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Sabato 13 Agosto 2004

Mormanno –  Il cardinal Tonini: <<Il Meridione e la Calabria possono rinascere a nuova vita, purchè mettano da parte i piagnistei e sviluppino inventiva e creatività>>.


Il sud afflitto da mille mali e problemi ha in sé le forze, le risorse e le energie che portano alla rinascita. Servono però un briciolo d’inventiva e creatività. <<Magari prendendo esempio dai romagnoli, che chissà cosa farebbero delle vostre stupende spiagge>>.
È una battuta, ma rende il senso. Chi parla è Ersilio Tonini, cardinale di Santa romana Chiesa e mente pensante del cattolicesimo contemporaneo. Ospite della Diocesi di Cassano, il cardinale arriva a Mormanno, nei saloni del seminario, per discutere del presente e soprattutto del futuro con chi accetta l’invito al confronto. È di sabato: in sala si ritrovano diversi parroci, molti adolescenti, il primo cittadino mormannese, Gianluca Grisolia, ed i tenenti Andrea Franzoso e Giorgio Feola in rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri. Poi, ancora, esponenti del mondo universitario e dell’associazionismo, ed un folto drappello di cronisti. Con loro, affiancato dal vescovo monsignor Domenico Graziani, Tonini intreccia una fitta e lunga conversazione, che diventa l’emblematica sintesi di un ben più articolato pensiero.
Il cardinale, novantenne ma energico quanto e forse più d’un ragazzino, prima d’iniziare chiama vicino a sé un altro ragazzino. Si chiama Alessandro: sarà il simbolo della mattinata. <<Perché è ai giovani>>, taglia corto il cardinale, <<che dobbiamo parlare se si vuol avere futuro>>. L’ex assessore provinciale Adelaide Maradei, madrina dell’iniziativa, avvia e coordina la discussione che poi camminerà sulle proprie gambe, con la forza della parola. Il dialogo a più voci, infarcito di citazioni filosofiche e storiche, spazia dalla politica all’economia, senza trascurare l’etica e la morale e, ovviamente, la religione e la fede.
Spunti da una riflessione. Si parte dalla politica. <<La democrazia – dice Tonini – è un dono enorme, anche se a volte si trasforma in dittatura. L’uomo politico deve essere un martire, pronto ai più grandi sacrifici. Serve coraggio, ma anche un buon gruppo di collaboratori: la critica aiuta a non sbagliare>>. Quasi l’esatto contrario, nota qualcuno con un sorriso, di quel che oggi accade. <<I partiti – commenta il cardinale – sono il sale della democrazia, ma sono oggi ridotti al rango di organismi che seguono uomini dotati di carisma. È un errore immenso: non occorrono più certezze né saldi convincimenti. Basta un capo>>. Una degenerazione, sottolinea Tonini, dovuta al prevalere <<dell’io sul noi, dell’individualismo sulle ragioni della collettività>>. Un modello di vita, in cui <<il potere è detenuto da individualisti sfrenati>>, esaltato <<dalla televisione che ci rimbecillisce e da un sistema dell’informazione che, a volte, fa coincidere la propria funzione con il servizio da rendere ad un qualche signore>>. E per non perdere l’aggancio all’attualità, arriva anche una battuta sul caso Bankitalia e sul contenuto delle intercettazioni apparse sui giornali. <<Quelle intercettazioni saranno pure discutibili nel metodo – chiosa Tonini – ma mettono in luce una realtà sconcertante: lo sviluppo del nostro Paese è in buona parte affidato ad avventurieri>>. C’è poi spazio per l’etica, con un largo accenno alle questioni sollevate dal recente referendum in materia di fecondazione assistita. <<Con la gnomica, quando sarà possibile selezionare e scegliere i geni>>, afferma il cardinale romagnolo, <<si potrà scegliere quali figli avere. S’andrà così verso la creazione d’un’altra specie, d’un uomo che no sarà più quello di prima>>. In un mondo che pare andare all’incontrario, il Tonini battagliero annuncia il proprio impegno, a dispetto della veneranda età. <<Sono questi – dice – i motivi che mi spingono ad essere preoccupato dell’avvenire delle future generazioni. Mi restano pochi anni di vita, ma vorrei averne ancora tanti per continuare a parlare ai giovani. Le coscienze vanno illuminate e svegliate dal torpore>>. E lui, che rivela di sognare <<una coscienza europea>>, prova a svegliare anzitutto le menti della gente di Calabria. <<Il sud ha risorse e capacità per emergere – afferma – ma deve tirar fuori la fantasia e la voglia di sognare. Non ci si può soltanto piangere addosso>>. Chi interviene concorda e si stringe attorno all’idea. <<Le parole del cardinal Tonini – riassume bene il vescovo di Cassano, monsignor Graziani – dimostrano come il sud non sia una questione, ma un pensiero>>. <<Un pensiero che è ormai parte di me>>, ribatte lesto e sorridente Sua Eminenza stampando un bacio affettuoso sulla guancia di Alessandro: la conversazione finisce, il dialogo continua.

Gianpaolo Iacobini

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