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PREFAZIONE
IL CROGIUOLO
Quando George Gissing transitò per Sibari, pare che abbia
sostato presso la stazione di Buffaloria, prima di proseguire il
suo viaggio lungo le rive dello Ionio.
Infatti, nel suo libro(1), egli menziona il vecchio -
nuovo nome della zona pianeggiante, quasi omettendo di parlare
del suo passato e non soffermandosi sulle vestigia dell'antica
città dal toro retrospiciente.
Certo, Sibari era solo una tappa del suo viaggio e, forse,
nell'organigramma dell'agile testo gli era sembrato "giusto"
dedicarle solo qualche rigo.
Ma a noi risulta che il viaggiatore inglese non superò la piana
transitando indenne nella sua storia, o almeno così abbiamo
appreso da una missiva che un amico avvocato giura abbia
reperito nel secretaire del suo casale di famiglia e di cui si
pregiò di offrirmi copia. |
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Illustrissimo Luigi de La Genière
Contrada due Fiumi
Sybaris Cassanensis
Londra, 28
Dicembre 1897
Questa mia, per ringraziarLa per l'ineguagliabile ospitalità a
me accordata nella sua casa durante il principio dell'autunno
testé trascorso, allorché nella taverna di Buffaloria Ella ha
voluto conoscere la mia persona che attendeva il treno per il
prosieguo del viaggio.
Con la sua vettura abbiamo raggiunto la sua magione, sobria ma
nello stesso
tempo imperiosa. Vicino scorrevano due fiumi. Nel chiarore della
notte ormai illuminata dalla luna, scorgevo i monti del Pollino
che coronavano la pianura, la vecchia Cassano i cui lumi
tremolavano sulle prime alture, il riverbero dell'acqua salsa,
la maretta dolcemente sciabordante, la sabbia illuminata dai
falò dei pescatori che, dalle rive di Buffaloria a quelle di
Schiavonea, affiancavano le loro barche per solcare i flutti
pescosi.
Io, se mi è concesso, voglio confessarLe che lo spettacolo mi
aveva lasciato trasecolato. Dio gliene renda merito, perché,
vissute, quelle conoscenze avevano penetrato profondamente il
mio animo.
Ma io voglio ancora ringraziarLa per quanto venne dopo.
L'accoglienza della sua famiglia, dei suoi figli, dei suoi
servitori, in cui tutti viveva il mondo greco che principiò il
vostro nome e a cui, caro agli dei, era ogni ospite comunque
giunto.
La cena fu meravigliosa.
Il vino del Monte di Cassano, di nobile aglianico nato da
vitigni del sacro Olimpo, ci accompagnò per tutta la sera e la
notte.
Alla luce dei lumi e delle candele passarono la lagana greca e
il garum romano, il salame lucano amato da Cicerone e il pesce
azzurro rubato al mare di Ulisse, gli splendidi dolci
arabeggianti e il vino amabile di Krimisa antica. Un crogiuolo
di gusti, un tesoro di civiltà e di etnìe che hanno lasciato la
loro impronta indelebile.
Grazie di tutto.
Ho respirato la storia e i brividi dei secoli che hanno lasciato
anche nei cibi la loro essenza, il loro fluido, il loro profumo.
Grazie, Esimio amico, per la strada percorsa riappropinquandoci
alla stazione e per quella piccola sosta là dove
s'intravedevano resti di colonne e un accenno di teatro romano
che, Ella mi disse, coprivano altri muri e che, si augurava,
presto qualcuno avrebbe riportato alla luce.
Grazie per le emozioni vissute intensamente nel turbinio di
mille cucine e di tanti popoli che hanno solcato nel tempo la
piana del Sybaris e del Coscile.
Aeterne commotus, mi ritenga profondamente obbligato.
George Robert Gissing
Io ho voluto leggere questa lettera ai miei alunni e ai miei
docenti e ho raccomandato loro di ricordare che il famoso
viaggiatore, anche attraverso i cibi, aveva respirato l'aria
delle nostre radici, della nostra storia millenaria.
Poi rutti abbiamo deciso che sarebbe stato opportuno cercare di
trasmettere tali sensazioni utilizzando studi e una
pubblicazione, una pubblicazione che rivisitasse la Storia
attraverso la gastronomia.
Così abbiamo fatto.
Ancora vi state chiedendo se la lettera di Gissing era originale
o apocrifa? Non datevene conto. "Così è se vi pare".
Giuseppe Santino
Vitola |