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Giovedì 28 Aprile 2005

Cassano – Cassano e Lauropoli riscoprono i propri figli caduti nel settembre del ‘48 - Quelli eroi dimenticati di Cefalonia.


Il film trasmesso dalla RAI sui Caduti di Cefalonia ha rispolverato una pagina eroica e allo tempo dolorosa e triste per le due comunità di Cassano e Lauropoli. Cassano, infatti, ha (ri)scoperto che alcuni suoi figli erano lì, a Cefalonia, e sono caduti fucilati dai nazisti il 24 settembre 1943. La testimonianza documentale si evince dagli atti dello stato civile che il responsabile del servizio, Franco Sarubbo, con grande premura ha mostrato ai rappresentanti locali della stampa unitamente a una pubblicazione introvabile, il volume edito da Mursia, L’eccidio di Cefalonia, 1968, pubblicato da Padre Romualdo Formato, ordinato sacerdote nell’ottobre 1906, originario di Svignano Irpino, in provincia di Avellino, che è stato cappellano col grado di tenente, nel 33° reggimento artiglieria. Nei registri anagrafici è stato annotato che il capitano Giuseppe Di Giacomo è stato eliminato per morte a Cefalonia il 24 settembre 1943. Fucilato dai tedeschi. La testimonianza sugli altri militari fucilati la troviamo nel libro di padre Formato che ricorda , oltre al cap. Di Giacomo, i soldati Giuseppe Alario e Domenico Ferrari di Lauropoli, Salvatore Forestieri di Cassano. I quattro militari cassanesi erano in forza alla divisione “Acqui” che ha combattuto in Grecia, a Cefalonia appunto, fino al giorno dell’armistizio con gli americani, quando i tedeschi li volevano disarmare il capitano Di Giacomo e suoi uomini si rifiutarono, non solo, ma rifiutarono anche di travestirsi e darsi alla fuga. Padre Romualdo Formato nel suo volume così ricorda quegli avvenimenti: “Il capitano Di Giacomo comandava la 361.ma batteria del 188° gruppo. Era giunto nella primavera col suo bel gruppo che, scherzosamente, era chiamato “il gruppo dei secchioni” per il reclutamento dei suoi uomini, tutti anziani. Ma fu il gruppo che destò maggior stupore e massima ammirazione durante i sette giorni del combattimento. Il capitano Di Giacomo aveva legato con me affettuosa amicizia. Nel 1938 avevo trascorso la settimana santa nella sua Calabria, dove avevo conosciuto il vescovo della diocesi mons. Barbieri.” La notizia, vecchia di oltre mezzo secolo, ha destato stupore e amarezza per il sacrificio della vita offerto da alcuni concittadini in nome degli ideali di patria, libertà e democrazia. Una dimenticanza della terra di origine che in molti vorrebbero colmare e rimediare per tributare un degno omaggio alla memoria, assumendo magari idonee iniziative come intitolare una strada ai Caduti di Cefalonia, un targa marmorea che ne perpetui il ricordo alla future generazioni, o comunque qualcosa altro. Intanto anche il sindacato della CGIL di Cassano, nella persona di Nino Rubini, ha espresso forte ammirazione per coloro che col sacrificio della propria vita hanno contribuito alla conquista delle fondamentali libertà. “L’identità storica di una collettività va conservata. Coloro che si sono immolati nel nome della patria, della libertà e dell’uguaglianza –ha affermato Rubini- vanno ricordati e citati ad esempio. Contrariamente a quanto in genere si è portati a ritenere, la Liberazione del paese dall’oppressore nazi-fascista non è stata soltanto opera dei partigiani attivi nel nord Italia, ma anche nelle nostre regioni meridionali vi sono stati uomini valorosi che per la democrazia non hanno esitato a morire. Nell’apprendere dell’eroismo dei soldati di Cassano e Lauropoli mi sono emozionato. Quegli uomini sono la parte migliore di questa comunità spesso infangata dalla crisi presente.” Anche il sindaco Gianluca Gallo, a nome della giunta e del consiglio comunale, ha dichiarato che l’Amministrazione comunale intenderà promuovere tutte le opportune iniziative che possano degnamente onorare la memoria dei nostri caduti trucidati a Cefalonia, non appena sarà completata la ricognizione e la documentazione sufficiente per accertare se vi siano stati altri cittadini fucilati a Cefalonia, attingendo informazioni anche presso gli archivi dei Ministeri dell’Interno e della Difesa.

Martino Zuccaro

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