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Martedì 12 Aprile 2005

Cassano – Caso Stombi: arriva la risposta della Regione. La soluzione sembra allontanarsi.


La lettera che tutti aspettavano. A Palazzo di città s’aspettavano che si limitasse a dichiarare d’interesse pubblico lo Stombi, canale che unisce al mare aperto i laghi di Sibari. Invece, non è andata così. E adesso il Comune di Cassano, che in merito alla navigabilità dello Stombi non aveva mai avuto alcun ruolo o responsabilità, intervenendo nella vicenda solo di recente e per amor di patria, si trova nello scomodo, e finanziariamente impossibile, ruolo di ente candidato a gestire nientemeno che il dispettoso rigagnolo sibarita. Così almeno propone la Regione.
Spazio alla cronaca. Carta canta: scrivono il presidente uscente della giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti, ed il suo fresco vice Raffaele Mirigliani, delegato all’Urbanistica: <<Riteniamo che ferma ed impregiudicata la funzione originaria di collettore artificiale di bonifica, ferma ed impregiudicata l’esigenza di legalizzazione di tutta la complessa situazione e di adozione di tutte le misure di sicurezza e di corretta gestione, devesi riconoscere il carattere di pubblico interesse della fruizione del canale in oggetto anche ai fini della navigazione, così come risulta avvenuto in passato>>. Seguono altre considerazioni, richiamate a sostegno della dichiarata pubblicità del canale. <<In tale ottica – aggiungono gli amministratori regionali – può senz’altro essere giustificato intervento pubblico sia gestionale sia finanziario, fermo restando gli oneri degli utenti di fatto ed in particolare quelli del soggetto privato titolare della darsena>>. Dal generale al particolare: <<Quanto al percorso operativo, non può non tenersi conto di quanto espresso dal Ministero delle Infrastrutture circa la natura del canale e le competenze relative>>. E qui s’inserisce la spiegazione che seppur già enunciata in sede di conferenza di servizi dall’assessore Mirigliani, pareva essere stata infine superata dal riconoscimento della necessità di una concessione, eventualmente cedibile a terzi, per consentire lavori di ripristino e navigabilità del canale: <<Ritenendosi la competenza attribuita alla Regione, siccome materia di navigazione interna, e ritenendosi, pur in assenza di apposita legislazione regionale, sussistente il potere – dovere di intervento in via amministrativa, può soccorrere in via analogica la procedura relativa alla navigazione sui laghi artificiali e naturali della Calabria>>. Ovvero: <<Potrà avviarsi sollecitamente istruttoria con gli incombenti del caso ove codesto Comune dovesse avanzare apposita istanza con un piano – programma di gestione che comporti l’assunzione di tutti gli oneri e responsabilità, salvo gli apporti contributivi pubblici e quanto di competenza per la fruizione della funzione originaria di bonifica>>.
Morale: per la Regione Calabria a gestire lo Stombi, canale di pubblico interesse al servizio di <<una darsena privata>>, dovrebbe essere il Comune di Cassano. Lo stesso che non ha i soldi per pagare i crediti da lavoro vantati da cinque sue lavoratrici in forza di sentenze della Repubblica italiana. Domanda retorica: come finirà?

Gianpaolo Iacobini

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