni
compiute da revisori dei conti e maggioranza. La mattinata vola
via, sull’eco della relazione introduttiva dell’assessore alle
finanze, Anthony Gioia. Nient’altro. Tutto il resto, rinviato al
pomeriggio. Si riparte dai debiti fuori bilancio: più di cento
pratiche, esaminate una per una. In aula l’assessore Gioia porta
i debiti maturati successivamente alla dichiarazione del
dissesto, risalente al 1992. In dodici anni, nuovi debiti per
circa 450.000 euro. Pendenze per altri due milioni e mezzo di
euro, ante dissesto, vengono invece rinviate alla disciolta
Commissione straordinaria di liquidazione, di cui in molti
pronosticano la ricostituzione. Le minoranze, che con le loro
critiche mostrano di non credere alla resurrezione, propongono
un’altra soluzione: il ricorso alla procedura straordinaria di
risanamento, con l’insediamento di una nuova Commissione che,
insieme agli amministratori, operi per ricostruire l’ammontare
della voragine finanziaria in cui è cascato il Comune di
Cassano. Riconosciuti i debiti extra bilancio, tocca alla
salvaguardia degli equilibri. È già sera. Ancora Gioia: <<La
situazione finanziaria comunale è allarmante. Non esiste una
bussola della verità. Se l’evasione tributaria dovesse rimanere
attestata sugli attuali livelli, per il nostro Comune non ci
sarà futuro. Dobbiamo pensare a come reperire le risorse
necessarie a garantire l’espletamento dei servizi essenziali e
la copertura delle passività pregresse. Senza l’aiuto di tutti,
non ce la faremo>>. E’ l’appello per un’intesa di solidarietà
comunale: le opposizioni rispondono con accenti diversi. Il
diessino Luigi Adduci non risparmia critiche. Chiede il
controllo della Corte dei Conti affinché <<emergano cause e
responsabilità dell’attuale situazione finanziaria>>. Poi, però,
annuncia la propria astensione. Quasi una mano tesa, in segno di
collaborazione. Lo segue il verde Salvatore Caruso. <<Non ci
sono le condizioni per approvare il riequilibrio>>, tuona invece
Franca Peruzzi, sponda Margherita. Identico il giudizio del
gruppo consiliare socialista, cui s’aggiunge il socialriformista
Stefano Petrosino. Tocca al sindaco. <<Siamo intenzionati – dice
Gianluca Gallo – a normalizzare lo stato delle casse dell’ente,
seguendo un iter concordato con la Prefettura ed il Ministero
degli Interni>>. Incalza il centrosinistra: sarà impossibile
rimettersi in sesto ed osservare il rispetto del Patto di
stabilità. A rischio, s’aggiunge, anche gli stipendi lo
stipendio di dicembre e la tredicesima dei dipendenti comunali.
<<Non so se sarà così – replica Gallo – ma qualora ciò dovesse
accadere, non sarebbe certo per colpa del voto di stasera>>.
Si va dunque al voto: il riequilibrio passa con tredici voti a
favore, sei contrari, due astensioni. È mezzanotte: il consiglio
va a dormire.
Gianpaolo Iacobini |