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«FORSE (la prudenza è d'obbligo) si sono riaperte le speranze
per giungere all'istituzione della sesta provincia calabrese».
Lo scrive Angelo Capparelli, coordinatore del Comitato
pro-provincia Sibari-Castrovillari. «Non è più tollerabile -
scrive- che in Italia continui ad esistere una Provincia come
quella di Cosenza estesa quanto tutta la Regione Liguria».
Secondo Capparelli bisogna «unire le due proposte di legge che
giacciono in parlamento (quella per la provincia di
Castrovillari e quella per la provincia di Sibari) elaborando
finalmente un'unica proposta di legge». Il coordinatore del
comitato nato nell'agosto di tre anni fa cita il varo di tre
nuove province (Fermo, Monza Brianza e Bat - Barletta Andria
Trani) ed esempi altrettanto poisitivi e ancora più rodati come
Pesaro-Urbino, Carbonia-Iglesias e Olbia-Tempio Pausania. Il
problema, spiega Capparelli, non è il nodo «stucchevole« del
capoluogo. Poi un rapido excursus delle vicende castrovillaresi
(la delibera del 2004 sull'unificazione e il seguente "blocco")
fino ai «passi avanti» di questi giorni «nella costruzione di
una Provincia con due capoluoghi (Sibari e Castrovillari).
«Purtroppo - conclude Capparelli - si sono persi tre anni» ma
«la provincia è indispensabile per lo sviluppo della zona della
Sibaritide-Pollino perché costituisce uno strumento essenziale
di "governo del territorio"» da parte di popolazioni finora
marginalizzate.
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