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La
lettera che tutti aspettavano. A Palazzo di città s’aspettavano
che si limitasse a dichiarare d’interesse pubblico lo Stombi,
canale che unisce al mare aperto i laghi di Sibari. Invece, non
è andata così. E adesso il Comune di Cassano, che in merito alla
navigabilità dello Stombi non aveva mai avuto alcun ruolo o
responsabilità, intervenendo nella vicenda solo di recente e per
amor di patria, si trova nello scomodo, e finanziariamente
impossibile, ruolo di ente candidato a gestire nientemeno che il
dispettoso rigagnolo sibarita. Così almeno propone la Regione.
Spazio alla cronaca. Carta canta: scrivono il presidente uscente
della giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti, ed il suo fresco
vice Raffaele Mirigliani, delegato all’Urbanistica: <<Riteniamo
che ferma ed impregiudicata la funzione originaria di collettore
artificiale di bonifica, ferma ed impregiudicata l’esigenza di
legalizzazione di tutta la complessa situazione e di adozione di
tutte le misure di sicurezza e di corretta gestione, devesi
riconoscere il carattere di pubblico interesse della fruizione
del canale in oggetto anche ai fini della navigazione, così come
risulta avvenuto in passato>>. Seguono altre considerazioni,
richiamate a sostegno della dichiarata pubblicità del canale.
<<In tale ottica – aggiungono gli amministratori regionali – può
senz’altro essere giustificato intervento pubblico sia
gestionale sia finanziario, fermo restando gli oneri degli
utenti di fatto ed in particolare quelli del soggetto privato
titolare della darsena>>. Dal generale al particolare: <<Quanto
al percorso operativo, non può non tenersi conto di quanto
espresso dal Ministero delle Infrastrutture circa la natura del
canale e le competenze relative>>. E qui s’inserisce la
spiegazione che seppur già enunciata in sede di conferenza di
servizi dall’assessore Mirigliani, pareva essere stata infine
superata dal riconoscimento della necessità di una concessione,
eventualmente cedibile a terzi, per consentire lavori di
ripristino e navigabilità del canale: <<Ritenendosi la
competenza attribuita alla Regione, siccome materia di
navigazione interna, e ritenendosi, pur in assenza di apposita
legislazione regionale, sussistente il potere – dovere di
intervento in via amministrativa, può soccorrere in via
analogica la procedura relativa alla navigazione sui laghi
artificiali e naturali della Calabria>>. Ovvero: <<Potrà
avviarsi sollecitamente istruttoria con gli incombenti del caso
ove codesto Comune dovesse avanzare apposita istanza con un
piano – programma di gestione che comporti l’assunzione di tutti
gli oneri e responsabilità, salvo gli apporti contributivi
pubblici e quanto di competenza per la fruizione della funzione
originaria di bonifica>>.
Morale: per la Regione Calabria a gestire lo Stombi, canale di
pubblico interesse al servizio di <<una darsena privata>>,
dovrebbe essere il Comune di Cassano. Lo stesso che non ha i
soldi per pagare i crediti da lavoro vantati da cinque sue
lavoratrici in forza di sentenze della Repubblica italiana.
Domanda retorica: come finirà?
Gianpaolo Iacobini |