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Dall'aeroporto di Lamezia
fino a quello di Fiumicino è sembrato un viaggio quasi normale.
Perché il caldo record di fine luglio lo metti in conto, ma che
una volta arrivato a Roma ti vietino di salire su un aereo con
la motivazione che compari su una lista di nomi "indesiderati"
agli Stati Uniti - decisi a non farti sorvolare neppure per
pochi minuti lo spazio americano - questo no, proprio non te lo
puoi immaginare. Claudio Dionesalvi, professore attivista del
movimento No Global, non ha fatto in tempo ad assimilare
l'arresto del 2002 - quando un'ordinanza lo accusò di
«associazione sovversiva ai danni dello Stato» - che si ritrova
suo malgrado nell'occhio del ciclone. Cosenza segna 40 gradi già
di primo mattino, la levatacela con bagagli al seguito è
programmata da tempo. Due settimane di ferie in Chiapas, con
impegno civile annesso («l'inaugurazione di un campo di calcio
intitolato a un ultra del Venezia e scambi , umanitari e
culturali»), iniziano dal volo per Città del Messico - uno scalo
previsto ad Amsterdam , fissato alle 10. Ma Claudio Dionesalvi e
la sua compagna Loredana Caruso non hanno potuto prenderlo. «Un
mortificato impiegato della Klm, compagnia di bandiera olandese,
mi ha chiamato dall'altoparlante : quando ormai avevamo superato
tutti i controlli - racconta incredulo mentre alle l7
stacercando un treno che da Roma Termini lo riporterà a casa -
Mi è stato detto "ad Amsterdam le impediranno di partire". Le
autorità statunitensi non vogliono che sorvoli neanche per un
quarto d'ora il loro territorio. E dire che in Chiapas non
andavamo certo a giocare. Ho scoperto che mi hanno inserito in
questa paranoia del terrorismo. Le stazioni e gli aeroporti sono
blindati. Ho chiesto un foglio scritto e mi è stato risposto "ma
quale foglio scritto, dall'altra parte del filo c'è l'America».
Da questo momento in poi è stato un susseguirsi di telefonate -
amici, politici, conoscenti -, la prima a contattarlo è stata
Èva Catizone («dolcissima»), nel mezzo una conferenza a
Montecitorio con parlamentari vari, quindi il rientro forzato ,
cancellando il gusto della vacanza desiderata. «Ora mi domando -
prosegue Dionesalvi-in base a quale principio mi hanno impedito
di partire? Ho un regolare passaporto rilasciato dalla questura
di Cosenza, scade nel 2007. Nonostante il processo in corso, io
sono un cittadino come gli altri. Libero e incensurato il gip,
non ha dato nessuna misura cautelare». > Al danno la beffa: dei
2500 euro spesi per questa vacanza mista alla missione di
cooperazione internazionale, Claudio e Loredana non rivedranno
un centesimo: «E' nato un contenzioso fra l'agenzia Cts e la Klm,
l’una sostiene che a risarcire deve essere l’altra>>. L’amarezza
è tanta:<< Esistono delle liste fornite agli americani dal
nostro ministero degli esteri. Questa storia politicamente
m’inorgoglisce – si lascia scappare – Umanamente no. Sono anni
che inseguo questa utopia. A scuola ho persino adottato libri su
Marcos. Mò come ci vado in Chiapas? L’unica strada è andarci a
piedi.
Iole
Perito |