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Il furore. Sarebbe dovuto rimanere circoscritto al divertimento.
È invece tracimato in politica, tra lo stupore e l’irritazione
di migliaia di persone. Con una polemica che potrebbe avere
serie ripercussioni sulle relazioni diplomatiche ed
istituzionali tra la Provincia di Cosenza ed il Comune di
Cassano.
Il racconto ha per sfondo la piazza “Rosa dei venti”, a Marina
di Sibari. E’ di sabato sera. Nell’agorà gremita
all’inverosimile, va in scena lo spettacolo itinerante “Il
furore dell’estate”, affidato alla conduzione di Alessandro
Greco e Beatrice Bocci e promosso dall’assessorato provinciale
allo spettacolo, diretto da Rosetta Console. A metà dell’opera,
sul proscenio compare l’assessore Console. Ai saluti e
ringraziamenti di rito, s’aggiunge un duro attacco politico nei
confronti del Comune di Cassano. Reo, secondo l’assessore, <<di
trascurare i gravi problemi vissuti dalla collettività>> e, in
particolare, di non aver saputo porre un freno al degrado di
Marina. <<Il sindaco è inesistente>>, incalza la Console. Poi,
la richiesta al mago Nemo, che di lì a poco si sarebbe esibito,
di provare a tirar fuori lui dal cilindro <<l’inesistente>>
primo cittadino.
Nella folla, catapultata controvoglia nell’agone politico,
prevalgono incredulità e smarrimento. Qualcuno applaude, altri
fischiano. In molti rumoreggiano cupi. Il consigliere
provinciale Luigi Garofalo, che prende la parola dopo
l’assessore, si tiene lontano mille miglia dallo scontro. <<Io
sono per la concertazione istituzionale>>, taglierà corto
qualche minuto più tardi con i giornalisti. Intanto, però, si
consuma il colpo di teatro. Il sindaco, insieme alla moglie
confuso tra la gente, esce dall’anonimato e sale sul palco. In
carne ed ossa, visibilmente infastidito, agitando ironicamente
le mani davanti agli occhi dell’assessore Console come a dire:
guarda che esisto. Ed al microfono afferma: <<Esisto. E sostengo
che sia meglio vivere come si vive oggi che non piuttosto come
in passato, quando si è vissuti ed esistiti sfasciando un intero
paese>>.
Non c’è tempo né modo per replicare o aggiungere altro: lo
spettacolo deve continuare. E ripreso per mano da Greco e dalla
Bocci, continua. La polemica pure, al riparo delle quinte. Come
finirà?
Gianpaolo Iacobini |