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Venerdì 1 Aprile 2005

Cassano – Caso Stombi: definite procedure e competenze.


Lo Stombi, inteso come canale che unisce al mare aperto il porto turistico sibarita, esiste da più d’un quarto di secolo. Soltanto ieri, però, è stata delineata la probabile procedura politica, amministrativa e gestionale che dovrebbe servire a garantirne la navigabilità. Un solo spartito per un concerto di competenze e responsabilità. Suona più o meno così: il Consorzio di bonifica garantirà il deflusso delle acque. La Regione Calabria dichiarerà il canale d’interesse pubblico, stanziando fondi per assicurarne la navigabilità. Per la quale sarà necessario una concessione, che il Comune cederà al soggetto, pubblico o privato, interessato a detenerla. Postilla: in assenza di tale atto concessorio, non sarà possibile spostare neppure un granello di sabbia.
Ci sono svolte che fanno la storia. Questa è, semplicemente, la cronaca di una conferenza di servizi che non soddisfa tutti, ma che almeno regala un po’ di chiarezza. Comincia con la segnalazione dei partecipanti: il Comune di Cassano, il Compartimento marittimo di Crotone, la Tenenza dei Carabinieri, gli assessorati regionali al demanio, lavori pubblici ed ambiente, il Consorzio di bonifica “Sibari – Crati”, la Provincia di Cosenza, i sindacati, un vasto assortimento di partiti e capigruppo consiliari. Tra i presenti, l’assessore regionale al demanio, Raffaele Mirigliani. È lui ad aprire i lavori. <<Sono qui – esordisce – in rappresentanza del presidente della giunta regionale. Siamo impegnati a fornire il nostro leale apporto per risolvere un problema che non può rimanere insoluto>>.
S’apre il dibattito. Nel mare degli interventi incrociati, galleggiano i nodi irrisolti. Il primo: la Regione Calabria si dice pronta a dichiarare lo Stombi <<canale d’interesse pubblico>>. In che modo? <<Con comunicazione ufficiale del presidente Chiaravalloti>>, propone Mirigliani. <<Non basta>>, obiettano altri, come la Provincia, che reclama un decreto. Ribatte l’assessore: <<Per emanare un decreto, serve una norma che consenta l’esercizio di siffatto potere. Noi riteniamo che tale norma non esista. Se qualcuno ce la segnala, siamo pronti ad applicarla>>.
Tra dubbi e perplessità, si procede oltre. Il Consorzio di bonifica giura d’essere pronto a fare la propria parte per garantire il deflusso delle acque e saldare le pendenze arretrate con l’Erario. Resta l’insormontabile scoglio: la navigabilità. Gli ottimisti pensano che dopo la dichiarazione della Regione sarà cosa fatta. E invece no, obietta la Capitaneria di Porto, codici alla mano. Servirà comunque una concessione. Per avviare i lavori di disinsabbiamento e gestire poi il canale ai fini della navigabilità, con correlati oneri ed onori. Il potere concessorio è nelle mani del Comune, convengono Provincia, Regione e Capitaneria. Altro quesito: a chi cedere la concessione? Riservarla al Municipio, oppure girarla ad un soggetto privato, che tuttavia non s’è fatto ancora vivo?
Gira e rigira, scocca l’ora di pranzo. Tra tramezzini ed acqua minerale, si inseguono mediazioni e soluzioni che però non maturano. Si chiude nel pomeriggio. La riunione viene aggiornata, ma a data da destinarsi. L’unica certezza è che il Consorzio farà quel che ha annunciato. La Regione, nel giro di una settimana, dichiarerà lo Stombi canale d’interesse pubblico. Infine, toccherà al Comune e ad eventuali privati intenzionati a gestire e manutenere il canale, tramite l’ormai famosa concessione.
Se ne riparlerà non si sa bene quando. Comunque presto. Appena si farà avanti chi avrà deciso d’assumersi la responsabilità di gestire lo Stombi ed assicurarne la sicurezza in tema di navigazione.

Gianpaolo Iacobini

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