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Nell’ambito delle manifestazioni promosse dall’Amministrazione
Comunale in occasione delle feste natalizie, mercoledì, 28
dicembre, Leonardo R. Alario ha intrattenuto, con perizia di
consumato conoscitore della parola, un numeroso e scelto
pubblico con la lettura di poesie dedicate a Cassano da alcuni
poeti nostri concittadini, i quali, viventi in città o emigrati
all’estero, hanno avvertito urgente il bisogno insopprimibile di
cantare la propria terra, a volte mitizzandola, a volte
descrivendola nella sua realtà storica, ma sempre intuendone i
sottili processi di crisi come di crescita e decantandone
risorse naturali e culturali.
Al canto nostalgico dei poeti emigrati si contrappone quello
dolente e, spesso, risentito dei poeti residenti, soprattutto di
quelli giovani, i quali avvertono il disagio di una crisi
d’identità, che non accettano, richiamandosi agli antichi
splendori di una città maestra di buoni studi e di elevata
cultura. Le poesie lette da Leonardo R. Alario e commentate
puntualmente sono state quelle di Vincenzo Adduci, cassanese
d’elezione, farmacista e avvocato, poeta dolente vigoroso
insieme; di Battista Alario, docente di filosofia, musicista,
poeta pensoso dedito alla ricerca del vero volto di Cassano;
Domenico Alario, giovane studente di Sociologia, che, lontano
dalla sua terra, non avendo sperimentato ancora il cuore degli
uomini, sogna la sua terra come una giovane donna, a cui tutto
ha donato, rivelandosi poeta delicato; Gino Bloise, il poeta
delle lotte contadine e dell’impegno politico, senatore della
Repubblica e sindaco di Cassano più volte; Achille Di Giacomo,
giornalista inviato speciale e redattore della pagina culturale
di più quotidiani, poeta delle atmosfere tenere e delicate, che
sa cogliere nei personaggi e nei miti e nei riti tradizionali il
volto della sua lontana città; Gustavo Falbo, il poeta
farmacista emigrato in Brasile, dove si afferma come
professionista e come promotore culturale, che vive con l’umico
tormento di non poter tornare nella terra nativa; Giovanni
Battista Graziadio, giornalista, che dedica a Cassano la sua
poesia fatta di struggente desiderio che la sua terra ritorni a
parlare ai suoi figli in attesa; Franco Leone, il poeta
nascosto, che tiene per sé poesie segnate dall’indignatio per il
degrado socio-culturale della città e, al contempo, sostenute
dalla speranza tenace che la ripresa ci sarà sol che lo si
voglia; Pino Lombardi, il tecnico emigrato in America, che
conosce il successo professionale e culturale, e che sogna,
comunque i luoghi e le persone del suo paese, soprattutto la
torre dell’orologio emblema dell’identità stessa del popolo
cassanese; Michele Miani, il giovane partito presto dalla sua
terra, di cui canta persone, avvenimenti, luoghi con tenera
passione; Mons. Francesco Pennini, studioso di cose patrie e
poeta lirico intimista di fine delicatezza; Giuseppe Selvaggi,
poeta mediterraneo attento ai movimenti culturali mittleuropei,
nella cui poesia, eminentemente lirica, si legge lo struggente
amore per Cassano; Giuseppe Tròccoli, il critico letterario,
narratore e poeta, che sa unire visione mitica della sua
Lauropoli e concretezza storica di situazioni e personaggi.
Leonardo R. Alario ha letto, infine, due sue poesie, una in
dialetto, rivolta, in forma di lettera, a un artista cassanese
emigrato per dirgli lo struggimento nostalgico dell’emigrato per
la sua terra, e l’altra, in forma di preghiera rivolta dai
Cassanesi a Gesù Bambino, perché illumini e indichi la giusta
strada della salvezza a tutti noi.
Il commento musicale è stato curato da Battista Alario,
chitarrista di vaglia, il quale ha eseguito, negli intervalli,
tre avvincenti brani di sua composizione, deliziando i presenti.
Da rilevare la garbata e puntuale presentazione di Sabrina
Papasso, giovane avvocato, che ha dato un saggio di sicura
padronanza della situazione, nonostante fosse alla sua prima
prova.
Sono stati presenti il Sindaco della Città, Gianluca Gallo,
l’assessore comunale Carmela De Rose, il consigliere provinciale
Luigi Garofalo.
La
Redazione |