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Lo
Stombi, inteso come canale che unisce al mare aperto il porto
turistico sibarita, esiste da più d’un quarto di secolo.
Soltanto ieri, però, è stata delineata la probabile procedura
politica, amministrativa e gestionale che dovrebbe servire a
garantirne la navigabilità. Un solo spartito per un concerto di
competenze e responsabilità. Suona più o meno così: il Consorzio
di bonifica garantirà il deflusso delle acque. La Regione
Calabria dichiarerà il canale d’interesse pubblico, stanziando
fondi per assicurarne la navigabilità. Per la quale sarà
necessario una concessione, che il Comune cederà al soggetto,
pubblico o privato, interessato a detenerla. Postilla: in
assenza di tale atto concessorio, non sarà possibile spostare
neppure un granello di sabbia.
Ci sono svolte che fanno la storia. Questa è, semplicemente, la
cronaca di una conferenza di servizi che non soddisfa tutti, ma
che almeno regala un po’ di chiarezza. Comincia con la
segnalazione dei partecipanti: il Comune di Cassano, il
Compartimento marittimo di Crotone, la Tenenza dei Carabinieri,
gli assessorati regionali al demanio, lavori pubblici ed
ambiente, il Consorzio di bonifica “Sibari – Crati”, la
Provincia di Cosenza, i sindacati, un vasto assortimento di
partiti e capigruppo consiliari. Tra i presenti, l’assessore
regionale al demanio, Raffaele Mirigliani. È lui ad aprire i
lavori. <<Sono qui – esordisce – in rappresentanza del
presidente della giunta regionale. Siamo impegnati a fornire il
nostro leale apporto per risolvere un problema che non può
rimanere insoluto>>.
S’apre il dibattito. Nel mare degli interventi incrociati,
galleggiano i nodi irrisolti. Il primo: la Regione Calabria si
dice pronta a dichiarare lo Stombi <<canale d’interesse
pubblico>>. In che modo? <<Con comunicazione ufficiale del
presidente Chiaravalloti>>, propone Mirigliani. <<Non basta>>,
obiettano altri, come la Provincia, che reclama un decreto.
Ribatte l’assessore: <<Per emanare un decreto, serve una norma
che consenta l’esercizio di siffatto potere. Noi riteniamo che
tale norma non esista. Se qualcuno ce la segnala, siamo pronti
ad applicarla>>.
Tra dubbi e perplessità, si procede oltre. Il Consorzio di
bonifica giura d’essere pronto a fare la propria parte per
garantire il deflusso delle acque e saldare le pendenze
arretrate con l’Erario. Resta l’insormontabile scoglio: la
navigabilità. Gli ottimisti pensano che dopo la dichiarazione
della Regione sarà cosa fatta. E invece no, obietta la
Capitaneria di Porto, codici alla mano. Servirà comunque una
concessione. Per avviare i lavori di disinsabbiamento e gestire
poi il canale ai fini della navigabilità, con correlati oneri ed
onori. Il potere concessorio è nelle mani del Comune, convengono
Provincia, Regione e Capitaneria. Altro quesito: a chi cedere la
concessione? Riservarla al Municipio, oppure girarla ad un
soggetto privato, che tuttavia non s’è fatto ancora vivo?
Gira e rigira, scocca l’ora di pranzo. Tra tramezzini ed acqua
minerale, si inseguono mediazioni e soluzioni che però non
maturano. Si chiude nel pomeriggio. La riunione viene
aggiornata, ma a data da destinarsi. L’unica certezza è che il
Consorzio farà quel che ha annunciato. La Regione, nel giro di
una settimana, dichiarerà lo Stombi canale d’interesse pubblico.
Infine, toccherà al Comune e ad eventuali privati intenzionati a
gestire e manutenere il canale, tramite l’ormai famosa
concessione.
Se ne riparlerà non si sa bene quando. Comunque presto. Appena
si farà avanti chi avrà deciso d’assumersi la responsabilità di
gestire lo Stombi ed assicurarne la sicurezza in tema di
navigazione.
Gianpaolo Iacobini |