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Voglia di autonomia: costituito un Comitato per l’istituzione
del comune di Sibari. Elaborata una bozza di progetto di legge.
In cantiere una petizione popolare a sostegno dell’iniziativa.
Torna dunque a spirare nella comunità sibarita il vento
dell’autodeterminazione politico amministrativa. Un sentimento
che periodicamente riaffiora in questo lembo di territorio, in
particolare nelle contrade rurali, in cui forse più che
altrove, i cittadini si sentono “trascurati” e lontani, anche
dal punto di vista chilometrico, dal “centro decisionale”.
Questo, perlomeno, è il pensiero di un gruppo di cittadini che
ha deciso così di dare vita questa estate all’Associazione
“Rinascita per Sibari Comune” che si occuperà tra le altre cose,
spiega il portavoce Vincenzo Antolino, di denunciare e tenere
viva l’attenzione sulle ataviche e irrisolte problematiche che
affliggono i principali siti rurali(Lattughelle, Bruscate, Corsi
, etc) sparsi nella verde campagna sibarita. Le ragioni del
fermento autonomistico sono condensati nella relazione che
accompagna la bozza del progetto di legge che disegna i contorni
della futura entità amministrativa che pone al centro del suo
sviluppo la valorizzazione dell’immenso patrimonio turistico e
culturale. Il nuovo Comune di Sibari, dovrebbe originarsi, così
come indica il primo dei quattro articoli, “dalla fusione delle
frazioni” nel cui perimetro urbano rientrebbero: Sibari,
Lattughelle, Bruscate Grande e Piccola, Spadelle, Fuscolara, Tre
Ponti, Corsi, Caccianova e Murate, con una popolazione
complessiva di 4100 residenti al 1° gennaio 2001(fonti Istat).
Popolazione, secondo le previsioni degli estensori della bozza,
che potrebbe triplicare in pochi anni qualora Sibari venisse
elevato a capoluogo della istituente Provincia della Sibaritide
e del Pollino. “Ciò, si legge ancora nella relazione, farebbe
della neo municipalità, uno dei maggiori politi turistici in
ambito nazionale ed europeo essendo anche sito archeologico di
interesse internazionale”. La nuova opzione istituzionale, ad
avviso dei promotori, “è la strada obbligata” per porre fine
all’attuale frammentazione amministrativa e “consentire un
efficiente governabilità del territorio”. Questa dunque l’idea
partorita dal sodalizio sibarita a sostegno della quale è in
procinto di avviare una petizione popolare. L’ultimo pensiero
dei promotori a questo punto è rivolto al Consiglio regionale
calabrese, al Consiglio Provinciale di Cosenza dai quali si
augura arrivi una pronuncia favorevole. Organi ai quali, fanno
sapere dall’Associazione, “non chiediamo tanto di aderire al
progetto, quanto piuttosto, si pronuncino positivamente a che la
decisione circa l’istituzione del Comune di Sibari venga
sottoposta al vaglio dell’espressione della volontà popolare
attraverso l’indizione di una consultazione referendaria”.
Leonardo Guerrieri |