|
Sette chilometri e mezzo di spiagge affollate, ogni anno, da
migliaia di turisti. Tra loro, anche disabili. Eppure, il Comune
di Cassano Ionio non figura nel novero dei centri costieri
destinatari dei finanziamenti del programma regionale per le
strutture mobili per l’accesso al mare. Perché? Non
esistono, al momento, giustificazioni ufficiali. Tutto da
ricostruire, allora. La questione, spiegano i funzionari
municipali, rientrerebbe nelle competenze dell’assessorato
comunale all’ambiente e del relativo settore. L’assessore
delegato Roberto Bruno fa sfoggio di prudenza: ogni commento
viene rinviato ai prossimi giorni. Prima, fanno sapere i suoi
collaboratori, si cercherà di capire come siano effettivamente
andate le cose. Già: come sono andate le cose? Tra i
dubbi, una certezza. Nel 2003, al fine d’essere ammesso a godere
dei contributi regionali in tema di “strutture mobili per
l’accesso al mare dei disabili”, il Comune di Cassano presentò
all’assessorato regionale ai trasporti un dettagliato progetto.
Si prevedeva la realizzazione di una passerella che congiungesse
la battigia con le vie d’ingresso ai principali lidi comunali.
La Regione approvò, finanziando l’operazione con 3.500 euro, cui
se ne aggiunsero altri 1.500 provenienti dalla casse municipali.
L’anno dopo, ovvero nel corso dell’estate appena trascorsa, il
progetto diventò realtà: percorsi artificiali fatti di pannelli
comparvero sulle spiagge cassanesi di Millepini, Casoni, Laghi
di Sibari. Tre sentieri, riservati ai disabili in carrozzella.
Molti altri, però, sarebbero necessari. A Marina di Sibari, ad
esempio. Ma se qualcosa si dovrà mettere in cantiere per
l’avvenire, non sarà con i fondi del programma regionale
presentato nei giorni scorsi dall’assessore Stillitani. In
quell’elenco, infatti, Cassano non c’è. Punto e a capo: perché?
Spazio alle ipotesi. La prima: il Municipio non ha formulato
alcuna richiesta in tal senso. La seconda: nessuna richiesta è
stata avanzata perché le spiagge cittadine sarebbero già servite
dai corridoi per disabili. <<La realizzazione delle opere in
questione anche nelle zone che allo stato ne sono sprovviste -
si ragiona in Comune – sarebbe prevista dal progetto risalente
al 2003. Per questo non v’è stata la necessità di richiedere
nuovi stanziamenti>>.
Sarà come sarà, resta un impegno: dare una risposta a tanti
perché.
Gianpaolo Iacobini |