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A Palazzo di città si discute di Marina di Sibari: fissata la
data dell’incontro tra amministratori e società lottizzatrici.
Eppur si muove: le sorti del villaggio turistico sibarita, allo
stato sotto sequestro giudiziario, tornano ad essere argomento
di dibattito politico. La notizia giunge da Palazzo di città:
sarà la seconda commissione consiliare, presieduta da Gaetano
Riccardi e deputata ad occuparsi di ambiente e territorio, ad
avviare il confronto tra il Comune e le società lottizzatrici,
ovviamente invitate a prender parte ai lavori. La politica
s’occupa dunque di Marina. L’ultima volta, nel 2003. Correva il
mese di marzo: a Palazzo di città governava il centrodestra di
Roberto Senise. Liborio Piscitelli era l’assessore delegato ad
individuare una via d’uscita dal pantano marinaro. Dopo mesi di
lavoro, prendeva forma quello che all’epoca passò poi alle
cronache come piano Piscitelli, ovvero una proposta ufficiale di
transazione tra Municipio e lottizzatori. Dagli archivi
della memoria: a delineare i contorni della possibile intesa,
una lettera. Consegnata in copia ai capigruppo consiliari,
recava il protocollo del 28 febbraio 2003, il progressivo 3710,
le firme dei rappresentanti di due società lottizzatrici: la
Intersibari e la Sibari Camping. <<Dopo una lunga trattativa –
scrivevano Intersibari e Sibari Camping – riteniamo non più
procrastinabile la chiusura della ventennale vertenza. Unica
proposta possibile a noi pare la stipula di una transazione che
preveda l’abbandono di tutti i procedimenti giudiziari pendenti,
con compensazione delle spese legali tra le parti e
dichiarazione di definitiva, compiuta realizzazione e
conclusione della lottizzazione, liberando completamente le
parti, senza più nulla a pretendere>>. Altri dettagli: <<La
cessione delle aree di competenza comunale – aggiungevano
InterSibari e Sibari Camping – deve essere riconosciuta come
avvenuta nel tempo e formalizzata con una presa d’atto. In
subordine, potrebbe rimanere l’impegno di formalizzare con atto
pubblico la già di fatto avvenuta cessione delle aree di
competenza comunale, ancora in proprietà delle società
lottizzatrici, da individuare in seguito>>. Questi i particolari
dell’operazione: <<Con atto separato, con pieno e vero animo
donante – proseguivano Intersibari e Sibari Camping – proponiamo
di donare al comune di Cassano, simultaneamente e
subordinatamente alla firma della citata transazione, i seguenti
beni ed opere>>. Ovvero: <<la pulizia>> di parte della rete
fognante, la sistemazione di tratti ed impianti di quella
idrica, e poi, ancora, <<il ripristino delle condotte di
smaltimento delle acque bianche in piazza Rosa dei Venti; il
livellamento del parcheggio a mare; la pulizia del verde del
viale d’ingresso, di viale Magna Graecia, di viale Dolcedorme, e
di via Salicetta fino alla chiesa; la risagomatura delle
banchine, ove possibile, sui tratti stradali menzionati; il
ripristino degli ammaloramenti e la realizzazione del tappetino
su via Roma; la redazione di progettazioni esecutive per gli
interventi su opere di urbanizzazione primaria>>. Conclusioni:
<<La donazione, subordinata alla transazione ed alla
dichiarazione di totale adempimento ad ogni obbligo nascente
dall’originaria lottizzazione – chiosavano i rappresentanti di
Intersibari e Sibari Camping – nasce dalla volontà di promuovere
e consacrare la raggiunta transazione e collaborare fattivamente
per dare risposta concreta alle esigenze dei fruitori del
villaggio>>. Il piano Piscitelli, giudicato debole dalla stessa
maggioranza di centrodestra, svanì nel gorgo della crisi che nel
volgere di poche settimane travolse il governo Senise. La bozza
d’intesa restò tale: da allora, più niente. Un anno e mezzo
dopo, ma sembra già passato un secolo, si ricomincia a
discutere. Su quali basi, non è dato sapere. Probabilmente,
tutto è ancora da pensare e programmare. Un compito dunque
arduo, demandato alla seconda commissione consiliare. La
riunione avrà luogo martedì prossimo in Comune, con inizio alle
16.
Gianpaolo Iacobini |