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Giovedì 23 Settembre 2004

Cassano - La Margherita propone per Cassano la federazione “Uniti nell’Ulivo”


“La Margherita propone di cominciare a lavorare per creare anche a livello locale la federazione Uniti nell’Ulivo”: bomba politica sganciata da Franca Peruzzi, negli anni ’90 sindaco, a giugno candidato alla guida del Palazzo e ora capogruppo di centro in consiglio comunale. Storie di un centrosinistra che non c’è oggi come non c’era ieri e soprattutto come rischia di non esserci nemmeno domani. “Le attuali divisioni in consiglio comunale -riprende la Peruzzi- sono le conseguenze di una formazione politica molto diversa, e l’onda lunga di una campagna elettorale basata non sui personalismi ma su una profonda differenza di proposte politico-programmatiche per risolvere i problemi di Cassano: dalla gestione del dissesto alle idee per lo sviluppo del territorio a moltissimo altro”. Per concretizzare la federazione, che non sarà finalizzata solo alle regionali del 2005, la Margherita annuncia che presto promuoverà incontri tra i partiti che a livello nazionale e regionale sono già coinvolti nel progetto: oltre ai centristi, lo Sdi e i Ds. Ci sono pure i repubblicani che però a Cassano almeno finora non esistono. Fuori gioco, invece, Verdi e Rifondazione comunista. Categorico il diessino Luigi Adduci, anche lui a giugno in corsa per la poltrona di primo cittadino con il listone “Uniti per cambiare” che coinvolgeva Ds, Rifondazione, Udeur, Verdi, parte della Margherita: “Il centrosinistra ha espresso posizioni diverse, altrimenti non si sarebbe presentato alle elezioni comunali con due anime solitarie. Non è pensabile che l’unità si raggiunga per fini meramente oppositori e strumentali. “Uniti per cambiare” rappresenta il centrosinistra, con un programma e un diverso modo d’intendere la politica. In questo momento siamo per la collaborazione istituzionale con la maggioranza, poiché Cassano ha bisogno di uno sforzo in sede consigliare per riuscire ad affrontare i suoi problemi, a cominciare dal dissesto. Iniziative strumentali e solo oppositorie non possono essere sostenute di fronte a una maggioranza legittimata dal voto popolare solo tre mesi fa, e a cui chiediamo interventi e solo interventi”. Adduci, comunque, si dice disponibile a dialogare sulla federazione, a patto che non si ripropongano posizioni rivendicatorie e personalistiche: “Il centrosinistra locale è stato sempre sorretto dalle stesse forze: l’area popolare della Margherita, Rifondazione, Ds e ora i Verdi. Gli altri sono sempre stati dall’altra parte”. Va controcorrente Stefano Petrosino, capogruppo dei Socialisti riformisti sino alle elezioni di giugno capeggiati dall’ex senatore Salvatore Frasca. “Non vedo molte divisioni nel centrosinistra. Sull’investimento turistico di “Sviluppo Italia” a Sibari e sul bilancio, a esempio, abbiamo votato compatti. Ci sono posizioni legate a diverse valutazioni. Ma non mi sembrano episodi gravi”. In coda, però, anche lui ammette che “un tagliando farebbe bene anche al centrosinistra cassanese”.

 Domenico Marino

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