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Ancora antenna della discordia: i genitori sibariti ed i loro
figli chiedono al Comune di rompere il muro del silenzio e
prendere una posizione chiara sull’impianto di telefonia mobile.
Ringraziano la Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Castrovillari, per aver accolto e giustamente interpretato le
loro ansie e timori. Rilanciano l’appello all’unità ed alla
mobilitazione, annunciano nuove iniziative di lotta. Intanto,
sollecitano Palazzo di città a spendere una parola chiara
sull’antenna di telefonia che dovrebbe sorgere nel centro di
Sibari e che la Procura di Castrovillari ha sottoposto a
sequestro giudiziario. Loro sono i bimbi sibariti che sostenuti
dai propri genitori, lo scorso giugno sollevarono il caso.
<<Il nostro grazie – scrivono in una lettera – va al sostituto
procuratore Pisani ed agli amici dell’associazione ambientalista
castrovillarese “Il riccio”,che solo ha raccolto il nostro
appello. Sappiamo che l’amministrazione comunale sta valutando
la situazione, ma abbiamo paura, come dicevano i nostri nonni,
che mentre il dottore studia, il malato possa morire>>. Ancora:
<<Sebbene in seno al governo civico vi siano due medici, uno
delegato all’ambiente, l’altro alla salute, non sappiamo ancora
cosa Palazzo di città pensi dell’inquinamento elettromagnetico.
Invitiamo gli amministratori a non tradirci>>. In coda,
l’annuncio di una resistenza strenua. <<Sibari sta diventando
una trincea di antenne. Se necessario, ci rivolgeremo al
Presidente della Repubblica, faremo entrare la nostra protesta
nelle Università, daremo vita ad un sito internet. Resteremo
uniti. Se vinceremo la battaglia, chiederemo che via Plutarco
diventi via dei ragazzi>>.
Gianpaolo Iacobini |