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"Basta! E' ora di ribellarsi. E' ora che le forze politiche,
sindacali, istituzionali, imprenditoriali, i comitati dei
consumatori e la Chiesa uniscano le loro forze per bloccare lo
scempio che le Ferrovie dello Stato stanno facendo del nostro
territorio e rivendicare la pari dignità con altri territori".
Giuseppe Dramisino, a nome del coordinamento territoriale Fit
Cisl, lancia l'ennesimo grido d'allarme sul depauperamento
continuo a cui è soggetta la tratta ferroviaria jonica, e invita
tutti a una mobilitazione generale. L'esponente della Fit Cisl
comprensoriale scrive che "il day after della linea jonica sta
per cominciare. Il mese di dicembre rappresenterà l'inizio della
fine della linea jonica, a seguito dell'offerta treni 2005
verranno soppressi quasi tutti i treni a lunga percorrenza da
Sibari a Reggio Calabria via Roccella Jonica. Gli stessi non
saranno né istradati via Catanzaro Lido- Lamezia Terme né
sostituiti da treni di trasporto regionale". La tratta jonica
continuerà a essere smantellata. L'esponente sindacale tiene
anche a evidenziare che "dal punto di vista infrastrutturale,
Rfi, gestore dell'infrastruttura ferroviaria, ha presentato il
progetto che prevede per il 2015 il completamento, il
potenziamento e la costruzione di nuove linee ferroviarie non
prevedendo per la tratta jonica né l'elettrificazione né il
potenziamento con l'abbattimento del valico di S. Leonardo di
Cutro, né quanto meno la velocizzazione". Dramisino ritorna,
altresì, sulla chiusura dell'Ufficio dirigenza centrale
operativa ubicato a Sibari in cui, attualmente, trovano lavoro
ben 24 persone appartenenti all'area quadri. Nella sua missiva,
il sindacalista ferroviere afferma di aver appreso "da
indiscrezioni molto fondate, che, dal maggio 2005, si prevede
che la linea Sibari - Metaponte, attualmente gestita da Sibari,
sarà gestita da Cosenza". Dramisino non riesce, invece, a
trovare una spiegazione plausibile al progetto che vorrebbe
spostare "la gestione delle linee Sibari Crotone e Crotone
Catanzaro Lido in quest'ultima località con l'attivazione di
nuove tecnologie". La scelta di Sibari, per Dramisino, "non
aggraverebbe l'impoverimento del territorio, manterrebbe
inalterati gli equilibri territoriali e avrebbe costi
inferiori".
Antonio Iannicelli |