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Claudio Dionesalvi,
insegnante di scuola media di Lauropoli, cui, ieri, è stato
impedito l'imbarco su un volo Klm diretto in Messico perche non
gradito dagli Stati Uniti, che l'aereo avrebbe dovuto sorvolare
per 15 minuti, domani, insieme agli avvocati Giuseppe Mazzotta e
Maurizio Nucci, valuterà «la pos sibilità di adire le vie legali
nei confronti della compagnia Klm, che ci deve quanto meno delle
spiegazioni scritte». Lo hanno annunciato lo stesso Dionesalvi e
la sua compagna, Loredana Caruso, in una lettera aperta.
Dionesalvi è uno degli imputati nel processo in corso dinanzi
ai giùdici della Corte D'Assise di Cosenza nei confronti di 13
militanti no global accusati di sovversione ed attentato agli
organi dello stato. Il giovane fu arrestato dai carabinieri del
Ros il 15 novembre 2002 e rimesso in libertà dopo una settimana
di detenzione in, carcere, nell'ambito dell'inchiesta della
procura di Cosenza sul Movimento "Rete meridionale del sud
Ribelle" che, secondo l'accusa, avrebbe pianificato gli
incidenti accaduti in occasione del Global forum di Napoli e del
G8 a Genova. «Inoltre -ha aggiunto Dionesalvi - ci recheremo in
agenzia e studieremo un percorso alternativo per raggiungere il
Chiapas, dove andremo appena possibile, a piedi o via mare,
senza transitare sullo spazio aereo degli Stati Uniti d'America:
un Paese in cui non avremmo mai voluto mettere piede, nemmeno se
il viaggio fosse stato gratuito, perché riteniamo che dove regna
un regime di paranoia ossessiva, non possono esserci sicurezza e
democrazia». «Tutto ci saremo aspettati in questa strana vita –
ha sostenuto Dionesalvi – tranne di finire nel mirino della Cia
o dell’Fbi. Quasi quasi rimpiangiamo i carabinieri incappucciati
del Ros, che abbiamo avuto modo di conoscere in una notte di
novembre del 2002. Pur essendo travisati, perlomeno quelli erano
visibili e palpabili. Venerdì mattina, invece, nell'aeroporto di
Fiumicino, mentre un mansueto impiegato della Klm ci spiegava
con tono da padre di famiglia che il generale Custer in persona
non gradiva la nostra presenza su quel volo, abbiamo avuto
l'inquietante sensazione di avere intorno a noi tante altre
presenze invisibili, che se ne stavano discretamente appartate,
ma pronte ad intervenire nel caso ci fossimo rivelati dei
kamikaze (?). Sono stati pochi ma intensi minuti di angoscia,
che ci hanno fatto vivere la profonda solitudine dei milioni di
migranti privati del diritto di attraversare gli infiniti
confini di questo pianeta. Ancora una volta, abbiamo ricevuto il
calore umano e la solidarietà di tanti compagni, fratelli,
sorelle ed amici». Dopo avere elencato tutti coloro che gli
hanno manifestato solidarietà, Dionesalvi ha concluso: «Noi
cosentini siamo fatti così, poco disponibili a fare 'cerimonie'
e convenevoli, ma eternamente legati ai sentimenti di
gratitudine ed amicizia. Ringraziamo, infine, Trenitalia per la
Freccia del Sud che stamani (ieri, ndr) ci ha riportati a casa.
Un treno imbottito di poliziotti adddestrati a prevenire la
strage, ma non ad evitare il ritardo di quattro ore con il quale
abbiamo viaggiato noi e mezza Sicilia». |