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Domenica 31 Luglio 2005

Lettera Aperta - Da Cosenza alle liste della Cia. << Il generale Custer e la freccia del Sud>>


Tutto ci saremmo aspettati in questa strana vita, tranne di finire nel mirino della Cia o dell’Fbi. Quasi quasi rimpiangiamo i carabinieri incappucciati del Ros, che abbiamo avuto modo di "conoscere" in una notte di novembre del 2002. Pur essendo travisati, perlomeno quelli erano visibili e palpabili. Venerdì mattina, invece, nell'aeroporto  di Fiumicino, mentre un mansueto impiegato della Klm ci spiegava con tono da padre di famiglia che il generale Custer in persona non gradiva la nostra presenza su quel volo, abbiamo avuto l'inquietante sensazione di avere intorno a noi tante altre presenze invisibili, che se ne stavano discretamente appartate, ma pronte ad intervenire nel caso ci fossimo rivelati dei kamikaze (?). Sono stati pochi ma intensi minuti di angoscia, che ci hanno fatto vivere la profonda solitudine dei milioni di migranti privati del diritto di attraversare gli infiniti confini di questo pianeta. Lunedì prossimo, insieme ai nostri avvocati Giuseppe Mazzotta e Maurizio Nuoci, valuteremo la possibilità di adire le vie legali nei confronti della compagnia Klm, che ci deve quanto meno delle spiegazioni scritte. Inoltre, ci recheremo in agenzia e studieremo un percorso alternativo per raggiungere il Chiapas, dove andremo appena possibile, a piedi o via mare, senza transitare sullo spazio aereo degli Stati Uniti d'America: un Paese in cui non avremmo mai voluto mettere piede...nemmeno se il viaggio fosse stato gratuito, perché riteniamo che dove regna un regime di paranoia ossessiva, non possono esserci sicurezza e democrazia. Ancora una volta, abbiamo ricevuto il calore umano e la solidarietà di tanti compagni, fratelli, sorelle ed amici. Proviamo a ringraziare tutte e tutti: l'associazione Ya Basta, il movimento del nordest, gli ultras del Venezia, gli Ultra Cosenza, Carta, Wilma, Franz, Paolo Cento, Giovanni Russo Spena, Michelangelo Cimino, Giuliano Santoro, Enzo Mangini, il sindaco Èva Cati-zone, Eugenio Furia, Iole Perito, Alessandro Mantovani, Igor Jan Occelli, Francesco Raparelli, Nunzio e Rino, Enzino e Paride, Luca Casarini, Francesco Caruso, Anna Curcio, Michele Santagata, il mitico Francesco Cirillo e Lidia, Ciccionqto, il "Capo" e Stefania, Filippo e Antonella Veltri, Giampaolo della farmacia, Canaletta e Francesca, Baulero, Antonella e Dimazzo, Milena, Teodoro e Francesca; Lina e Piero, Erminia, Pino Di Donna, il "Carciofo" dal Guatemla, Èva del Cts, Indymedia, il forum rossoblu di Cosenzaunited, la Federazione provinciale dei Verdi di Cosenza, la Cgil di Cosenza, la Federazione provinciale di Rifondazione comunista, la Kasbah, Cobas, Sincobas, Antonio Ciacco capogruppo dei Comunisti per l'Unione, la Comunità Curda calabrese, lo spazio sociale Filo Rosso, i Giovani Comunisti di Cosenza, il circolo di Rifondazione Comunista "Fausto Gullo", I Senza Nome, il collettivo "Zenith", il collettivo XXVI luglio, gli amici della Salita di Pagliaro e tutti quelli che forse abbiamo dimenticato di riportare, perché stiamo morendo dal sonno. Scusateci per la lista infinita. Noi cosentini siamo fatti così: poco disponibili a fare "cerimonie" e convenevoli. Ma eternamente legati ai sentimenti di gratitudine ed amicizia. Ringraziamo, infine, Trenitalia per la "Freccia del Sud" che sabato mattina ci ha riportati a casa. Un treno imbottito di poliziotti addestrati a prevenire la strage...ma non ad evitare il ritardo di quattro ore con il quale abbiamo viaggiato noi e mezza Sicilia, spalmati come il "pane cunzatu". Un treno sicuro, una freccia di nome a di fatto.

Cosenza; 30 luglio 05

Claudio Dionesalvi Loredana Caruso

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