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“La Margherita propone di cominciare a lavorare per creare anche
a livello locale la federazione Uniti nell’Ulivo”: bomba
politica sganciata da Franca Peruzzi, negli anni ’90 sindaco, a
giugno candidato alla guida del Palazzo e ora capogruppo di
centro in consiglio comunale. Storie di un centrosinistra che
non c’è oggi come non c’era ieri e soprattutto come rischia di
non esserci nemmeno domani. “Le attuali divisioni in consiglio
comunale -riprende la Peruzzi- sono le conseguenze di una
formazione politica molto diversa, e l’onda lunga di una
campagna elettorale basata non sui personalismi ma su una
profonda differenza di proposte politico-programmatiche per
risolvere i problemi di Cassano: dalla gestione del dissesto
alle idee per lo sviluppo del territorio a moltissimo altro”.
Per concretizzare la federazione, che non sarà finalizzata solo
alle regionali del 2005, la Margherita annuncia che presto
promuoverà incontri tra i partiti che a livello nazionale e
regionale sono già coinvolti nel progetto: oltre ai centristi,
lo Sdi e i Ds. Ci sono pure i repubblicani che però a Cassano
almeno finora non esistono. Fuori gioco, invece, Verdi e
Rifondazione comunista. Categorico il diessino Luigi Adduci,
anche lui a giugno in corsa per la poltrona di primo cittadino
con il listone “Uniti per cambiare” che coinvolgeva Ds,
Rifondazione, Udeur, Verdi, parte della Margherita: “Il
centrosinistra ha espresso posizioni diverse, altrimenti non si
sarebbe presentato alle elezioni comunali con due anime
solitarie. Non è pensabile che l’unità si raggiunga per fini
meramente oppositori e strumentali. “Uniti per cambiare”
rappresenta il centrosinistra, con un programma e un diverso
modo d’intendere la politica. In questo momento siamo per la
collaborazione istituzionale con la maggioranza, poiché Cassano
ha bisogno di uno sforzo in sede consigliare per riuscire ad
affrontare i suoi problemi, a cominciare dal dissesto.
Iniziative strumentali e solo oppositorie non possono essere
sostenute di fronte a una maggioranza legittimata dal voto
popolare solo tre mesi fa, e a cui chiediamo interventi e solo
interventi”. Adduci, comunque, si dice disponibile a dialogare
sulla federazione, a patto che non si ripropongano posizioni
rivendicatorie e personalistiche: “Il centrosinistra locale è
stato sempre sorretto dalle stesse forze: l’area popolare della
Margherita, Rifondazione, Ds e ora i Verdi. Gli altri sono
sempre stati dall’altra parte”. Va controcorrente Stefano
Petrosino, capogruppo dei Socialisti riformisti sino alle
elezioni di giugno capeggiati dall’ex senatore Salvatore Frasca.
“Non vedo molte divisioni nel centrosinistra. Sull’investimento
turistico di “Sviluppo Italia” a Sibari e sul bilancio, a
esempio, abbiamo votato compatti. Ci sono posizioni legate a
diverse valutazioni. Ma non mi sembrano episodi gravi”. In coda,
però, anche lui ammette che “un tagliando farebbe bene anche al
centrosinistra cassanese”.
Domenico Marino |