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Domenica 31 Luglio 2005

Lettera Aperta - Claudio Dionesalvi: << Valuterò azioni legali>> - << Ci recheremo in agenzia e valuteremo un percorso alternativo>>.


Claudio Dionesalvi, insegnante di scuola media di Lauropoli,  cui, ieri, è stato impedito l'imbarco su un volo Klm diretto in Messico perche non gradito dagli Stati Uniti, che l'aereo avrebbe dovuto sorvolare per 15 minuti, domani, insieme agli avvocati Giuseppe Mazzotta e Maurizio Nucci, valuterà «la pos sibilità di adire le vie legali nei confronti della compagnia Klm, che ci deve quanto meno delle spiegazioni scritte». Lo hanno annunciato lo stesso Dionesalvi e la sua compagna, Loredana Caruso, in una lettera aperta. Dionesalvi è  uno degli imputati nel processo in corso dinanzi ai giùdici della Corte D'Assise di Cosenza nei confronti di 13 militanti no global accusati di sovversione ed attentato agli organi dello stato. Il giovane fu arrestato dai carabinieri del Ros il 15 novembre 2002 e rimesso in libertà dopo una settimana di detenzione in, carcere, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cosenza sul Movimento "Rete meridionale del sud Ribelle" che, secondo l'accusa, avrebbe pianificato gli incidenti accaduti in occasione del Global forum di Napoli e del G8 a Genova. «Inoltre -ha aggiunto Dionesalvi - ci recheremo in agenzia e studieremo un percorso alternativo per raggiungere il Chiapas, dove andremo appena possibile, a piedi o via mare, senza transitare sullo spazio aereo degli Stati Uniti d'America: un Paese in cui non avremmo mai voluto mettere piede, nemmeno se il viaggio fosse stato gratuito, perché riteniamo che dove regna un regime di paranoia ossessiva, non possono esserci sicurezza e democrazia». «Tutto ci saremo aspettati in questa strana vita – ha sostenuto Dionesalvi – tranne di finire nel mirino della Cia o dell’Fbi. Quasi quasi rimpiangiamo i carabinieri incappucciati del Ros, che abbiamo avuto modo di conoscere in una notte di novembre del 2002. Pur essendo travisati, perlomeno quelli erano visibili e palpabili. Venerdì mattina, invece, nell'aeroporto di Fiumicino, mentre un mansueto impiegato della Klm ci spiegava con tono da padre di famiglia che il generale Custer in persona non gradiva la nostra presenza su quel volo, abbiamo avuto l'inquietante sensazione di avere intorno a noi tante altre presenze invisibili, che se ne stavano discretamente appartate, ma pronte ad intervenire nel caso ci fossimo rivelati dei kamikaze (?). Sono stati pochi ma intensi minuti di angoscia, che ci hanno fatto vivere la profonda solitudine dei milioni di migranti privati del diritto di attraversare gli infiniti confini di questo pianeta. Ancora una volta, abbiamo ricevuto il calore umano e la solidarietà di tanti compagni, fratelli, sorelle ed amici». Dopo avere elencato tutti coloro che gli hanno manifestato solidarietà, Dionesalvi ha concluso: «Noi cosentini siamo fatti così, poco disponibili a fare 'cerimonie' e convenevoli, ma eternamente legati ai sentimenti di gratitudine ed amicizia. Ringraziamo, infine, Trenitalia per la Freccia del Sud che stamani (ieri, ndr) ci ha riportati a casa. Un treno imbottito di poliziotti adddestrati a prevenire la strage, ma non ad evitare il ritardo di quattro ore con il quale abbiamo viaggiato noi e mezza Sicilia».

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