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Tutto ci saremmo aspettati
in questa strana vita, tranne di finire nel mirino della Cia o
dell’Fbi. Quasi quasi rimpiangiamo i carabinieri incappucciati
del Ros, che abbiamo avuto modo di "conoscere" in una notte di
novembre del 2002. Pur essendo travisati, perlomeno quelli erano
visibili e palpabili. Venerdì mattina, invece, nell'aeroporto
di Fiumicino, mentre un mansueto impiegato della Klm ci spiegava
con tono da padre di famiglia che il generale Custer in persona
non gradiva la nostra presenza su quel volo, abbiamo avuto
l'inquietante sensazione di avere intorno a noi tante altre
presenze invisibili, che se ne stavano discretamente appartate,
ma pronte ad intervenire nel caso ci fossimo rivelati dei
kamikaze (?). Sono stati pochi ma intensi minuti di angoscia,
che ci hanno fatto vivere la profonda solitudine dei milioni di
migranti privati del diritto di attraversare gli infiniti
confini di questo pianeta. Lunedì prossimo, insieme ai nostri
avvocati Giuseppe Mazzotta e Maurizio Nuoci, valuteremo la
possibilità di adire le vie legali nei confronti della compagnia
Klm, che ci deve quanto meno delle spiegazioni scritte. Inoltre,
ci recheremo in agenzia e studieremo un percorso alternativo per
raggiungere il Chiapas, dove andremo appena possibile, a piedi o
via mare, senza transitare sullo spazio aereo degli Stati Uniti
d'America: un Paese in cui non avremmo mai voluto mettere
piede...nemmeno se il viaggio fosse stato gratuito, perché
riteniamo che dove regna un regime di paranoia ossessiva, non
possono esserci sicurezza e democrazia. Ancora una volta,
abbiamo ricevuto il calore umano e la solidarietà di tanti
compagni, fratelli, sorelle ed amici. Proviamo a ringraziare
tutte e tutti: l'associazione Ya Basta, il movimento del
nordest, gli ultras del Venezia, gli Ultra Cosenza, Carta,
Wilma, Franz, Paolo Cento, Giovanni Russo Spena, Michelangelo
Cimino, Giuliano Santoro, Enzo Mangini, il sindaco Èva Cati-zone,
Eugenio Furia, Iole Perito, Alessandro Mantovani, Igor Jan
Occelli, Francesco Raparelli, Nunzio e Rino, Enzino e Paride,
Luca Casarini, Francesco Caruso, Anna Curcio, Michele Santagata,
il mitico Francesco Cirillo e Lidia, Ciccionqto, il "Capo" e
Stefania, Filippo e Antonella Veltri, Giampaolo della farmacia,
Canaletta e Francesca, Baulero, Antonella e Dimazzo, Milena,
Teodoro e Francesca; Lina e Piero, Erminia, Pino Di Donna, il
"Carciofo" dal Guatemla, Èva del Cts, Indymedia, il forum
rossoblu di Cosenzaunited, la Federazione provinciale dei Verdi
di Cosenza, la Cgil di Cosenza, la Federazione provinciale di
Rifondazione comunista, la Kasbah, Cobas, Sincobas, Antonio
Ciacco capogruppo dei Comunisti per l'Unione, la Comunità Curda
calabrese, lo spazio sociale Filo Rosso, i Giovani Comunisti di
Cosenza, il circolo di Rifondazione Comunista "Fausto Gullo", I
Senza Nome, il collettivo "Zenith", il collettivo XXVI luglio,
gli amici della Salita di Pagliaro e tutti quelli che forse
abbiamo dimenticato di riportare, perché stiamo morendo dal
sonno. Scusateci per la lista infinita. Noi cosentini siamo
fatti così: poco disponibili a fare "cerimonie" e convenevoli.
Ma eternamente legati ai sentimenti di gratitudine ed amicizia.
Ringraziamo, infine, Trenitalia per la "Freccia del Sud" che
sabato mattina ci ha riportati a casa. Un treno imbottito di
poliziotti addestrati a prevenire la strage...ma non ad evitare
il ritardo di quattro ore con il quale abbiamo viaggiato noi e
mezza Sicilia, spalmati come il "pane cunzatu". Un treno sicuro,
una freccia di nome a di fatto.
Cosenza; 30 luglio 05
Claudio Dionesalvi Loredana
Caruso |