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Con "La Donna di Samo" di Menandro, portata in scena sotto la
regia di Mario Prosperi, è calato il sipario sulla prima
rassegna del Teatro Antico Magna Graecia. Le rappresentazioni
teatrali svoltesi presso l'area archeologica degli Scavi della
mitica Sibari, hanno destato grande interesse di pubblico e di
critica e determinato un risveglio culturale in tutto il grande
comprensorio della Sibaritide e del Pollino. L'iniziativa,
promossa e organizzata dall'assessorato regionale ai beni
culturali per rilanciare, valorizzare e renderli più vivibili i
siti archeologici calabresi, partendo dai Bronzi di Riace,
eletti a testimonial della Calabria nel Mondo, ha conseguito un
vero successo, sia per la valenza artistica e culturale degli
appuntamenti in cartellone, sia per la suggestione dei luoghi
ospitanti. Hanno collaborato per la buona riuscita della
kermesse teatrale, la Soprintendenza ai Beni culturali e
archeologici della Calabria, presieduta dalla dottoressa Elena
Lattanzi, l'Istituto nazionale del dramma antico, l'Ente
teatrale italiano, e le amministrazioni comunali interessate
agli eventi. Il tutto, si è svolto sotto la direzione artistica
del professore Antonio Panzarella. Il Comune di Cassano Ionio,
dal 27 luglio al 28 agosto scorso, in località Parco del Cavallo
degli Scavi di Sibari, ha ospitato quattro appuntamenti di
teatro antico: "Le Donne in Assemblea" di Aristofane, "le Tre
Monete" di Plauto, "Il Custode" di Lauro e Triestino e "La Donna
di Samo" di Menandro. Il teatro greco, con tutto il suo fascino
e la sua intensità scenica ed espressiva, con la prima rassegna
"Magna Graecia Teatro Antico 2004", è tornato a rivivere nei
luoghi naturali dove nacque il mito di una civiltà intrisa di
arte, cultura e costumi raffinati che si propagò per secoli per
l'intero Globo terrestre. "La Donna di Samo", nel presentare lo
stato del dramma femminile nella società e nella sessualità, ha
evidenziato, tra l'altro, che la condizione della donna
dell'epoca, non era differente tra quella libera e la schiava.
Lo spettacolo portato in scena, ancora una volta si è rivelato
di grande attualità, perché, ha affermato il regista Mario
Prosperi, il messaggio di Menandro è di sempre. Nella commedia,
ci sono, infatti, i fondamenti dell'etica umana: la saggezza, la
tolleranza, la capacità di suparare gli ostacoli dei
comportamenti di tipo temperamentali e ghiandolare. Gli attori,
per tutta la durata della rappresentazione, hanno recitato
indossando i calchi delle maschere di terracotta di elevata
qualità artistica, create da Menandro per i suoi personaggi
delle sue commedie e rinvenute dall'archeologo Luigi Bernabò
Brea, a Lipari durante una campagna di scavo. Esse, sono
mutevoli in quanto illusionisticamente cambiano espressione:
piangono e ridono. E' questa una caratteristica essenziale della
maschera greca. Il sindaco della città di Cassano Ionio,
Gianluca Gallo, nel tracciare un bilancio consuntivo delle
manifestazioni inglobate nella Rassegna del Teatro Antico-Magna
Graecia, ha espresso tutta la sua soddisfazione per l'ottima
riuscita dell'importante evento artistico-culturale. Il
direttore artistico Panzarella, dopo aver plaudito al successo
registrato a Sibari dagli spettacoli, ha anticipato che il
progetto regionale per il rilancio e la valorizzazione dei siti
archeologici calabresi avrà seguito anche nel prossimo futuro.
Gli uffici preposti, ha riferito, sono già impegnati ad
elaborare la programmazione per la prossima stagione teatrale.
L'area archeologica di Sibari, ha ospitato, inoltre, fuori
dall'agenda, un'altra manifestazione di canto, danza, musica e
teatro ideata da Aurelio Gatti: "Odisseo delle donne e della
tempesta".
Mimmo Petroni |