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Mercoledì 13 Aprile 2005

Sibari – Caso Stombi: scoppia la rabbia dei lavoratori. Gli operai dei Cantieri proclamano lo stato d’agitazione.


Da oggi più nessuno potrà portar via dai Cantieri nautici la propria barca. Chi vorrà, dovrà farlo da solo. I lavoratori, infatti, incrociano le braccia e preannunciano lotte e mobilitazione. Sono in cassa integrazione ordinaria da mesi, e vi resteranno ancora fino al prossimo luglio, quando la cassa integrazione scadrà. Dopo, non resterà che il licenziamento. Oppure il miracolo: un canale finalmente navigabile, con i laghi restituiti alla loro condizione di splendida normalità.
Sulla via che porta al miracolo: c’è lo stato di agitazione. Lo hanno proclamato ieri mattina gli operai dei Cantieri nautici sibariti e la Fiom, sotto le cui bandiere si ritrovano i metalmeccanici iscritti alla Cgil. La decisione di rompere gli indugi e far sentire il fiato sul collo a politici ed istituzioni che avevano promesso <<massimo impegno>> per curare il mal di navigabilità dello Stombi, è maturata ieri mattina, al termine di un’assemblea convocata per discutere i risultati dell’incontro con i vertici aziendali, tenutosi negli uffici dell’Assindustria, a Cosenza, il giorno prima. Comincia la cronaca: alla riunione del lunedì prendono parte la Fiom, i delegati dell’Assindustria cosentina, i referenti della “Casa bianca group srl”, proprietaria dei Cantieri. <<La società>>, si legge nei verbali, <<dichiara che a causa dell’imprevedibile perdurare della situazione d’insabbiamento del canale Stombi, risulta impossibile svolgere regolarmente ed a pieno regime la propria attività produttiva, trovandosi così nella necessità di dover proseguire nella sospensione dall’attività lavorativa di nove unità sino al prossimo 9 di maggio. Non si esclude la possibilità di dover ulteriormente prorogare la cassa integrazione ordinaria, successivamente, per altre 13 settimane>>. La Fiom fa di necessità virtù, ma passa al contrattacco. E fa mettere a verbale: <<Il recente atto di indirizzo emesso dalla Regione Calabria e gli impegni assunti dalle istituzioni in sede di conferenza di servizi tracciano un percorso che non pare aver ancora trovato gli strumenti per definire concretamente la situazione attuale, che si ritiene grave e pregiudizievole per le sorti dell’intero territorio. Pertanto, si proclama lo stato d’agitazione del personale, che si costituirà in assemblea permanente>>.
Quel che succederà ora: lo spiega Giovanni Sisca, segretario della Fiom. <<Da oggi – dice – gli operai dei Cantieri si riuniranno in assemblea permanente, per valutare le azioni da intraprendere per difendere i propri posti di lavoro. Si asterranno da qualsiasi attività, rifiutandosi di issare su camion e carrelli le imbarcazioni di chi vuole abbandonare i laghi. Non escludiamo il ricorso ad altre forme di protesta, anche se per il momento rimaniamo in attesa degli esiti dell’incontro già richiesto al Prefetto di Cosenza >>.
Lo Stombi: sempre di più un caso. Unico.

Gianpaolo Iacobini

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