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Domenica 31 Luglio 2005

Il “no” degli USA. Il professore di ritorno dal mancato viaggio in Chiapas. La solidarietà delle associazioni e il desiderio non sopito. <<Riabbraccio Cosenza>>.


Claudio  Dionesalvi ha un forte rapporto empatico con la città di Cosenza. Basta incontrarlo per strada, come è successo al cronista ieri mattina, per capire che il professore di via Miceli è lontano anni luce dai titoli e dalle definizioni lette sull'informazione on line in tempo reale. "Warning" per la superpotenza Usa, uno della strada per molti, così semplice da nascondere profonde e radicate formazioni da intellettuale. Claudio ieri mattina è sbarcato a Cosenza, dopo una notte insonne in uno dei tanti treni-stiva che attraversano la penisola con destinazione Calabria, terra trattata con logiche al limite del razzismo dal sistema dei trasporti nazionali. Claudio Dionesalvi e Loredana Caruso erano diretti verso il Chiapas per un'iniziativa di solidarietà internazionale: da ieri mattina sono di nuovo a latitudini bruzie. Dovevano imbarcarsi a Fiumicino per Amsterdam e poi verso il Messico. Senza aver fatto i conti con il diniego degli Usa che lo hanno indicato tra gli "indesiderati" e notificato alla compagnia aerea Klm. Lo incontriamo su via Alimena, atteggiamento dinoccolato, come al solito. Tagli d'ironia. «Otto ore di viaggio da Roma - spiega Dionesalvi - per arrivare a Cosenza. La prima cosa che ho desiderato una volta compreso che non c'era nulla da fare per volare» verso il Messico è stata quella di tornare a Cosenza. Devo ringraziare il cielo di abitare in una città dove la gente è cordiale e affettuosa. Questo affetto immediato, sin da stamane mi ha rimesso subito in sesto». | Claudio Dionesalvi ha 34 anni, nato ad aprile, quando gli astri suggeriscono , prospettive sconfinate e impeto di vitalità. Figlio di una famiglia di solide tradizioni intellettuali; il papà Mario è stato il preside del Liceo scientifico Scorza, e « insegnante è stata anche la mamma, la signora Irene. Franco, il fratello, dispensa immaginario e poesia, dopò essere stato assessore alla Cultura del Comune di Cosenza. Ora agisce a Rende come direttore del Museo del Presente. Sandro, Principe lo ha voluto come consulente dell'assessorato alla Cultura della Regione. La vicenda di Claudio è intrisa di forti suggestioni fiorentine. A parte la fede pallonara, rossoblù viscerale e viola nella massima serie, a Firenze da giovanotto ha guadagnato il tesserino da pubblicista. Poi, allo snodo degli anni Novanta in Toscana, alla Facoltà di Lettere in piazza Brunelleschi. Dove sono passate frotte di giovani cosentini. Non fa mistero delle sue idee sociali e politiche; un attivista. Pratiche che a Cosenza lo hanno visto tra i promotori del Gramna, prima esperienza di autogestione cittadina e tra le file della curva sud dello stadio San Vite. Da qualche anno insegna a Lauropoli, in provincia di Cosenza, dove si sussurra che i ragazzetti delle classi lo abbiamo eletto beniamino incontrastato. Nel novembre del 2002 l'inchiesta No Global lo vede tra gli imputati. Cosenza in quei giorni fu teatro di una manifestazione di solidarietà di oltre 60 mila persone. Il caldo torrido non frena la confessione senza veli. Mentre parliamo  con  lui arrivano e si fermano alcuni suoi amici. Sergio, Mario e Alfredo. Nomi tra tanti. Lo sciame di solidarietà arriva anche da "Ya Basta" via email. «A Claudio - si legge - è stato impeidito di raggiungere il Chiapas dove avrebbe partecipato alle iniziative della nostra  Associazione:   tra  le quali la visita al sistema educativo autonomo indigeno zapatista della zona Altos, e il torneo di calcio con le squadre di giovani delle comunità della zona della Selva. Siamo vicini a Claudio e alla sua giusta decisione di raggiungere le comunità indigene in resistenza in Chiapas». Tanti gli attestati di vicinanza. Tra gli altri l'associazione Nelson Mandela di Cassano Ionio con una nota a firma di Pietro Maradei. «E fatto che Claudio sia un collega, un compagno e un amico - scrive Maradei -è un elemento del tutto incidentale nel bisogno immediato e spontaneo di esprimere uno sdegno profondo per quanto gli è accaduto. Con tutte le sue implicazioni di carattere sociale e politico, ciò che si è verificato è grave e non poteva non smuovere le coscienze civili e democrati-che». Claudio Dionesalvi, comunque, giura che in Chiapas presto ci arriverà.

Alessandro Russo

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