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Sarà
intitolato allo scomparso senatore Gino Bloise il plesso delle
scuole elementari di via Giovanni Amendola, a Cassano centro. Lo
ha deciso il consiglio del Primo circolo didattico, diretto da
Antonio Di Matteo. <<Bloise – ricorda Di Matteo – fu per anni
docente delle scuole elementari cassanesi, distinguendosi per la
sperimentazione di procedure e tecniche d’insegnamento ispirate
all’allora famoso attivismo educativo di provenienza americana.
È stato inoltre personalità multiforme>>.
Ne è del resto testimonianza la sua vita: Luigi Bloise, detto
Gino, nasce il 16 marzo del 1926 a Cassano, in una casa del
rione “Paddice”. A quindici anni è tra le punte di diamante
dell’Azione Cattolica, a venti in prima fila nella battaglia per
la Repubblica. A guerra finita s’iscrive al Psi. La sfida per la
democrazia, sviluppata attraverso la lotta per le terre,
s’affianca alla rivoluzione culturale: i giornalini locali, come
d’incanto, fioriscono in un paese che non sa né leggere né
scrivere. Il motore di tutto è lui: Gino Bloise. I lavoratori lo
sostengono, gli agrari lo avversano: alla fine di ogni comizio
c’è una notte da passare dietro le sbarre. Non basta ad
arrestare il corso della storia. Arrivano le prime vittorie,
sociali ed elettorali: s’apre la pagina repubblicana di Cassano.
Nel 1962 Bloise viene eletto sindaco. Lo sarà per altri 15 anni.
Nel 1968, in tasca una laurea in pedagogia ed in testa sogni
conditi con il pragmatismo di chi ha conosciuto la miseria dei
popoli, approda a Palazzo Madama: senatore. Vi resterà per due
legislature, membro della Commissione di Vigilanza Rai e
vicepresidente della Commissione Pubblica Istruzione.
Passano gli anni della contestazione, ed il Bloise sindaco è
sempre sulla scena nazionale. Non più da parlamentare, ma da
scrittore e, negli anni ’80, da vice presidente della Cassa di
Risparmio. La nuova avventura finisce all’alba di un mattino del
1987. L’ex senatore viene arrestato con l’accusa di peculato, ma
in pochi giorni riacquista libertà ed onore: la Cassazione lo
tira fuori dalle secche dell’inchiesta, restituendogli
l’innocenza violata. Chiusa bene ed in fretta la parentesi
giudiziaria, il senatore rosso si rifugia a Roma. A ricoprire la
carica di segretario dell’istituto “Fernando Santi”, a dirigere
la rivista “Avanti nel mondo”, a coltivare il suo amore: la
poesia. Gli stornelli della gioventù vengono raccolti e dati
alle stampe. I sentimenti in versi dialettali dedicati all’amata
Cassano pure. La consacrazione giunge nel 1997, quando il
presidente del Senato, Nicola Mancino, presenta in aula la
raccolta “Poesia al Senato”. Accanto ad altri tre senatori
illustri poeti, quali Eugenio Montale, Franco Antonicelli e
Carlo Levi, c’è anche lui, Gino Bloise da Cassano.
Il 6 giugno 2001 la parabola terrena del cantastorie si chiude.
Ai funerali accorrono a migliaia: Cassano ama, forse odia, ma
rispetta e non dimentica. Nel 2003 gli dedicano l’aula
consiliare, nel 2005 un intero plesso scolastico. <<E’ il Bloise
educatore – sottolinea Di Matteo – che attira il nostro
interesse, anche se il suo impegno politico va letto come
prosieguo dell’impegno educativo. La sua opera formativa ha
rappresentato un momento di rottura in una realtà soffocante e
l’avvio di un futuro di liberazione per le generazioni che a lui
furono affidate>>. E che ora, a distanza di tempo, continuano a
ricordarlo.
Gianpaolo Iacobini |