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Lunedì 22 Agosto 2005

Sibari –  Il caso. La Provincia critica il Comune. Ed è polemica in piazza.

Il furore. Sarebbe dovuto rimanere circoscritto al divertimento. È invece tracimato in politica, tra lo stupore e l’irritazione di migliaia di persone. Con una polemica che potrebbe avere serie ripercussioni sulle relazioni diplomatiche ed istituzionali tra la Provincia di Cosenza ed il Comune di Cassano.
Il racconto ha per sfondo la piazza “Rosa dei venti”, a Marina di Sibari. E’ di sabato sera. Nell’agorà gremita all’inverosimile, va in scena lo spettacolo itinerante “Il furore dell’estate”, affidato alla conduzione di Alessandro Greco e Beatrice Bocci e promosso dall’assessorato provinciale allo spettacolo, diretto da Rosetta Console. A metà dell’opera, sul proscenio compare l’assessore Console. Ai saluti e ringraziamenti di rito, s’aggiunge un duro attacco politico nei confronti del Comune di Cassano. Reo, secondo l’assessore, <<di trascurare i gravi problemi vissuti dalla collettività>> e, in particolare, di non aver saputo porre un freno al degrado di Marina. <<Il sindaco è inesistente>>, incalza la Console. Poi, la richiesta al mago Nemo, che di lì a poco si sarebbe esibito, di provare a tirar fuori lui dal cilindro <<l’inesistente>> primo cittadino.
Nella folla, catapultata controvoglia nell’agone politico, prevalgono incredulità e smarrimento. Qualcuno applaude, altri fischiano. In molti rumoreggiano cupi. Il consigliere provinciale Luigi Garofalo, che prende la parola dopo l’assessore, si tiene lontano mille miglia dallo scontro. <<Io sono per la concertazione istituzionale>>, taglierà corto qualche minuto più tardi con i giornalisti. Intanto, però, si consuma il colpo di teatro. Il sindaco, insieme alla moglie confuso tra la gente, esce dall’anonimato e sale sul palco. In carne ed ossa, visibilmente infastidito, agitando ironicamente le mani davanti agli occhi dell’assessore Console come a dire: guarda che esisto. Ed al microfono afferma: <<Esisto. E sostengo che sia meglio vivere come si vive oggi che non piuttosto come in passato, quando si è vissuti ed esistiti sfasciando un intero paese>>.
Non c’è tempo né modo per replicare o aggiungere altro: lo spettacolo deve continuare. E ripreso per mano da Greco e dalla Bocci, continua. La polemica pure, al riparo delle quinte. Come finirà?

Gianpaolo Iacobini

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