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Resta
caldo il menù scolastico comunale, con due istituti al centro di
polemiche, proteste, agitazioni e tentativi di mediazione: il
Liceo cittadino “Raffaele Lombardi Satriani” e la scuola Media
di Lauropoli intitolata all’intellettuale lauropolese Giuseppe
Troccoli. Nella struttura superiore di Cassano centro si vivono
giorni di trepidazione e attesa per capire se e come sarà
possibile creare la prima classe della sezione linguistica
nonostante le iscrizioni non raggiungano i 25 alunni previsti
dalla riforma Moratti. Dopo la petizione, gli incontri
istituzionali e la manifestazione degli studenti liceali
svoltasi nei giorni scorsi, ieri mattina una delegazione
cassanese ha viaggiato con direzione Catanzaro per un incontro
all’Ufficio scolastico regionale, tre giorni dopo il faccia a
faccia di lunedì tra Viola e l’assessore provinciale alla
Cultura, Salvatore Perugini. Ieri mattina il dirigente
scolastico è stato accompagnato dall’assessore comunale
alla Pubblica istruzione, Daniela Colonna, e dal presidente del
consiglio comunale, Antonio Golia. Assieme, hanno discusso del
caso con i vertici del Palazzo scolastico calabrese. La faccenda
non è assolutamente semplice. Tutt’altro. Il confronto è stato a
trecentosessanta gradi ma i protagonisti non hanno fatto
trapelare molto circa l’esito, trincerandosi dietro un quasi
impenetrabile “no comment”. Il preside Viola si è limitato ad
affermare che, d’intesa con l’amministrazione comunale,
continuerà ad approfondire con la massima attenzione la faccenda
per valutare le eventuali soluzioni possibili. Al momento,
quindi, la prima classe della sezione linguistica al Liceo
“Satriani” rimane una speranza.
Sembra messo meglio il focolaio che da giorni scalda la Media
“Troccoli”
di Lauropoli, con i genitori in protesta per la presunta
distribuzione discriminatoria degli alunni (oltre 80, compresi 9
ripetenti) nelle tre prime classi, con sezioni vip e altre
ghetto. Mercoledì pomeriggio un’infuocata assemblea dei genitori
ha discusso del problema concordando per venerdì un faccia a
faccia con il dirigente scolastico utile ad andare a fondo della
querelle. Il preside Antonio Schifini, dal canto suo, risponde
alle polemiche sottolineando che nella organizzazione delle
prime classi ha rispettato in pieno i criteri di eterogeneità
previsti dagli organi collegiali. Ecco perché si dice tranquillo
sul suo operato e pronto a chiarire ai genitori l’iter seguito:
“A differenza degli anni passati -ha aggiunto- non abbiamo avuto
sperimentazioni e quindi la divisione è potuta essere quasi
matematica. D’altronde, basta chiedere ai ragazzi qual è
l’ambiente delle classi”.
Domenico Marino |