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Sabato 30 Luglio 2005

Doveva partecipare, insieme alla sua compagna, a una missione di cooperzione internazionale. Dionesalvi non è gradito agli USA . Il giornalista casentino è stato bloccato a Fiumicino impedendogli di partire per il Chiapas.


ROMA - Claudio Dionesalvi è stato bloccato - senza alcuna possibilità di appello - all'aeroporto di Fiumicino (Rm), come persona non gradita agli Stati uniti d'America. Una novità non da poco, se l'oggetto di tanto interesse negativo è un attivista politico meridionale. Per il cosentino Claudio Dionesalvi, i cieli che attraversano il paese di George W. Bush (in stato di guerra perenne contro il terrorismo islamico), sono decisamente off limits. Dionesalvi, ha 34 anni, e molte iniziative sociali alle spalle. La sua formazione culturale (si è laureato a Firenze in Teoria e tecniche della comunicazione di massa, con il teorico della controinformazione Pio Baldelli) ha sempre avuto un peso determinate nelle sue scelte personali. Insegnante di scuola media giornalista e scrittore, attivista degli ultras cosentini, Dionesalvi è uno degli imputati nel processo in corso dinanzi ai giudici della Corte D'Assise di Cosenza nei confronti di 13 militanti no global accusati di sovversione ed attentato agli organi dello Stato. Dionesalvi fu arrestato il 15 novembre del 2002 nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cosenza e rimesso in libertà' dopo una settimana di detenzione in carcere.

-Claudio Dionesalvi, ma è possibile che lei si ritrovi schedato come uomo pericoloso (o addirittura: terrorista)?
«Sono veramente arrabbiatissimo: dovevo andare in Chiapas, con la mia compagna Loredana, in una missione dì cooperazione internazionale. Erano previsti scambi di materiali didattici, con le comunità zapatiste e altri incontri interessanti...».

-Ma una volta in aeroporto...?
Una volta a Fiumicino, in attesa del volo per Amsterdam - da dove avrei dovuto cambiare per il Messico - è arrivato un incaricato della Klm».

-Per dirle?       
«Che mi veniva impedito di salire sull'aereo».

-Qual è stata la motivazione ufficiale?
«In verità, sono stato io a domandare: "ma perché, scusi?". Il
funzionario mi ha risposto che avendo inserito il mio nominativo
nel computer, dagli Usa è arrivata
un'informativa urgente, in cui c'era scritto Warnig. Per cui, io non potevo andare negli Usa».   

-Non è così?
«Certo. Ma guardi - ho precisato - io non vado negli Stati Uniti, ma a Città del Messico».

-E la risposta, qual è stata?
«E' stata che siccome devo superare lo spazio aereo Usa, sono persona sgradita».

-Un vero e proprio impedimento della libera circolazione....
«E' vero: sono imputato in quel processo di Cosenza per associazione sovversiva. Però, ho ancora il passaporto italiano; ho libertà di circolazione; e c'è ancora una sentenza di primo grado che deve essere emessa».

-Le sue prossime mosse quali saranno?
«In questi casi, per fortuna, i compagni si muovono: Paolo Cento e Giovanni Russo Spena hanno chiamato il ministero degli Esteri . e sembra non ci sia niente da fare». ;

-E tu come affronterai una vicenda quanto meno spiazzante?
«Oggi pomeriggio alle quindici(ieri per chi legge, ndc) a via della Missione, Cento organizzerà una conferenza stampa. E' un fatto grave, mi ha detto: non essendo io un terrorista ed essendo incensurato non posso subire reazioni del genere».     :

-Ma per te è stata una sorpresa o qualcosa del genere te l'aspettavi?
«Io sono caduto dalle nuvole. Sono uno che lavora nella scuola, e che scrive. Non dico di essere uno stinco di santo, perché sono un attivista politico e lo rivendico; però, , non sono neanche un terrorista».

-E quindi, cosa rivendichi?
«Che mi è stato impedito di muovermi liberamente. Nonostante abbia un passaporto che nessuno è venuto ancora a ritirare, sono considerato un terrorista. In questo clima di caccia alla streghe capisco che ci sia una volontà di prevenire i problemi. Io non avevo minimamente idea, che potesse succedere una cosa del genere: altrimenti me ne sarei andato in Sicilia con la mia compagna».

-Pensa di recuperare parte delle spese? «Abbiamo speso 3.500 euro, e , probabilmente buona parte di questi soldi non li recupereremo mai.
<<Perché il funzionario della Klm scriverà una lettera per spiegare quanto è successo. E poi vi sarà una controversia tra avvocati Cts e Klm. Vai a vedere cosa succederà>>.

Michelangelo Cimino

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