|
L’antenna della discordia. L’amministrazione comunale incontra i
cittadini. Sibari ribadisce il suo no all’impianto.
È l’antenna che dovrebbe irradiare nella Piana i segnali di
telefonia mobile di terza generazione. I sibariti, segnati dalle
ferite dell’elettromagnetismo dei tralicci dell’alta tensione
che ancor oggi attraversano il paese, non la vogliono.
Nonostante le rassicurazioni, a dispetto di chi s’affanna a
spiegare: <<Nessun danno alla salute>>. No, e basta. Anche al
termine della riunione svoltasi sabato scorso, organizzata dalla
seconda commissione consiliare e tenutasi nei locali della
delegazione municipale.
Cronache. Quando si comincia, la parola passa subito a Martino
Rizzo, medico e dirigente dell’azienda sanitaria di Rossano.
Invitato a Sibari dalla commissione consiliare che s’occupa
d’ambiente e territorio, presieduta da Gaetano Riccardi. Il suo
compito: parlare ai sibariti. Rizzo lo assolve: delinea i
contorni dell’inquinamento elettromagnetico, ne illustra cause
ed effetti, offre i numeri di uno studio tematico effettuato
dall’Asl. Poi, il discorso si sposta sulle antenne. <<Quel che è
importante – sottolinea Rizzo – è che sia sempre garantito il
volume di rispetto, ovvero l’area di sicurezza, proporzionale
alla potenza dell’impianto>>. Quindi, le conclusioni, nel solco
di recenti ricerche dell’Istituto superiore di Sanità e
dall’Organizzazione mondiale di sanità. Testualmente: <<Non vi è
alcuna base, logica o scientifica, per ipotizzare un ruolo dei
campi elettromagnetici generati da antenne nello sviluppo di
tumori. Le congetture in tal senso sono prive di fondamento>>.
S’apre il dibattito: Sibari s’appella al principio di
precauzione. I giovanissimi che con la loro petizione
sollevarono il caso antenna, e che al momento del dibattito
affollano la sala, ribadiscono: <<O si sposta l’antenna, o si
spostano le scuole. Altrimenti scenderemo in sciopero>>. I pochi
genitori presenti li sostengono. Pongono domande, avanzano
dubbi, reclamano risposte. La questione cambia veste: il
linguaggio della tecnica cede il posto agli accenti politici. Si
sollecita l’intervento del Comune, anche se già l’ultimo giorno
d’agosto il consiglio comunale aveva trattato la vicenda,
trincerandosi compatto dietro la linea del “tutto a posto”. Così
non è più. Parlano i consiglieri comunali: il diessino Luigi
Adduci invoca il rispetto del principio di precauzione ed esorta
Palazzo di città a <<rivedere la procedura che portò al rilascio
della concessione edilizia per l’antenna>>. Roberto Bruno,
assessore all’ambiente, giura: <<Faremo il possibile per
risolvere il problema>>. Franca Peruzzi, per la Margherita,
insiste: <<Rivedere la pratica e sospendere la concessione
edilizia>>. Riccardi s’impegna: <<Appronteremo un piano per la
regolamentazione degli impianti di telefonia mobile>>. Il
socialista Gianni Papasso sfida i colleghi consiglieri e la
giunta: <<In consiglio s’era detto che la pratica era in regola.
Ora si afferma altro. Serve chiarezza. Lo Sdi sosterrà le
richieste dei cittadini di Sibari>>. Il tempo scorre, gli animi
s’infiammano, avvolti dal vento leggero d’una sottile polemica
politica. Tocca al sindaco, Gianluca Gallo. <<Esaminando la
pratica – rivela – abbiamo riscontrato qualche manchevolezza.
Verificheremo ogni possibilità, compresa quella d’una diversa
allocazione dell’impianto>>.
Finisce con la speranza di poter vincere la battaglia. La
guerra, intanto, continua.
Gianpaolo Iacobini |