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Claudio Dionesalvi ha un
forte rapporto empatico con la città di Cosenza. Basta
incontrarlo per strada, come è successo al cronista ieri
mattina, per capire che il professore di via Miceli è lontano
anni luce dai titoli e dalle definizioni lette sull'informazione
on line in tempo reale. "Warning" per la superpotenza Usa, uno
della strada per molti, così semplice da nascondere profonde e
radicate formazioni da intellettuale. Claudio ieri mattina è
sbarcato a Cosenza, dopo una notte insonne in uno dei tanti
treni-stiva che attraversano la penisola con destinazione
Calabria, terra trattata con logiche al limite del razzismo dal
sistema dei trasporti nazionali. Claudio Dionesalvi e Loredana
Caruso erano diretti verso il Chiapas per un'iniziativa di
solidarietà internazionale: da ieri mattina sono di nuovo a
latitudini bruzie. Dovevano imbarcarsi a Fiumicino per Amsterdam
e poi verso il Messico. Senza aver fatto i conti con il diniego
degli Usa che lo hanno indicato tra gli "indesiderati" e
notificato alla compagnia aerea Klm. Lo incontriamo su via
Alimena, atteggiamento dinoccolato, come al solito. Tagli
d'ironia. «Otto ore di viaggio da Roma - spiega Dionesalvi - per
arrivare a Cosenza. La prima cosa che ho desiderato una volta
compreso che non c'era nulla da fare per volare» verso il
Messico è stata quella di tornare a Cosenza. Devo ringraziare il
cielo di abitare in una città dove la gente è cordiale e
affettuosa. Questo affetto immediato, sin da stamane mi ha
rimesso subito in sesto». | Claudio Dionesalvi ha 34 anni, nato
ad aprile, quando gli astri suggeriscono , prospettive
sconfinate e impeto di vitalità. Figlio di una famiglia di
solide tradizioni intellettuali; il papà Mario è stato il
preside del Liceo scientifico Scorza, e « insegnante è stata
anche la mamma, la signora Irene. Franco, il fratello, dispensa
immaginario e poesia, dopò essere stato assessore alla Cultura
del Comune di Cosenza. Ora agisce a Rende come direttore del
Museo del Presente. Sandro, Principe lo ha voluto come
consulente dell'assessorato alla Cultura della Regione. La
vicenda di Claudio è intrisa di forti suggestioni fiorentine. A
parte la fede pallonara, rossoblù viscerale e viola nella
massima serie, a Firenze da giovanotto ha guadagnato il
tesserino da pubblicista. Poi, allo snodo degli anni Novanta in
Toscana, alla Facoltà di Lettere in piazza Brunelleschi. Dove
sono passate frotte di giovani cosentini. Non fa mistero delle
sue idee sociali e politiche; un attivista. Pratiche che a
Cosenza lo hanno visto tra i promotori del Gramna, prima
esperienza di autogestione cittadina e tra le file della curva
sud dello stadio San Vite. Da qualche anno insegna a Lauropoli,
in provincia di Cosenza, dove si sussurra che i ragazzetti delle
classi lo abbiamo eletto beniamino incontrastato. Nel novembre
del 2002 l'inchiesta No Global lo vede tra gli imputati. Cosenza
in quei giorni fu teatro di una manifestazione di solidarietà di
oltre 60 mila persone. Il caldo torrido non frena la confessione
senza veli. Mentre parliamo con lui arrivano e si fermano
alcuni suoi amici. Sergio, Mario e Alfredo. Nomi tra tanti. Lo
sciame di solidarietà arriva anche da "Ya Basta" via email. «A
Claudio - si legge - è stato impeidito di raggiungere il Chiapas
dove avrebbe partecipato alle iniziative della nostra
Associazione: tra le quali la visita al sistema educativo
autonomo indigeno zapatista della zona Altos, e il torneo di
calcio con le squadre di giovani delle comunità della zona della
Selva. Siamo vicini a Claudio e alla sua giusta decisione di
raggiungere le comunità indigene in resistenza in Chiapas».
Tanti gli attestati di vicinanza. Tra gli altri l'associazione
Nelson Mandela di Cassano Ionio con una nota a firma di Pietro
Maradei. «E fatto che Claudio sia un collega, un compagno e un
amico - scrive Maradei -è un elemento del tutto incidentale nel
bisogno immediato e spontaneo di esprimere uno sdegno profondo
per quanto gli è accaduto. Con tutte le sue implicazioni di
carattere sociale e politico, ciò che si è verificato è grave e
non poteva non smuovere le coscienze civili e democrati-che».
Claudio Dionesalvi, comunque, giura che in Chiapas presto ci
arriverà.
Alessandro Russo |