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C’è
voluta l’1.05 del mattino ma alla fine la maggioranza ha
approvato (12 favorevoli e 6 contrari) il bilancio di previsione
2004, il Piano triennale delle opere pubbliche 2004-2006, il
bilancio pluriennale 2004-2006. Cominciata poco dopo le 18.30,
la discussione si è quindi trascinata per 6 ore e mezza in un
perfetto ma a tratti stucchevole gioco delle parti, con
l’opposizione a incalzare e polemizzare, la maggioranza a
difendersi e cercare di chiarire i dubbi sollevati dall’altra
sponda dell’emiciclo. Il dibattito sul documento contabile,
aperto dalla relazione dell’assessore alle Finanze Anthony
Gioia, e chiuso dall’intervento del sindaco, ha vissuto in gran
parte sui soldi per i 93 dipendenti comunali e su un emendamento
della per ridurre di 231 mila euro la spesa su questo capitolo
rispondendo a indicazioni dei revisori dei conti. A dire
dell’opposizione, i conti non sono precisi e quindi
l’emendamento non servirà a coprire le spese. Su ciò hanno
argomentato in maniera diversa i consiglieri Stefano Petrosino
(Socialisti riformisti), Franca Peruzzi (Margherita), Luigi
Adduci (Ds), Gianni Papasso (Sdi), Salvatore Caruso (Verdi). Di
parere opposto l’assessore Gioia e i consiglieri di maggioranza
Mimmo Lione, Antonio Crudo, Giuseppe Gallo, Pino Clausi e
Antonio Atene. Pure l’emendamento sulla spesa per il personale è
passato con 12 sì e 6 no. A nome del gruppo dello Sdi, Papasso
ha annunciato di stare valutando l’opportunità di un ricorso al
Comitato regionale di controllo (Coreco) per il visto al
bilancio.
Il capogruppo della Margherita, Franca Peruzzi, ha accusato la
maggioranza di non avere abbassato le tariffe della tassa sui
rifiuti solidi urbani e l’Ici, alzate dal commissario
prefettizio. Luigi Adduci, invece, ha criticato l’operato
“irresponsabile e quasi scocciato” del collegio dei revisori dei
conti che neanche giovedì erano in consiglio. Critiche e dubbi
sono piovuti anche sul mutuo da 5 milioni di euro (rata di 383
mila euro per 20 anni) che l’amministrazione intende contrarre
per iniziare a pagare i 21 milioni del dissesto finanziario.
In coda alla seduta, ornai all’1.15, il consiglio ha bocciato
due ordini del giorno presentati da Papasso, Petrosino, Domenico
Martino e Angelo Scarano per invitare consiglieri e assessori a
rinunciare alle indennità: 3 sì, 13 no e 1 astenuto sui gettoni
di presenza dei consiglieri; 3 sì e 15 no sui soldi agli
assessori. Approvati all’unanimità, invece, due odg presentati
dal consigliere Peruzzi e un terzo per chiedere ai Csa
provinciale e regionale d’istituire la prima classe della
sezione linguistica al Liceo cittadino. Le due iniziative del
capogruppo della Margherita, invece, prevedevano l’uno di
spendere il 10% degli oneri d’urbanizzazione per abbattere le
barriere architettoniche, l’altro per impegnare danaro a
recuperare il centro sociale del quartiere “Timpone rosso”,
devastato da vandali e incuria.
Domenico Marino |