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Lunedì 27 Settembre 2004

Sibari – Antenna della discordia: ribadito il no


L’antenna della discordia. L’amministrazione comunale incontra i cittadini. Sibari ribadisce il suo no all’impianto.
È l’antenna che dovrebbe irradiare nella Piana i segnali di telefonia mobile di terza generazione. I sibariti, segnati dalle ferite dell’elettromagnetismo dei tralicci dell’alta tensione che ancor oggi attraversano il paese, non la vogliono. Nonostante le rassicurazioni, a dispetto di chi s’affanna a spiegare: <<Nessun danno alla salute>>. No, e basta. Anche al termine della riunione svoltasi sabato scorso, organizzata dalla seconda commissione consiliare e tenutasi nei locali della delegazione municipale.
Cronache. Quando si comincia, la parola passa subito a Martino Rizzo, medico e dirigente dell’azienda sanitaria di Rossano. Invitato a Sibari dalla commissione consiliare che s’occupa d’ambiente e territorio, presieduta da Gaetano Riccardi. Il suo compito: parlare ai sibariti. Rizzo lo assolve: delinea i contorni dell’inquinamento elettromagnetico, ne illustra cause ed effetti, offre i numeri di uno studio tematico effettuato dall’Asl. Poi, il discorso si sposta sulle antenne. <<Quel che è importante – sottolinea Rizzo – è che sia sempre garantito il volume di rispetto, ovvero l’area di sicurezza, proporzionale alla potenza dell’impianto>>. Quindi, le conclusioni, nel solco di recenti ricerche dell’Istituto superiore di Sanità e dall’Organizzazione mondiale di sanità. Testualmente: <<Non vi è alcuna base, logica o scientifica, per ipotizzare un ruolo dei campi elettromagnetici generati da antenne nello sviluppo di tumori. Le congetture in tal senso sono prive di fondamento>>.
S’apre il dibattito: Sibari s’appella al principio di precauzione. I giovanissimi che con la loro petizione sollevarono il caso antenna, e che al momento del dibattito affollano la sala, ribadiscono: <<O si sposta l’antenna, o si spostano le scuole. Altrimenti scenderemo in sciopero>>. I pochi genitori presenti li sostengono. Pongono domande, avanzano dubbi, reclamano risposte. La questione cambia veste: il linguaggio della tecnica cede il posto agli accenti politici. Si sollecita l’intervento del Comune, anche se già l’ultimo giorno d’agosto il consiglio comunale aveva trattato la vicenda, trincerandosi compatto dietro la linea del “tutto a posto”. Così non è più. Parlano i consiglieri comunali: il diessino Luigi Adduci invoca il rispetto del principio di precauzione ed esorta Palazzo di città a <<rivedere la procedura che portò al rilascio della concessione edilizia per l’antenna>>. Roberto Bruno, assessore all’ambiente, giura: <<Faremo il possibile per risolvere il problema>>. Franca Peruzzi, per la Margherita, insiste: <<Rivedere la pratica e sospendere la concessione edilizia>>. Riccardi s’impegna: <<Appronteremo un piano per la regolamentazione degli impianti di telefonia mobile>>. Il socialista Gianni Papasso sfida i colleghi consiglieri e la giunta: <<In consiglio s’era detto che la pratica era in regola. Ora si afferma altro. Serve chiarezza. Lo Sdi sosterrà le richieste dei cittadini di Sibari>>. Il tempo scorre, gli animi s’infiammano, avvolti dal vento leggero d’una sottile polemica politica. Tocca al sindaco, Gianluca Gallo. <<Esaminando la pratica – rivela – abbiamo riscontrato qualche manchevolezza. Verificheremo ogni possibilità, compresa quella d’una diversa allocazione dell’impianto>>.
Finisce con la speranza di poter vincere la battaglia. La guerra, intanto, continua.

Gianpaolo Iacobini

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