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Certo è che i no global
cosentini non hanno dimestichezza con gli aerei ed io che ho il
terrore di salire su un aereo cosa che non faccio da venti anni,
non mi imbarcherei con uno di loro. Secondo me portano scalogna.
L'aereo che partiva per Edimburgo, il mese scorso, non ha
aspettato Campennì , delegato Cobas al controvertice, per un
ritardo dell'Eurostar proveniente dalla Calabria, oggi
addirittura gli Usa non fanno salire Claudio e Loredana diretti
nel Chiapas. Dice bene Claudio: «Solo una, risata li
seppellirà». Ma mi sono messo nei panni, una volta tanto, degli
americani. Vedono questa coppia cosentina all'aereoporto. Io già
immagino come erano vestiti. Eccessivamente colorati di sicuro.
Lui bermuda a fiori gialli, capelli spettinati come svegliato or
ora, lei pantaloncini a vita bassa e camicetta rossa,
sospettosamente sorridente. Dal bagaglio a mano usciva di sicuro
una sciarpa del Cosenza calcio e sicuramente un mazzo di riviste
sovversive, con il Manifesto in bella vista. Una coppia così
puzza a cento miglia e senz'altro ha qualcosa in testa. Nello
spazio aereo americano, Claudio non avrebbe resistito al
silenzio. E si sarebbe messo a urlare slogan filo castristi. E
non si sarebbe accontentato di tutto questo, avrebbe parlato con
tutti gli altri occupanti l'aereo dell'inchiesta Fiordalisi di
Cosenza e del suo raccapricciante processo che riprenderà il
prossimo 22 settembre. Li avrebbe convinti a sottoscrivere un
appello per gli antifascisti torinesi e giunto nel Chiapas
sarebbero riusciti a scovare l'imprendibile sub comandante
convincendolo a farsi fotografare con la sciarpa del Cosenza al
collo. Questa volta gli americani hanno visto giusto, non c'è
che dire, e sotto un certo punto di vista mi sento tranquillo,
dai controlli esistenti nei nostri aeroporti. Forse potrei
ricominciare a volare. Grazie a Claudio e Loredana.
Francesco Cirillo |