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<<Pochi giorni, e sbroglieremo la matassa>>. S’erano lasciati
con questo impegno, dieci giorni fa, i partecipanti alla
conferenza di servizi convocata per far luce sul destino del
canale che lega al mare aperto il porto turistico sibarita. In
quell’occasione, per la prima volta, nell’arco di un quarto di
secolo, con certosina precisione, si tracciò il percorso da
seguire per centrare l’obiettivo minimo della navigabilità del
dispettoso rigagnolo. Si convenne: il Consorzio di bonifica
“Sibari – Crati” avrebbe provveduto a regolarizzare le pendenze
arretrate ed a ribadire l’impegno per garantire il deflusso
delle acque. La Regione Calabria, dal canto suo, avrebbe
dichiarato, con una comunicazione formale, la pubblicità dello
Stombi. Infine, il Comune di Cassano avrebbe rilasciato la
concessione per la navigabilità del canale al soggetto
richiedente.
Dieci giorni dopo, a finire in cronaca è il niente. Si comincia,
doverosamente, con la sola certezza disponibile: il calvario dei
dipendenti dei Cantieri nautici, da mesi soggetti ad un regime
di cassa integrazione ordinaria non ancora formalmente iniziato
e che presto comunque scadrà, schiudendo la via ai
licenziamenti. Domani pomeriggio, nella sede dell’Assindustria a
Cosenza, si terrà un incontro tra la Cgil, che quei lavoratori
rappresenta, ed i vertici aziendali dei Cantieri nautici.
All’ordine del giorno, conferma la Camera del lavoro di Cassano,
<<l’esame della situazione attuale e delle prospettive future>>.
Per il resto? Buio pesto. S’attendeva, per gli inizi della
settimana appena trascorsa, la comunicazione con cui la Regione
Calabria avrebbe dovuto dichiarare lo Stombi canale d’interesse
pubblico. <<Noi non abbiamo ancora ricevuto alcunché>>, si
limita a commentare Palazzo di città. Fa il controcanto la Cgil:
<<Non siamo disposti ad aspettare oltre. In gioco ci sono i
destini d’un territorio e, nell’immediato, di una decina di
famiglie>>. In realtà, spiega chi sa, la partita che si starebbe
giocando sulla scacchiera della vicenda sarebbe alquanto più
complessa: il vero nodo da sciogliere sarebbe quello
dell’individuazione del soggetto cui affidare la concessione per
la navigabilità. Il Municipio, che tanto s’è speso politicamente
per favorire una soluzione negoziata pur non avendo alcuna
competenza di merito nell’affaire Stombi, è impegnato ora a non
fare la fine del sorcio e ad evitare di cadere nella trappola
tesa da chi auspica la gestione pubblica d’un canale posto al
servizio di un porto privato. E i privati? Tacciono anche loro:
nei mesi passati, l’associazione “Laghi di Sibari” aveva
manifestato la propria disponibilità al grande passo, ma ancora
ieri, nel corso di una riunione del direttivo, della questione
non s’è discusso, preferendo circoscrivere l’analisi ed il
confronto all’esame dei bilanci associativi.
<<Pochi giorni, e sbroglieremo la matassa>>. Probabilmente, era
solo una pia illusione. O una solenne fregatura: dipende dai
punti di vista.
Gianpaolo Iacobini |