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Le
antenne della discordia: <<Per disciplinare la materia occorre
una variante al regolamento edilizio>>. Lo sostiene
l’associazione “Cittadini a Sibari”.
È opportuno che un’antenna per la diffusione dei segnali di
telefonia mobile venga installata nel cuore di paesi e città,
magari in prossimità di edifici pubblici e di culto?
L’interrogativo rimbalza in città da quando, a Sibari, proprio
un’antenna è finita al centro di infuocate polemiche, combattute
a suon di tesi e teorie da favorevoli e contrari. Sulla
questione prende ora posizione l’associazione “Cittadini a
Sibari”, presieduta da Pasquale Dramisino. <<Tarda a
spegnersi – recita una nota stampa diramata dal direttivo di
“Cittadini a Sibari” – l’eco della discussione
sull’installazione dell’antenna di telefonia mobile a Sibari. I
toni accesi, talvolta al di sopra delle righe, rivelano come il
problema non si presti ad una lettura univoca ma presenti
sfaccettature contrastanti>>. Da un lato, il mercato e la
tecnologia, dall’altro il diritto alla salute ed uno sviluppo
sostenibile. In mezzo, spesso ignari, i cittadini. Questione
antenna: <<In materia di telefonia – affermano i cives sibariti
– la compatibilità tra esigenze di mercato e diritto alla salute
deve ancora essere oggettivamente dimostrata. Moltissime le
pubblicazioni scientifiche al riguardo, eterogenee le
conclusioni tratte>>. Dal generale al particolare: Sibari e la
sua antenna. <<Minimizzare il rischio di esposizione delle
popolazioni: questo il messaggio che si ricava da numerosissime
sentenze. I Comuni dovrebbero allora fissare criteri sulle
distanze delle installazioni nelle zone del loro territorio più
densamente abitate riducendo così, attraverso il principio della
prevenzione, gli eventuali rischi di esposizione, anche perché
un dato è certo: già a pochissima distanza dall’impianto
l’intensità del campo elettromagnetico diminuisce
sensibilmente>>. Che c’entrano Sibari e Cassano? C’entrano,
c’entrano. <<Se la memoria non ci inganna – ricordano quelli di
“Cittadini a Sibari” – un paio d’anni fa, a seguito della
reazione di alcuni cittadini, esplosa durante il furtivo
tentativo di installare un’antenna di telefonia mobile sul
terrazzo di un hotel sibarita, il sindaco e l’allora assessore
all’ambiente emanarono alcune disposizioni, con le quali
venivano fissate le distanze dalle residenze e dagli istituti
scolastici>>. Un’ordinanza, impugnata poi davanti al Tar e
caduta infine nel dimenticatoio. <<Le antenne si moltiplicarono
ed ancor oggi, a quel provvedimento, per incuria e
superficialità non hanno fatto seguito atti concreti>>. Arriva
il suggerimento: <<L’errore di amministratori e dirigenti
municipali del tempo – sostiene l’associazione sibarita – è da
ricercare,come rilevato dallo stesso Tar, nella tipologia del
provvedimento emanato>>. Ovvero: <<Trattandosi di normativa
edilizia, la questione non può essere demandata al sindaco.
necessita, per contro, una delibera del consiglio comunale a
variazione del regolamento edilizio>>. Morale della favola:
<<Chi vuole intendere intenda: ci sembra che maggiore attenzione
e cautela avrebbero potuto evitare situazioni di disagio a
cittadini ed amministratori>>. Firmato: “Cittadini a Sibari”.
Gianpaolo Iacobini |