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Ha uno statuto ed un regolamento. È aperto alla partecipazione
di tutti, soprattutto i piccoli proprietari. Punta a gestire in
proprio le opere di urbanizzazione ed i servizi primari del
villaggio turistico. E’ il consorzio “Sibari città del mare”. Da
ieri ufficialmente candidato a governare il futuro di Marina di
Sibari.
Il nascituro ente viene presentato di domenica, in piazza “Rosa
dei venti”. Al battesimo assistono centinaia di persone. Davanti
a loro, i cronisti. Che pongono domande cui dà risposta Liborio
Piscitelli: già assessore municipale ai tempi della giunta
Senise, è oggi il presidente del comitato promotore del
consorzio. Non ci sono infatti organismi già definiti. <<Quelli
verranno dopo l’approvazione del bilancio consuntivo del 2006>>,
e dunque nell’estate del 2007, precisa Piscitelli. Fino ad
allora, resterà in sella il comitato. Guidato, recitano il
regolamento e l’atto costitutivo, da un consiglio
d’amministrazione composto da dieci consiglieri, cui
s’aggiungono il vicepresidente, Giuseppe Arena, nonché il
tesoriere Cosmo Alfieri ed il segretario Pasquale Tricoci.
Si comincia dalla questione principe: per operare, il consorzio,
che non vuole alcun legame con il suo predecessore, miseramente
indotto al fallimento a metà degli anni ’80, ha bisogno che
qualcuno gli ceda le opere da gestire: acquedotto, fogne, strade
ed altro ancora. Facile, non fosse che, trent’anni dopo, nessuno
può dire con certezza chi ne siano i proprietari. <<Potremmo
chiedere l’affidamento temporaneo delle reti al Comune –
puntualizza Piscitelli – oppure attendere che sulla vicenda si
esprima con chiarezza, il 18 ottobre prossimo, il Consiglio di
Stato>>. Nel frattempo, si inizierà a lavorare, intensificando i
contatti istituzionali. <<Incontreremo presto i capigruppo
consiliari di maggioranza ed opposizione, il presidente del
consiglio ed il sindaco. Solleciteremo tutti ad aderire ad
un’iniziativa che rappresenta l’unica via d’uscita dalla
crisi>>. Progetti: <<Puntiamo prioritariamente alla
realizzazione, entro l’estate del 2006, della rete idrica,
dotata di potabilizzatore: vogliamo che nelle nostre case giunga
finalmente acqua potabile>>. Costo dell’opera e di altri
interventi collaterali ma utili a rimettere in sesto il
villaggio, afferma Piscitelli, <<tra i sette ed i dieci milioni,
in parte garantiti dalla compartecipazione di importanti gruppi
di caratura nazionale>>. Dal generale al particolare: <<La quota
contributiva annua dovrebbe attestarsi tra i 400 ed i 600
euro>>. A cosa serviranno? A pagare l’acquedotto, anzitutto. <<E
poi i servizi primari, tranne quelli gestiti dal Comune, che
però potrebbe girarci parte dei tributi incassati, ad esempio il
20% della tassa sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi
urbani>>. Quesito: s’aderirà al consorzio su base volontaria?
<<Propendiamo per l’adesione obbligatoria, sulla scorta dei
principi giuridici in tema di comunione dei beni>>, taglia corto
Piscitelli, prima di sottolineare tuttavia come, <<per evitare
che qualcuno potesse condizionare l’assemblea, è stato previsto
che i voti saranno distribuiti non secondo i millesimi
posseduti, bensì uno a cranio>>. Faranno comunque eccezione a
tale impostazione i criteri di ripartizione delle spese.
Il sole che tramonta segna la fine dei lavori. In molti
vorrebbero prendere la parola, ma la richiesta non viene accolta
dai promotori dell’incontro. Si chiude tra i mugugni del
pubblico, con l’appello finale. <<Questo è l’ultimo treno>>,
ripete Piscitelli. <<Cerchiamo di non perderlo. Mi rivolgo anche
agli amministratori comunali ed all’assemblea consiliare: ci
sostengano. Garantiremo trasparenza e, soprattutto, indipendenza
dai gruppi di potere>>.
Attese con ansia ed urgenza le determinazioni di merito: in caso
di mancato riconoscimento formale da parte del Municipio entro
il 31 dicembre prossimo, il consorzio si scioglierà
automaticamente.
Gianpaolo Iacobini
Gianpaolo Iacobini |