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le foto del libro sono a cura dei proff:
 Giovanni Grande
Egidio Alario

La gastronomia nel territorio di Sibari
Scuola Secondaria di Primo Grado Sibari

Seguirà a cura dell'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "Luca Pacioli" Cassano Ionio
Buffet
Istituto Professionale di Stato
per i servizi Alberghieri e Ristorazione
- Sez. coord. Sibari
Esposizione prodotti
Istituto Professionale di Stato
per i servizi Alberghieri e Ristorazione
- Sez. coord. Sibari
PROGRAMMA
Alunni della Scuola Media
Danza Etnico-mediterranea
su musica di Goran Bregovich
INTRODUZIONE
Giuseppe Santino Vitola
Dirigente Scolastico Scuola Secondaria di I Grado - Sibari
SALUTI
Rosetta Console
Assessore Sport - Turismo - Spettacolo - Tempo libero della Provincia di Cosenza
Gianluca Gallo
Sindaco di Cassano Ionio
Daniela Colonna
Assessore alla cultura
INTERVENGONO
Leonardo Alario
Demoantropologo - UNICAL
"Cibo e cultura. Cibo è cultura"
Salvatore Belvedere
Dirigente tecnico
"Progetti didattici e territorio"
Francesco Fusca
Dirigente Tecnico
"La poesia dell'incontro tra i popoli ieri e oggi"
Franco Maurella
Giornalista
"Stampa e territorio"
PARTECIPANO
Agata Foti
Dirigente Scolastico
Istituto d'Istruz. Sec. Superiore
"Luca Pacioli" - Cassano Ionio
Silvana Luppino
Direttrice Nazionale Archeologico della Sibaritide
Docenti
Genitori
Alunni
Coro" Immagini sonore"
del Centro artistico - musicale " Il setticlavio"
Dir. M° Maria Risolè
Il Libro

PREFAZIONE
IL CROGIUOLO
Quando George Gissing transitò per Sibari, pare che abbia sostato presso la stazione di Buffaloria, prima di proseguire il suo viaggio lungo le rive dello Ionio.
Infatti, nel suo libro(1), egli menziona il vecchio - nuovo nome della zona pianeggiante, quasi omettendo di parlare del suo passato e non soffermandosi sulle vestigia dell'antica città dal toro retrospiciente.
Certo, Sibari era solo una tappa del suo viaggio e, forse, nell'organigramma dell'agile testo gli era sembrato "giusto" dedicarle solo qualche rigo.
Ma a noi risulta che il viaggiatore inglese non superò la piana transitando indenne nella sua storia, o almeno così abbiamo appreso da una missiva che un amico avvocato giura abbia reperito nel secretaire del suo casale di famiglia e di cui si pregiò di offrirmi copia.


Illustrissimo Luigi de La Genière
Contrada due Fiumi
Sybaris Cassanensis
Londra, 28 Dicembre 1897


Questa mia, per ringraziarLa per l'ineguagliabile ospitalità a me accordata nella sua casa durante il principio dell'autunno testé trascorso, allorché nella taverna di Buffaloria Ella ha voluto conoscere la mia persona che attendeva il treno per il prosieguo del viaggio.
Con la sua vettura abbiamo raggiunto la sua magione, sobria ma nello stesso
tempo imperiosa. Vicino scorrevano due fiumi. Nel chiarore della notte ormai illuminata dalla luna, scorgevo i monti del Pollino che coronavano la pianura, la vecchia Cassano i cui lumi tremolavano sulle prime alture, il riverbero dell'acqua salsa, la maretta dolcemente sciabordante, la sabbia illuminata dai falò dei pescatori che, dalle rive di Buffaloria a quelle di Schiavonea, affiancavano le loro barche per solcare i flutti pescosi.
Io, se mi è concesso, voglio confessarLe che lo spettacolo mi aveva lasciato trasecolato. Dio gliene renda merito, perché, vissute, quelle conoscenze avevano penetrato profondamente il mio animo.
Ma io voglio ancora ringraziarLa per quanto venne dopo. L'accoglienza della sua famiglia, dei suoi figli, dei suoi servitori, in cui tutti viveva il mondo greco che principiò il vostro nome e a cui, caro agli dei, era ogni ospite comunque giunto.
La cena fu meravigliosa.
Il vino del Monte di Cassano, di nobile aglianico nato da vitigni del sacro Olimpo, ci accompagnò per tutta la sera e la notte.
Alla luce dei lumi e delle candele passarono la lagana greca e il garum romano, il salame lucano amato da Cicerone e il pesce azzurro rubato al mare di Ulisse, gli splendidi dolci arabeggianti e il vino amabile di Krimisa antica. Un crogiuolo di gusti, un tesoro di civiltà e di etnìe che hanno lasciato la loro impronta indelebile.
Grazie di tutto.
Ho respirato la storia e i brividi dei secoli che hanno lasciato anche nei cibi la loro essenza, il loro fluido, il loro profumo.
Grazie, Esimio amico, per la strada percorsa riappropinquandoci alla stazione e per quella piccola sosta là dove s'intravedevano resti di colonne e un accenno di teatro romano che, Ella mi disse, coprivano altri muri e che, si augurava, presto qualcuno avrebbe riportato alla luce.
Grazie per le emozioni vissute intensamente nel turbinio di mille cucine e di tanti popoli che hanno solcato nel tempo la piana del Sybaris e del Coscile.
Aeterne commotus, mi ritenga profondamente obbligato.

George Robert Gissing


Io ho voluto leggere questa lettera ai miei alunni e ai miei docenti e ho raccomandato loro di ricordare che il famoso viaggiatore, anche attraverso i cibi, aveva respirato l'aria delle nostre radici, della nostra storia millenaria.
Poi rutti abbiamo deciso che sarebbe stato opportuno cercare di trasmettere tali sensazioni utilizzando studi e una pubblicazione, una pubblicazione che rivisitasse la Storia attraverso la gastronomia.
Così abbiamo fatto.
Ancora vi state chiedendo se la lettera di Gissing era originale o apocrifa? Non datevene conto. "Così è se vi pare".
 

Giuseppe Santino Vitola

1 George Robert Gissing, Sulle rive dello Ionio, EDT, Torino, 1993.

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14. Maggio.2005
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