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Cantieri nautici: il Giudice del lavoro ordina la reintegra
d’un’altro dei lavoratori licenziati nel 2000. Soddisfatta la
Cgil. La storia, ormai nota alle cronache, racconta d’una crisi
aziendale che culmina nel licenziamento dei dipendenti. Corre
l’anno 2000: la “Furlanis ricostruzioni”, soffocata dalla
mancanza di commesse, dispone il licenziamento di quattro suoi
operai, da sempre impiegati quali addetti dei Cantieri nautici.
In tre si rivolgono alla Fiom, l’organizzazione che raggruppa i
metalmeccanici iscritti alla Cgil. I tentativi di conciliazione
falliscono. La Camera del lavoro di Cassano, diretta da Giuseppe
Sammarro, avvia una dura vertenza in sede giudiziaria. Nei
Tribunali il sindacato affida le ragioni del trio all’avvocato
Gino Bloise jr. Nel giro d’un paio d’anni, le prime sentenze: il
Tribunale di Castrovillari, in funzione di giudice del lavoro,
accoglie parzialmente le istanze formulate con riguardo a due
dei dipendenti licenziati. Infine, nei giorni scorsi, il
pronunciamento più recente. Con il giudice del lavoro che
dispone la reintegra del terzo lavoratore. La sentenza reca la
firma del giudice Carmen Ciarcia. Con essa si dispone
l’immediato ripristino del rapporto di lavoro dell’operaio
Vincenzo Garrera, nonché la condanna al pagamento in suo favore,
da parte delle società “Furlanis ricostruzioni” e “Casa Bianca
group srl”, di tutte le retribuzioni nel frattempo maturate.
<<La lunga battaglia giudiziaria – spiega l’avvocato Bloise jr -
s’è conclusa con il riconoscimento delle nostre ragioni: il
licenziamento era da considerarsi nullo per vizi di forma ed
insussistenza del giustificato motivo, anche in virtù
dell’acclarato collegamento societario esistente tra le due
società gestori dei Cantieri nautici sibariti>>. Improntato alla
soddisfazione anche il commento del patron della Camera del
lavoro. <<La sentenza– afferma Sammarro – segna il ripristino
del diritto alla dignità e cittadinanza di un dipendente che per
vent’anni aveva prestato la propria opera in favore dei Cantieri
nautici. La pronuncia del Giudice del lavoro rappresenta un
ulteriore, piccolo passo verso la progressiva affermazione dei
diritti del lavoratore nel rapporto con l’impresa, in una realtà
in cui le prerogative degli stessi lavoratori sono troppo spesso
calpestati>>.
Gianpaolo Iacobini |