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Sabato 30 Luglio 2005

Claudio Dionesalvi e la sua compagna non hanno potuto prendere il volo diretto a Città del Messico. Alt a Fiumicino: è “indesiderato” in USA – Le autorità statunitensi non vogliono che sorvoli per un quarto d’ora il loro territorio.


Dall'aeroporto di Lamezia fino a quello di Fiumicino è sembrato un viaggio quasi normale. Perché il caldo record di fine luglio lo metti in conto, ma che una volta arrivato a Roma ti vietino di salire su un aereo con la motivazione che compari su una lista di nomi "indesiderati" agli Stati Uniti - decisi a non farti sorvolare neppure per pochi minuti lo spazio americano - questo no, proprio non te lo puoi immaginare. Claudio Dionesalvi, professore attivista del movimento No Global, non ha fatto in tempo ad assimilare l'arresto del 2002 - quando un'ordinanza lo accusò di «associazione sovversiva ai danni dello Stato» - che si ritrova suo malgrado nell'occhio del ciclone. Cosenza segna 40 gradi già di primo mattino, la levatacela con bagagli al seguito è programmata da tempo. Due settimane di ferie in Chiapas, con impegno civile annesso («l'inaugurazione di un campo di calcio intitolato a un ultra del Venezia e scambi , umanitari e culturali»), iniziano dal volo per Città del Messico - uno scalo previsto ad Amsterdam , fissato alle 10. Ma Claudio Dionesalvi e la sua compagna Loredana Caruso non hanno potuto prenderlo. «Un mortificato impiegato della Klm, compagnia di bandiera olandese, mi ha chiamato dall'altoparlante : quando ormai avevamo superato tutti i controlli - racconta incredulo mentre alle l7 stacercando un treno che da Roma Termini lo riporterà a casa - Mi è stato detto "ad Amsterdam le impediranno di partire". Le autorità statunitensi non vogliono che sorvoli neanche per un quarto d'ora il loro territorio. E dire che in Chiapas non andavamo certo a giocare. Ho scoperto che mi hanno inserito in questa paranoia del terrorismo. Le stazioni e gli aeroporti sono blindati. Ho chiesto un foglio scritto e mi è stato risposto "ma quale foglio scritto, dall'altra parte del filo c'è l'America». Da questo momento in poi è stato un susseguirsi di telefonate - amici, politici, conoscenti -, la prima a contattarlo è stata Èva Catizone («dolcissima»), nel mezzo una conferenza a Montecitorio con parlamentari vari, quindi il rientro forzato , cancellando il gusto della vacanza desiderata. «Ora mi domando - prosegue Dionesalvi-in base a quale principio mi hanno impedito di partire? Ho un regolare passaporto rilasciato dalla questura di Cosenza, scade nel 2007. Nonostante il processo in corso, io sono un cittadino come gli altri. Libero e incensurato il gip, non ha dato nessuna misura cautelare». > Al danno la beffa: dei 2500 euro spesi per questa vacanza mista alla missione di cooperazione internazionale, Claudio e Loredana non rivedranno un centesimo: «E' nato un contenzioso fra l'agenzia Cts e la Klm, l’una sostiene che a risarcire deve essere l’altra>>. L’amarezza è tanta:<< Esistono delle liste fornite agli americani dal nostro ministero degli esteri. Questa storia politicamente m’inorgoglisce – si lascia scappare – Umanamente no. Sono anni che inseguo questa utopia. A scuola ho persino adottato libri su Marcos. Mò come ci vado in Chiapas? L’unica strada è andarci a piedi.

Iole Perito

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