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Giovedì 30 Settembre 2004

Cassano – Cantieri nautici, reintegrato un lavoratore


Cantieri nautici: il Giudice del lavoro ordina la reintegra d’un’altro dei lavoratori licenziati nel 2000. Soddisfatta la Cgil. La storia, ormai nota alle cronache, racconta d’una crisi aziendale che culmina nel licenziamento dei dipendenti. Corre l’anno 2000: la “Furlanis ricostruzioni”, soffocata dalla mancanza di commesse, dispone il licenziamento di quattro suoi operai, da sempre impiegati quali addetti dei Cantieri nautici. In tre si rivolgono alla Fiom, l’organizzazione che raggruppa i metalmeccanici iscritti alla Cgil. I tentativi di conciliazione falliscono. La Camera del lavoro di Cassano, diretta da Giuseppe Sammarro, avvia una dura vertenza in sede giudiziaria. Nei Tribunali il sindacato affida le ragioni del trio all’avvocato Gino Bloise jr. Nel giro d’un paio d’anni, le prime sentenze: il Tribunale di Castrovillari, in funzione di giudice del lavoro, accoglie parzialmente le istanze formulate con riguardo a due dei dipendenti licenziati. Infine, nei giorni scorsi, il pronunciamento più recente. Con il giudice del lavoro che dispone la reintegra del terzo lavoratore. La sentenza reca la firma del giudice Carmen Ciarcia. Con essa si dispone l’immediato ripristino del rapporto di lavoro dell’operaio Vincenzo Garrera, nonché la condanna al pagamento in suo favore, da parte delle società “Furlanis ricostruzioni” e “Casa Bianca group srl”, di tutte le retribuzioni nel frattempo maturate. <<La lunga battaglia giudiziaria – spiega l’avvocato Bloise jr - s’è conclusa con il riconoscimento delle nostre ragioni: il licenziamento era da considerarsi nullo per vizi di forma ed insussistenza del giustificato motivo, anche in virtù dell’acclarato collegamento societario esistente tra le due società gestori dei Cantieri nautici sibariti>>. Improntato alla soddisfazione anche il commento del patron della Camera del lavoro. <<La sentenza– afferma Sammarro – segna il ripristino del diritto alla dignità e cittadinanza di un dipendente che per vent’anni aveva prestato la propria opera in favore dei Cantieri nautici. La pronuncia del Giudice del lavoro rappresenta un ulteriore, piccolo passo verso la progressiva affermazione dei diritti del lavoratore nel rapporto con l’impresa, in una realtà in cui le prerogative degli stessi lavoratori sono troppo spesso calpestati>>.

Gianpaolo Iacobini

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