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1. Innumerevoli sono i canti
dedicati alla Madonna o, come amano chiamarla le donne del
Sud, alla Madre di Dio. Dai canti in latino {Ave, Maris Stella
del X sec, Alma Reckmptoris Mater e Salve Regna dell’XI,
Stabat Mater del XIll, Totapulcra, etc) a quelli medioevali (XIII
sec) del Laudario 91 di Cortona, a quelli moderni, di cui
alcuni ancora oggi sulle labbra di tutti i devoti della
Vérgine {Andrò a vederla in dì, Ave Maria di Lourdes,
Dell'aurora tu sorgi più bella - parafrasi del versetto 6,10
del Cantico dei Cantici -, Mira il tuo popolo di don Lorenzo
Perosi, Noi vogliam Dio, Nome dolcissimo, O bella mia.
speranza di Sant'Alfonso de' Liguori, Sei pura, sei pia pure
di Sant'Alfonso), ai canti popolareggianti d'autore incisi su
dischi e cassette e vendute sulle bancarelle davanti ai luoghi
di culto, ai canti di tradizione orale diffusi tra le comunità
in cui è presente il culto della Vérgine invocata con questo o
quel titolo (del Carmine, del Piano, di Schiavonea, della
Catena, delle Armi, del Pollino, della Grotta, di Polsi, etc.)
rispondente, generalmente, al luogo in cui sorge la chiesetta
extra-moenia o il santuario, in cui la sacra effigie è
venerata) è possibile cogliere, tra la varietà dei temi,
alcune costanti: elogio delle virtù della Madre di Dio ed
esaltazione della sua bellezza, invocazione di protezione,
richiesta pressante di guarigione dai mali del corpo e
dell'anima, di grazie e di benedizione. Da tutti i canti
risulta evidente il rapporto di familiarità che il fedele
intrattiene con la Vergine, che è sempre Madre e che intende,
quindi, il cuore dei suoi devoti. I canti religiosi mariani
sono canti di donne, siano essi narrativi o di lode e
d'invocazione. Solo quelli dei pellegrini sono eseguiti da
devoti di entrambi i sessi, anche se predominanti sono sempre
le donne, dedicandosi gli uomini maggiormente agli strumenti
musicali (zam-pogne, ciaramelle, organetti, zufoli,
tamburelli).
In questo primo CD sono raccolti canti narrativi in forma
metrica epico-lirica (1,2,3,4) che parlano di eventi
miracolosi (protezione e salvezza di devoti, origine mitica
del culto) o che si ispirano al leggendario sacro (5, 6),
quindi canti di lode e di preghiera adattati, nei diversi
luoghi, al diverso titolo con cui la Madonna è invocata
(7-16). Chiude l'antologia un canto, in forma iterativa, di
lode e d'invocazione, il cui sviluppo è affidato
all'enumerazione progressiva delle simboliche colombe.
2.1 canti proposti vogliono essere esemplificativi della
diffusione in Calabria dd culto maria-no e del suo vario modo
di manifestarsi attraverso la parola cantata. Essi sono stati
registrati nelle occasioni (feste, processioni, novene) e nei
luoghi (case, chiese, strade, aperta campagna) più diversi con
strumenti di diversa qualità e affidabilità, in situazioni
spesso precarie. Da ciò la non eccellente qualità del suono,
la presenza di rumori di fondo e di fastidiosi disturbi (colpi
di tosse, parole, suoni esterni, colpi sul microfono, etc),
l'esecuzione incerta degli occasionali cori di donne, che
connotano in particolare alcuni brani proposti. La
giustificazione della presenza nd disco di detti brani sta nel
fatto che qui si vuoi documentare, in modo dd tutto parziale,
s'intende, lo stato attuale del canto mariano in Calabria,
escludendo da esso quel particolare tipo (perché oggetto di
altra raccolta), che i pellegrini intonano nel vari e numerosi
santuari, cappelle rurali e chiese, alla Vergine dedicati
nella nostra regione. |