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La Cgil replica a Dima: <<Gravi le mancanze della Regione ed i
silenzi nei confronti di alcune scelte del Ministro Alemanno>>.
Era iniziata con la presa di posizione di Giuseppe Sammarro,
presidente comprensoriale dell’associazione che raggruppa i
produttori agricoli iscritti alla Cgil. Contestazioni: fondi
comunitari poco e mal spesi, ritardi nella programmazione,
accondiscenza rispetto alle modifiche alla politica agricola
comune, ipotizzate dal Ministro Gianni Alemmano in tema di
produzione olivicola. Passa un giorno: risponde Giovanni Dima,
assessore regionale all’agricoltura. Che offre un’altra tesi ed
accusa: <<Infondate ed elettoralistiche le affermazioni della
Cgil>>. Al terzo giorno, arriva la replica. S’allarga però il
fronte dei contendenti: al fianco di Sammarro scende infatti in
campo Antonio Spataro, presidente regionale dell’Alpa.
Sostengono Sammarro e Spataro: <<Registriamo con soddisfazione
la risposta dell’assessore Dima alle nostre critiche. Rigettiamo
però il maldestro tentativo di far passare una legittima presa
di posizione come mera propaganda elettorale>>. Si passa al
merito: si discute di piano olivicolo regionale. <<Non c’è>>,
aveva rivelato l’Alpa in prima battuta. <<Non può esserci>>,
aveva spiegato Dima, <<perché manca il piano olivicolo
nazionale>>. <<Com’è possibile – aggiungono ora i vertici
dell’Alpa – che abbia luogo una programmazione se manca il piano
di settore? Cos’ha fatto la Regione Calabria per sostenere, al
cospetto del ministro Alemanno, di recente in Calabria per una
tournèe elettorale, la necessità di un piano olivicolo
nazionale?>> Ancora: <<Se nel comparto agricolo tutto va bene,
come Dima dichiara, allora perché gli indicatori economici
regionali descrivono la Calabria come Regione con sviluppo
agricolo prossimo allo zero? Forse perché si sono perduti 77
milioni di fondi comunitari, o perché non è stata valorizzata la
qualità della spesa?>>. Nella disfida, resta spazio anche
per le questioni olivicole. <<L’Alpa – dicono Sammarro e Spataro
– ha accolto favorevolmente la decisione comunitaria di
istituire un regime d’aiuti all’agricoltura parzialmente
disaccoppiato dal parametro della produzione. Cosa ben
diversa,tuttavia, è la modifica apportata in Italia, secondo
un’ipotesi riconducibile al Ministro Alemanno e mai smentita
dall’assessore Dima, in base alla quale gli aiuti potrebbero
essere completamente slegati dalla produzione, così incentivando
il meccanismo della rendita parassitaria>>. Conclusioni: <<In
assenza d’una sede istituzionale di confronto in cui far valere
le ragioni dei piccoli produttori – chiude l’Alpa – continueremo
ad utilizzare i mezzi a nostra disposizione per dar voce al
mondo che rappresentiamo>>. È una dichiarazione di guerra?
<<Affatto – chiosano Sammarro e Spataro. Siamo disponibili ad un
confronto, anche a breve>>.
Gianpaolo Iacobini |